‘Circeo’, Greta Scarano e Ambrosia Caldarelli: “Raccontiamo una storia necessaria” INTERVISTA

Circeo è la serie Paramount+ Original, prodotta da Cattleya in collaborazione con VIS, Paramount+ e RAI Fiction che ripercorre tutte le fasi del processo legato al drammatico fatto di cronaca che sconvolse il Paese nel 1975. Oggi come ieri, non a caso, la parola Circeo è ancora intimamente legata alla storia di Donatella Colasanti – che sopravvisse solo perché si finse morta – e  Rosaria Lopez che invece morì a seguito delle violenze subite.

Per questo motivo, alle protagoniste della serie Ambrosia Caldarelli (Donatella) e Greta Scarano (avvocato Teresa Capogrossi, personaggio di fantasia) non possiamo che partire da un’altra parola, responsabilità. Cosa significa portare sullo schermo una storia così piena di dolore e che ha segnato l’Italia intera? “È una grande responsabilità – esordisce Ambrosia – perché comunque, e parlo del mio personaggio, Donatella è una donna che è realmente esistita quindi per me è stato importante raccontare con delicatezza la sua vita“.

Foto via Ufficio Stampa Paramount+

Non l’ho mai conosciuta, quindi ho provato a documentarmi nel miglior modo possibile per raccontare i fatti nella maniera più vera possibileE poi è una grande responsabilità perché comunque è una storia molto importante, quindi ci vuole una certa delicatezza  – prosegue Caldarelli – ogni volta per me era sempre un grande lavoro dover affrontare ogni scena per cercare di non esagerare e non rendere falso questo personaggio”.

Sì, è una grande responsabilità raccontare una storia necessaria – interviene Scarano – questa è una storia che non è mai stata raccontata dal punto di vista femminile ed è una storia di cui non si conosce bene il processo. Tutti conosciamo più o meno quello che è successo ma, almeno personalmente ma credo di parlare per un po’ di persone, non sapevo esattamente come si fosse svolto tutto il processo che è seguito. Soprattuttonon sapevo quanto il processo abbia significato in termini proprio di cambiamento della condizione della donna perché dopo il massacro del Circeo, e grazie al processo, il movimento femminista è riuscito a trovare finalmente quella scintilla che serviva per ottenere la revisione della legge dello stupro che allora era considerato un’offesa alla pubblica morale, non diritto alla persona.

“Con quel processo, infatti, siamo riusciti ad ottenere una cosa fondamentale per le donne come per gli uomini – prosegue l’attrice – fino a quel momento non esisteva proprio una vittima di stupro, la vittima era la morale, era il pudore. Quindi penso che sia assolutamente una storia necessaria e la responsabilità appartiene ai nostri produttori, a Cattleya, Rai Fiction e Paramount+ che hanno voluto raccontare qualcosa che abbiamo visto in un film di neanche tanto tempo fa”.

Ma la serie Circeo inizia proprio laddove la pellicola si chiude. Spiega, infatti, Greta. “Noi raccontiamo tutto il dopo, quindi credo che decidere di fare questa scelta sia anche un atto di coraggio. Le nostre sceneggiatrici si sono documentate, hanno fatto un lavoro eccezionale di ricerca e di studio insieme al team legale che ci ha seguito per assicurarci che tutte le cose fossero dette nella maniera giusta,”

Guarda l’intervista video completa.

SINOSSI UFFICIALE

Il Circeo è il promontorio dove i romani benestanti hanno la casa al mare. È il 29 settembre del 1975. Tre ventenni gentili della Roma bene invitano in una di quelle ville Rosaria (Adalgisa Manfrida) e Donatella (interpretata dalla giovanissima Ambrosia Caldarelli), due ragazze di periferia. “C’è una festa da un amico al mare, venite?” chiedono i tre ragazzi, mentre galanti aprono la portiera dell’auto. Ma non c’è nessuna festa, nessun amico. Ci sono, invece, due giorni di violenze e torture. La mattina del 1° ottobre, i giornali, le televisioni, le radio aprono tutti con la stessa notizia: in un bagagliaio di un’auto a viale Pola a Roma sono state trovate due ragazze. Abbracciate. Nude. Avvolte nelle coperte. Con la faccia coperta di sangue e la testa spaccata. Una è morta. L’altra è viva. Donatella.

Da quel momento, infatti, Donatella diventerà un simbolo del movimento femminista. Perché in gioco non c’è solo il suo desiderio di farla pagare ai suoi aguzzini, agli assassini di Rosaria, ci sono anche i diritti di tutte le donne. La posta in gioco è alta: cambiare la mentalità di un Paese in cui lo stupro non è considerato un crimine contro la persona, ma un’offesa alla pubblica morale.

A difendere Donatella c’è Teresa Capogrossi (personaggio di fantasia interpretato da Greta Scarano), la giovane e ambiziosa avvocata che lavora prima per Fausto Tarsitano (personaggio realmente esistito interpretato da Enrico Ianniello), noto avvocato comunista e poi per Tina Lagostena Bassi (Pia Lanciotti), “l’avvocato delle donne”, impegnata in prima fila per la riforma della legge sulla violenza sessuale. Teresa è una donna idealista e appassionata con forte sete di giustizia che, come una sorella maggiore, imparerà a prendersi cura di Donatella dimostrando che può vincere il processo e cambiare la legge. A ogni costo. In questo lungo viaggio verso la giustizia, le due ragazze impareranno molto l’una dall’altra, in una ricerca costante della propria identità e del proprio ruolo nel mondo.

Cast: Greta Scarano, Ambrosia Caldarelli, Pia Lanciotti, Adalgisa Manfrida, Angelo Spagnoletti, Francesca Antonelli, Benedetta Cimatti, Guglielmo Poggi, Enrico Ianniello e Andrea Pennacchi (cameo secondo episodio, nel ruolo di Don Occelli). La serie, tratta da un’idea di Flaminia Gressi e da un soggetto di Flaminia Gressi e di Lisa Nur Sultan, è scritta dalle due autrici insieme a Viola Rispoli e diretta da Andrea Molaioli.

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