Ernia, il nuovo album conquista lo streaming: “Il rap italiano dovrebbe iniziare dalle radici”

Uscito lo scorso venerdì 18 novembre, Io non ho paura è il nuovo album di Ernia, quarto progetto in studio di Matteo Paragone dopo Come uccidere un usignolo (e la riedizione Come uccidere un usignolo/67), 68 e Gemelli (con la successiva versione Gemelli Ascendente Milano), disco della consacrazione. In una manciata di ore, l’album ha conquistato le classifiche di ascolto sulle piattaforme digitali, volando al secondo posto nella chart globale Spotify tra i dischi più riprodotti nel primo weekend di release.

 

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Ospite di RTL 102.5, Ernia ha presentato Io non ho paura, raccontando il progetto in diretta a The Flight in compagnia di Matteo Campese, Jody Cecchetto e Paola di Benedetto. “L’album Gemelli è uscito alla fine della quarantena, in un periodo in cui non abbiamo potuto fare niente. Quell’estate ho fatto poche date con le persone sedute sotto al palco. Oggi invece per Io non ho paura sono qui con voi. Rispetto a Gemelli è un album molto più intenso. Io non ho paura è il disco di un rapper italiano adatto alla mia età e al mio ruolo. È stato apprezzato da quelli della mia età. Il titolo e la copertina sono una libera interpretazione del film Io non ho paura di Gabriele Salvatores

Quindi, il rapper riserva un commento critico sul rap italiano. Ha dichiarato: “Io credo che in Italia non ci sia un vero sound di rap italiano. Il rap italiano dovrebbe creare una sua identità senza copiare dall’estero. Tanto rap italiano fa “il verso” al rap americano. Dovremmo iniziare dalle nostre radici e capire dalla nostra identità culturale ciò che siamo, solo così possiamo diventare competitivi al livello internazionale”.

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