Sanremo 2023, Will presenta ‘Stupido’: “Voglio essere all’altezza del palco”

È Stupido (Capitol Records / Universal Music Italy) il brano con cui il giovane Will si presenta al Festival di Sanremo 2023, dopo aver superato la finalissima di Sanremo Giovani con il brano Le cose più importanti. Scritta dallo stesso Will insieme a Simone Cremonini e Andrea Pugliese e co – prodotta da Tom e Zef, la canzone anticipa l’uscita del primo disco d’inediti dell’artista che a pochi giorni dalla kermesse ligure ha annunciato il nuovo tour nei club previsto per maggio. Voce originale e fresca, Will sarà diretto al teatro Ariston dal Maestro Valeriano Chiaravalle. Ma come si sta preparando all’appuntamento del 7 febbraio? Ce lo racconta lui stesso, qui l’estratto video dell’intervista.

Partiamo dall’esperienza di Sanremo Giovani, come l’hai vissuta e come stai vivendo questo debutto in gara tra i Big?
Essere arrivato già alla finale di Sanremo Giovani era, per me, un traguardo inaspettato. Sono uno che sta sempre coi piedi per terra ma sono felice perché tenevo tantissimo al pezzo. Ora devo ancora realizzare quello a cui andrò incontro, al picco di emozioni che avrò. Per ora mi preparo concentrandomi e studiando tutti i con la mia insegnante di canto.  Continuo a pensare solo alla musica, perché di questo si tratta, e il mio obiettivo è salire sul palco arrivando il più preparato possibile per rispettare al massimo la storia del festival.

All’Ariston arrivi con Stupido, ce ne parli?
È una di quelle canzoni nate alla fine della sofferenza per il Covid, quando ancora si aveva il dubbio di poter uscire o meno di casa. un giorno mi arriva dagli autori, Simone e Andrea, questo provino che era più maturo rispetto al mio solito. Ci ho lavorato sopra un sacco per scrivere qualcosa di diverso, che non fosse un testo d’amore teen ma potesse essere per tutti, e quando l’ho mandato al discografico si è subito preso bene. Poi, lo abbiamo accantonato, forse era talmente diverso dal resto o forse non eravamo ponti a un brano del genere. Quando è venuta fuori l’idea di Sanremo lo abbiamo ritirato.

Questo per dire che Stupido non è nato per il festival, ma da una delle sessioni di scrittura quotidiana. Lo abbiamo sistemato nel tempo, anche nella produzione, e sono molto contento di arrivare a Sanremo con una canzone che per me è davvero un lavoro che mi ha fatto crescere con dei concetti più adulti del solito. Spero di cantarla bene, per questo dico che voglio arrivare pronto.

Cosa ti intimorisce di più di quel palco?
Mi gasa l’idea di esibirmi con l’orchestra ma voglio essere all’altezza del palco, non vorrei arrivare impreparato. Fin dalle prime prove, sentire la canzone con l’orchestra è stata un’emozione diversa dal solito e non penso mi ci abituerò. Per fortuna anzi. Saranno serate importantissime e la pressione che sento maggiormente è quella di essere all’altezza dell’artista che canterà prima e di quello che canterà dopo di me. Arrivo dallo sport, praticato anche ad alti livelli, quindi sento la competizione, e non lo nascondo. Ma penso anche al mio di viaggio, non alla classifica anche se Sanremo resta una gara. Semplicemente cercherò di fare il meglio possibile.

E se dovessi arrivare ultimo? Una posizione, peraltro, che negli anni ha portato anche molta fortuna…
La prenderei anche bene, è diventato un posto ambito! Nel caso, vedremo come reagirò, non saprei.

Ti farai accompagnare da qualcuno della tua famiglia, magari per aiutarti a sentire meno la tensione?
Non ci sarà nessuna fidanzata con me (sorride, lasciando nel dubbio… ndr), né i genitori ma porto con me mio fratello. Sono inglese da parte di mamma e italiano da parte di papà, e devo molto alla mia famiglia anche dal punto di vista musicale. In casa, mia mamma spingeva per ascoltare Beatles, Queen, Oasis e artisti da oltreoceano, mentre con papà ho sempre ascoltato De André, Dalla, Battisti. Io sto esattamente in mezzo, che per me è un po’ quello che è il pop di oggi. Scrivere dei bei concetti con sonorità che guardano anche al futuro.

