Sanremo 2023, le impressioni dopo il primo ascolto dei 28 brani

La ricetta del Festival di Sanremo 2023 è ben amalgamata e, svelati tutti i nomi della co-conduzione e i primi ospiti ufficiali, è tempo di lasciare spazio alla musica. Nella mattinata di un lunedì milanese quanto mai nebbioso, gli studi Rai di via Mecenate hanno sentito risuonare per la prima volta tutte le 28 canzoni in gara dal 7 all’11 febbraio. Oltre due ore di musica che sarà la vera spina dorsale della kermesse. Un’edizione che, nel complesso, ci pare sicuramente di alto livello in termini di qualità complessiva con una certa omogeneità nelle tematiche delle canzoni.

La maggior parte delle tracce, infatti, racconta i sentimenti di una stagione fatta di incertezze, interrogativi su relazioni che sbocciano o storie al capolinea; pensieri che corrono e si rincorrono nelle notti, a testimoniare un senso del precario particolarmente sentito dai giovani come dai più maturi. Ampiamente rappresentate le ballad, seguite dalla quota di mid-tempo e da qualche up-tempo che si fa ascoltare con piacere. Un quadro che rappresentata uno spaccato artistico in cui nessuno dovrebbe far fatica a trovare una penna in cui potersi riconoscere.

Ed ecco, allora, le prime impressioni sulle 28 canzoni in gara al Festival di Sanremo 2023 (preso atto dei limiti di qualsiasi primo ascolto e considerata l’abbuffata di 28 brani ascoltati a ruota continua). P.S.: l’ordine è quello d’ascolto.

Gianluca Grignani Quando ti manca il fiato
Quello di Gianluca Grignani è IL ritorno al Festival di quest’anno e l’artista sceglie di compiere il passo con uno dei brani più intimi della kermesse. Intenso, struggente, una confessione sul rapporto padre-figlio che è ricordo di una perdita e insieme ritrovamento nel perdono. Il tappeto di chitarra è à la Grignani e supporta una sequenza di interrogativi che esplorano un conflitto.
L’aggettivo: CONFLITTUALE

Colapesce Dimartino Splash
La premiata coppia Colapesce Dimartino tenta il bis dopo Musica leggerissima e riporta lo spirito che lo caratterizza sul palco del festival. Dopo un inizio quasi soffiato, il pezzo si riempie ritmicamente e la chiusa orchestrale fa viaggiare lontano almeno quanto l’immagine del mare come fuga e rifugio.
L’aggettivo: PIACEVOLE

Articolo 31 Un bel viaggio
Attesissima reunion, quella di J-Ax e del sodale Dj Jad si tuffa a piè pari negli Anni Novanta, dando una bella rispolverata ai suoni del duo che anche oggi suonano più attuali che mai. Rima dopo rima, il percorso degli Articolo 31 si fa materia della canzone dai successi alla rottura, attraversando solitudini personali e rabbia fino alla riconciliazione e all’orgoglio lasciato alle spalle.
L’aggettivo: GENERAZIONALE

gIANMARIA Mostro
Classe 2002 e una penna da far invidia a molti artisti di lungo corso, il giovane cantautore mette nero su bianco i tormenti e i dubbi della sua ricerca interiore. Perdersi per poi ritrovarsi, in un alternarsi di corse e immobilismo costruiscono un up-tempo tutto (ma proprio tutto) da ballare che rispecchia la Generazione Z ma anche chi ventenne non lo è più.
L’aggettivo: FRESCA

Anna Oxa Sali (Canto dell’anima)
Anna Oxa torna all’Ariston e sa come farsi sentire. Voce inconfondibile con un’estensione che scansate proprio, l’artista porta a Sanremo il pezzo – neanche a dirlo – più spirituale, un itinerario e un augurio di rinascita per una genesi nuova più autentica. Un brano fatto di pieni e di vuoti, che si muove emotivamente lungo una traiettoria in salita aspirando al cielo.
L’aggettivo: SPIRITUALE

