Giancarlo De Cataldo conduce ‘Cronache Criminali – Il caso Pasolini’

[CS] A 47 anni di distanza dal 2 novembre 1975, la morte di Pier Paolo Pasolini resta ancora un mistero irrisolto, uno dei tanti segreti della storia italiana. La vicenda ricostruita nella quinta puntata di Cronache Criminali, in onda lunedì 5 dicembre alle 23.35 su Rai 1, racconta nel dettaglio la scena del crimine con gli occhi dei diretti testimoni, come i giornalisti Furio Colombo e Lucia Visca, tra i primi a giungere all’Idroscalo di Ostia quella mattina.

Da uno studio virtuale, lo scrittore e sceneggiatore, già magistrato, tra i massimi esperti di crime, Giancarlo De Cataldo, conduce gli spettatori dentro quella storia e dentro quel tempo, per comprenderne meglio i contorni. Cronache Criminali, un format originale di approfondimento true crime, scritto da Giovanni Filippetto e Giancarlo De Cataldo e coprodotto da Rai Approfondimento e Verve Media Company, attraverso i filmati esterni realizzati da Alessandro Chiappetta, descrive gli errori e le incoerenze emerse nel corso delle prime indagini, quelle successive alla confessione del diciassettenne Pino Pelosi, che si addossò la colpa del delitto.

Gli avvocati di parte civile Guido Calvi e Nino Marazzita raccontano come si sviluppò il loro lavoro di contro indagine che voleva dimostrare la presenza di altre persone all’Idroscalo con Pelosi e Pasolini quella notte. La “presenza degli ignoti” fu accertata dalla sentenza di primo grado che condannò Pelosi a nove anni e sette mesi di carcere, ma scomparve clamorosamente dalla sentenza d’appello, quella che ancora oggi rimane la verità ufficiale sul delitto.

Eppure, negli anni l’opinione pubblica ha potuto conoscere una diversa lettura dell’omicidio Pasolini, andando a fondo nei dettagli irrisolti del caso e lavorando su retroscena e possibili moventi, come la stesura del libro Petrolio, a cui Pasolini stava lavorando. Una tesi sposata dal regista David Grieco e dallo scrittore Giovanni Giovannetti, tra i più appassionati critici della verità ufficiale, che raccontano le contraddizioni delle inchieste, le piste alternative e le ragioni per cui quello di Pasolini può definirsi ancora oggi un mistero irrisolto, nonostante altre tre nuove inchieste che negli ultimi 15 anni hanno accertato la presenza all’Idroscalo di altre tre persone, il cui DNA è stato individuato sui reperti ma a cui non è stato possibile dare un nome.  In conclusione, lo scrittore Emanuele Trevi riflette sulla figura di Pasolini, sul suo lavoro di intellettuale che riusciva a leggere, con la logica e il ragionamento, nella filigrana dei segreti italiani.

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