Sono inglese per le mie abitudini culinarie, purtroppo, e per una certa libertà con cui sono cresciuto. Di stupidaggini ne ho combinate parecchie, ecco. In cosa sono italiano? Nel calcio e nel modo di viverlo, da interista nel cuore. Sono pazzo per il pallone!

Torniamo alla musica, quando è diventata una ‘cosa serie’ per te? E come si svolge il processo creativo dietro una canzone?

Will

Durante la pandemia ho trovato nella scrittura la forza di esprimermi, e dai primi riscontri abbiamo continuato a crescere Nella musica mi sento completamente me stesso, libero. La primissima canzone che ho scritto è stata Estate, che ha avuto subito un grande riscontro. Come ripeto spesso, non c’era dietro qualcosa di costruito, e il percorso lo dimostra. Voglio mantenere questo approccio, sono io che comunico la mia musica. A volte parto dai testi, magari mi appunto dei versi e dopo arriva la musica; altre volte, invece, parto dalla melodia. Scrivo talmente tanto, cerco di scrivere sempre quindi moltissime cose vengono accantonate o cestinate e poi ripescate mentre per altre passano pochi mesi dalla scrittura alla pubblicazione della canzone.

A proposito di Stupido, quanto è importare recuperare anche la banalità – o la stupidità – in certi momenti della vita?
A volte vogliamo fare cose enormi ma poi ritroviamo la bellezza nelle piccole cose e, sì, diventiamo anche un po’ banali, perché esprimere l’amore può essere banale. Stupido è una canzone che intende dire proprio questo, vuole banalmente esprimere concetti che banali non sono, cercare le cose belle nei rapporti e nelle piccolezze, facendo anche scelte banali. E di stupidaggini legate all’amore ne facciamo tutti, magari per dimostrare chissà che all’altra persona… io ne ho fatte parecchie ma ce n’è una che ricorderò per sempre. Io e la mia ragazza di allora, oggi ex, ci eravamo lasciati per una cosa che avevo combinato; così, dopo una festa alle 5 di mattina (sbagliatissimo, non fatelo!) ho preso la macchina per andare da lei. Beh, mi sono addormentato sotto casa sua e mi ha trovato così, la mattina dopo.

Con gli altri giovani di Sanremo ci sentiamo qualche volta, e conosco anche qualcuno dei Big. La cosa bella, alla fine, è che siamo tutti sulla stessa barca e questo è incredibile, ne vado fiero. Spero di conoscere tutti per rubacchiare con gli occhi da questi artistoni in gara!

Hai parlato di sport, che cosa ti ha insegnato?
Mi insegnato che le bocciature servono e le prendo con quello spirito, per esempio X Factor mi è servito a capire che a qualcuno stava piacendo quello che facevo e ci ho lavorato tanto. Se magari mi avessero preso forse non sarebbe andata così.

Dopo Sanremo, riparti con nuovi live: cosa rappresenta per te questa dimensione?
Con il precedente tour ho capito l’importanza della dimensione live della musica, quello è il vero passaggio che ti rende artista. Vedere e sentire la gente che canta è ben altro dal leggere i numeri su un telefono. Ci tengo a tour e sarò più rodato e più esperto; ci saranno pezzi più vecchi e anche altri nuovi che usciranno. Non vedo l’ora, so che sarà incredibile perché davvero la gente ha sempre risposto bene. L’unico momento in cui mi sento totalmente artista è quando sento il calore della gente sotto il palco.

Di seguito le prime date dello Stupido Tour Venti23, organizzato e prodotto da Magellano Concerti.

  • 3 maggio Milano (Magazzini Generali)
  • 4 maggio Padova (Hall)
  • 11 maggio a Roma (Orion)

I biglietti sono disponibili in prevendita su TicketOne e Ticketmaster,info: www.magellanoconcerti.it

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