Dardust presenta ‘Duality’: “Un disco coraggioso che guarda all’estero” INTERVISTA

Duality è il titolo del nuovo (doppio) album di Dardust, una parola che racconta da sola l’idea, la genesi, la programmazione e la struttura di un lavoro bi-fasico. Da una parte l’emozione che scorre pura sui tasti di un pianoforte, limpida, leggera, senza sovrastrutture. Dall’altra, la ragione di un’elettronica che si stratifica e costruisce architetture. In comune una magia: quella di saper ‘disegnare’ le atmosfere e condurre chi ascolta esattamente dentro il mondo che vuole in un viaggio dalle note alla visione. Che parte da Dardust e diventa di tutti.

“Sono stati due approcci completamente diversi, e dall’inizio sapevo quali brani avrebbero composto la prima parte e quali la seconda”, ci spiega l’artista. “Questo perché le session in piano solo sono state dedicate solo a quello, quindi i pezzi che nascevano lì avevano quel tipo di declinazione. I brani elettronici nascevano con un altro tipo di approccio, con tutti i temi e i riff che hanno un approccio legato alla sintesi, sia analogica che digitale. Quindi erano proprio due mondi di partenza già chiari nell’impostazione di partenza e, di conseguenza, nella prospettiva di dove sarebbe andata la traccia”.

“C’è stato solo un caso di migrazione, con Hymn e Inno, che ritroviamo sia in piano solo che nella parte elettronica“, prosegue Dardust. “È un pezzo fatto per le Olimpiadi che prevedeva un passo a due per raccontare una dualità da esprimere nell’equilibrio tra urbanizzazione e ambiente, tra la geometria dell’urbanizzazione e la fluidità della natura. È proprio la dualità che esprimo nel disco. Quindi ci sono dei temi che in effetti ricorrono così come Petali e Petals“.

Una definizione, dunque, per Duality? “È un disco coraggioso per quella che è la moda e la tendenza italiana di adesso in cui è tutto urban-pop. In questo senso, fare un disco così, sicuramente, può essere coraggioso. Non so se in Italia possa essere capito a fondo un progetto così se non da un pubblico più curioso e che si aspetta delle sorprese. Questo è, del resto, il pubblico che vedo ai miei concerti alla fine. Sono ragazzi e adulti che cercano qualcosa di speciale, di diverso e, quindi, spero che quel target sia recettivo a quello che faccio. Sicuramente, poi, c’è la voglia di esplorare e andare all’estero, non a caso questo disco verrà promosso anche all’estero. Siamo in partenza per Berlino, poi ci sarà Amsterdam e dei live anche a Londra. Sarà un tracciato molto più ampio dell’Italia”.

Di seguito il video completo.

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