‘Prisma’, la serie su Prime Video con un inedito di Achille Lauro

È finalmente disponibile in esclusiva su Prime Video in 240 Paesi e territori nel mondo la serie Original italiana in otto episodi Prisma. Diretta da Ludovico Bessegato (Skam Italia) e scritta da Bessegato con Alice Urciuolo – prodotta in Italia da Cross Productions di Rosario Rinaldo per Amazon Studios -, Prisma include una nuova canzone scritta da Achille Lauro,

La serie è stata presentata in anteprima mondiale alla 75esima edizione del Locarno Film Festival ed è interpretata da Mattia Carrano, Lorenzo Zurzolo, Caterina Forza, Chiara Bordi, LXX Blood, Matteo Scattaretico, Zakaria Hamza, Riccardo Afan de Rivera Costaguti, Flavia del Prete, Asia Patrignani, Elena Falvella Capodaglio, Andrea Giannini, e Nico Guerzoni.

Prisma è una serie di formazione in 8 episodi che ruota intorno alla complessa relazione tra l’identità, le aspirazioni, l’aspetto fisico e gli orientamenti sessuali di un gruppo di adolescenti di Latina. Protagonisti del racconto sono due gemelli, Marco e Andrea (interpretati da Mattia Carrano), all’apparenza identici ma profondamente diversi nelle inquietudini che esprimono. Il loro percorso di scoperta di sé sarà gioioso e turbolento insieme e coinvolgerà allo stesso modo anche il loro numeroso gruppo di amici, tutti alla ricerca del proprio posto in un mondo in continuo cambiamento.

Credit @ Prime Video: Anna Passarini,Rosario Rinaldo, Alice Urciuolo, Ludovico Bessegato, Chiara Bordi, Mattia Carrano, Caterina Forza, Nicole Morganti, Davide Nardini

Le parole del regista

Cinque anni fa ho avuto abbastanza casualmente l’opportunità di raccontare storie di persone più giovani di me, avendo come mentore la showrunner norvegese Julie Andem. Colei cioè che aveva recentemente riscritto le regole della narrazione per ragazzi, elevandola a genere con una propria dignità autorale e capace di parlare al pubblico di tutto il mondo.

Dopo cinque anni sulle sue tracce, ho sentito il bisogno di prendere tutto quello che avevo imparato e di provare a fare qualcosa di completamente nostro. Qualcosa che muovesse dalla nostra osservazione della realtà, del nostro contesto. Qualcosa che dimostrasse che non eravamo stati solo dei bravi adattatori ma eravamo in grado di offrire una nostra prospettiva su quel mondo. Una narrazione nuova, che mettesse insieme anni di studio e osservazione di quel mondo con la nostra personale idea di cinema e la nostra estetica.

Siamo partiti da un fatto. Tutti quegli anni ad incontrare persone più giovani di noi ci avevano mostrato chiaramente come molti dei dualismi che fino alla mia generazione erano stati dei dogmi inscalfibili, per loro non lo erano più. E non parliamo solo di orientamento sessuale e identità. Parliamo di una generazione che sembra vivere e scegliere gli spazi di mezzo nel senso più esteso possibile. Una generazione e un mondo in cui lo stesso concetto di diversità sembra non essere più in grado di descrivere il reale. Perché se non c’è più convergenza rispetto a un’idea di normalità, non può esserci nemmeno rispetto a quella di diversità. Non più normali, non più diversi. Solo un’infinità di esistenze uniche. Abbiamo preso a prestito l’immagine del Prisma ottico, che riesce a scomporre la luce, solo apparentemente bianca, nell’infinito spettro di colori che la compone. Il bianco, il canone, non esiste. È solo una sintesi affollata.

E noi abbiamo provato ad evitarla, quella sintesi, dando spazio a tutta l’ampiezza cromatica di Andrea, Marco, Carola, Nina, Daniele, prima di tutto, ma anche tutti gli altri personaggi che gli si muovono intorno. Maschile / femminile, eterosessuale / omosessuale, campione / loser, abile / disabile, mondano / solitario, creativo / esecutore, giusto / sbagliato, forte / fragile. Sono categorie che attraversano i nostri personaggi e si mescolano tra loro senza mai trovare un punto di equilibrio“.

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