Mr.Rain Supereroi
Debutto a Sanremo per Mr.Rain che quel palco l’ha desiderato a lungo e se lo merita pienamente. Il brano è la quintessenza della sua personalità artistica, che racconta il buio dell’anima tra dolori e cicatrici che diventano la storia di ognuno di noi sotto una pioggia salvifica che suggella il coraggio di chiedere aiuto. L’intervento del coro dei bambini aggiunge quella nota di ingenuità che dà speranza.
L’aggettivo: SALVIFICO

Rosa Chemical Made in Italy
Ingresso a gamba tesissima per il brano e per l’artista più anticonvenzionale della 73° edizione del Festival della Canzone Italiana, una celebrazione dell’italianità secondo la Generazione Z su cui scatenarsi. Una canzone d’amore trasgressiva che è la quota ‘Achille Lauro’ di questo Sanremo.
L’aggettivo: SORPRENDENTE

Giorgia Parole dette male
Il ritorno di Giorgia all’Ariston è con una ballatona pop fatta di frame dolcissimi che fotografano una storia ormai chiusa con quel pizzico di nostalgia che si può provare per una spensieratezza che si è infranta. La scelta dell’artista è nel segno della delicatezza, ma forse ci si aspettava che osasse qualcosa in più. Ora la curiosità è riascoltarla sul palco.
L’aggettivo: DELICATA

LDA Se poi domani
Luca D’Alessio esordisce in riviera con una canzone d’amore dalle movenze classiche con il rischio di suonare vintage. almeno per la sua età. La speranza che l’altra persona rimanga diventa quasi preghiera mentre la mancanza si snocciola in una serie di immagini come flash di una storia.
L’aggettivo: QUOTIDIANA

LAZZA Cenere
Con Lazza si fatica a rimanere seduti sulla sedia: un pezzo che sorprende e che trascina, letteralmente. I versi infuocati corrono a raccontare una fine, la presa di coscienza di una distanza che scatena rabbia, lotta interiore fino a diventare cenere per poi rinascere.
L’aggettivo: TRASCINANTE

ARIETE Mare di guai
Tra le voci della nuova generazione cantautorale, Ariete porta al festival un pezzo di ampio respiro dedicato a un amore che sta sbocciando. Un invito a percorrere un pezzo di vita insieme.
L’aggettivo: RASSERENANTE

SETHU Cause perse
Up-tempo decisa, la canzone con cui Sethu arriva all’Ariston rivela grande personalità in un susseguirsi di versi che raccontano di due cuori che si incontrano ma non sanno stare insieme. Da mandare in tilt la testa.
L’aggettivo: VOLITIVA

TANANAI Tango
Il Lato B di Tananai, che a Sanremo 2022 aveva presentato Sesso occasionale, piazzatasi ultima per poi diventare uno dei successi dell’anno. L’amore descritto in questa canzone dolceamara è come binari che si allontanano, il ritorno promesso in un lunedì che non arriva mai.
L’aggettivo: MALINCONICA

LEVANTE Vivo
La cantautrice siciliana conquista con un up-tempo che è un’iniezione di consapevolezza femminile maturata in un momento delicato come quello della maternità. Un brano che celebra l’accettazione di sé, corpo e mente, spirito e carne.
L’aggettivo: DECISIONALE

LEO GASSMANN Terzo cuore
Il brano giusto al momento giusto: quello tra Leo e Riccardo Zanotti è un incontro ben riuscito in cui la firma del frontman dei Pinguini Tattici Nucleari si sente forte e chiara, valorizzata dall’interpretazione di Gassmann che riesce a farla propria.
L’aggettivo: SPERANZOSA

MODÀ Lasciami
Kekko Silvestre è in forma smagliante, e si confronta con una ballad rock in pieno stile Modà in cui il tema centrale non è l’amore, come si potrebbe forse pensare, ma la depressione. Una canzone di rinascita, che tratteggia quell’equilibrio ancora precario di chi sta imparando a rimettersi in piedi dopo il buio.
L’aggettivo: SINCERA

MARCO MENGONI Due vite
È un tempo in sospensione, pieno di pensieri che si accavallano nella testa e che lasciano senza fiato. Mengoni insegue immagini, ricordi e congetture in una ballad in cui ogni ingranaggio è al posto giusto. Un viaggio mentale a tappe che corre e si ferma, poi riparte cambiando traiettoria, va avanti e poi torna indietro, e diventa un invito a vivere ogni istante come fosse l’ultima canzone stemperando anche la rabbia nel buio insonne di pensieri a cui dare ordine.
L’aggettivo: DISARMANTE

SHARI Egoista
La voce sporca della giovane artista dà corpo ai pensieri, alle paure e alle speranze di un’adolescente che riflette su un amore e come vorrebbe che fosse, tra le ragioni della mente e quelle del cuore.
L’aggettivo: FLUIDA

PAOLA & CHIARA Furore
Convinte e convincenti, le sorelle Iezzi celebrano un’ultima notte da vivere con la marcia ingranata a 100 all’ora. Un disco pop che si pianta in testa e guida nella sua corsa a perdifiato.
L’aggettiva: CONVINTA

CUGINI DI CAMPAGNA Lettera 22
Difficile scorporare i Cugini di Campagna dall’acuto di Anima mia cantato e ricantato a ogni piè sospinto eppure La Rappresentate di Lista che firma la canzone sanremese riesce nell’impresa. E il risultato è credibilissimo, una colonna sonora perfetta che ha quasi dei tratti sognanti.
L’aggettivo: MODERNA

OLLY Polvere
Penna dritta e centratissima, quella di Olly mette a segno un pezzo che corre veloce. Pensieri e fantasie da seguire e inseguire mentre si balla.
L’aggettivo: AVVINCENTE

ULTIMO Alba
Intima che più intima non potrebbe essere e con un’apertura piano e voce da far rabbrividire l’Ariston. La poetica delle piccole cose di Niccolò è sempre più raffinata e trova pace nel momento del transeunte per eccellenza con la speranza che non sia solo un sogno a occhi aperti.
L’aggettivo: STRUGGENTE

MADAME Il bene nel male
Potentissimo pezzo dance, con questo brano Madame si candida ad arrivare in alto, molto in alto, e la sua penna costruisce un racconto di un incontro in cui ci si riconosce dopo essersi allontanati. E tra le rime serrate trovano spazio rimpianti, rimorsi, paure e desideri. Da applausi a scena aperta.
L’aggettivo: POTENTE

WILL Stupido
Quanto può essere pesante una pagina da voltare? Su una musica rarefatta che va acquisendo corposità, la voce di Will si apre in un ritornello che resta impresso.
L’aggettivo: EMOTIVA

MARA SATTEI Duemilaminuti
L’apertura vellutata imprime un’atmosfera quasi da cinema al brano che vede la firma di Damiano dei Måneskin alle prese con un amore che assorbe il buono e produce solo tossicità, lividi e buio. Dimmi se c’è stato amore tra quelle parole?
L’aggettivo: CINEMATOGRAFICA

COLLA ZIO Non mi va
La band dà un’impronta quasi giocosa a un pezzo che mette in scena una relazione la cui dinamica è quelle del gatto col topo. Lui, lei e gli altri, ma alla fine si vuole di più.
L’aggettivo: COINVOLGENTE

COMA_COSE L’addio
Delicato quanto basta, L’addio è la cronaca in differita della fine di una relazione attraverso la lente di un indie pop poetico che descrive una quotidianità condivisa che non si può cancellare.
L’aggettivo: RAREFATTA

ELODIE Due
Il brano sanremese conferma il periodo di grazia che Elodie sta vivendo ormai da parecchi mesi a questa parte. Nei versi le paure e brividi di una notte che consuma l’amore in poco tempo e di cui non ci si pente.
L’aggettivo: PASSIONALE

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