Ad ogni attività la sua playlist: lavorare o allenarsi a ritmo di musica

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Sono tanti gli attimi della vita o i momenti della giornata che vengono scanditi dalla musica: dalle azioni che si compiono quotidianamente agli eventi più importanti, infatti, non è raro essere accompagnati da una specifica colonna sonora. Che serva per concentrare, motivare o intrattenere, la musica rappresenta certamente un elemento pressoché imprescindibile per la maggior parte delle persone, soprattutto da quando le app per ascoltarla in streaming direttamente dal cellulare consentono di accedere a funzioni sempre più personalizzate. Spesso, alcune melodie o canzoni sono addirittura una costante nelle playlist di chi svolge una determinata attività; che si tratti di svolgere azioni attive o passive, si trovano quasi sempre dei must have assolutamente irrinunciabili.

Quando si legge comodamente seduti in poltrona o nel divano, ad esempio, generalmente si predilige la musica classica o qualcosa che non preveda parole, in modo tale da rimanere concentrati sulla lettura senza distrarsi; lo stesso discorso vale per chi svolge lavori creativi e ha bisogno di stimoli senza rischiare di estraniarsi da ciò che sta facendo. Anche la meditazione viene spesso eseguita lasciandosi trasportare dalla musica più adatta a questa pratica: qualcosa che aiuti a rilassare la mente e attenuare il flusso dei pensieri; i suoni della natura sono generalmente i più ascoltati, la pioggia, le onde del mare, il fruscio del vento, ad esempio, così come alcuni canti e mantra tibetani oppure un genere come il new age. Insomma, qualunque cosa contribuisca a placare gli stati ansiosi e riequilibrare l’attività della mente è solitamente raccomandata.

Non mancano i consigli sulla musica migliore da ascoltare anche per chi svolge giochi di strategia come il poker o gli scacchi; alcuni prediligono infatti il totale silenzio, altri hanno una loro personale playlist fatta di musica ambient, ma anche rock e post punk, hip hop e reggae. C’è chi, come nel caso della lettura, evita le canzoni per non farsi distrarre dal testo e chi invece non ha alcun problema a farsi trasportare da ritmi decisi e a ragionare in maniera più lucida anche ascoltando le parole di brani techno o R&B. Molti giocatori non si fanno mancare le cuffie neppure nei tornei, sottolineando come la musica costituisca un fattore determinante anche nelle prestazioni; alcuni hanno addirittura diverse playlist pensate in base alla fase di gioco e, al contrario di quanto si possa pensare, la maggior parte ama generi come il metal e il rock per darsi la carica e concentrarsi, mentre soltanto una piccola percentuale preferisce la musica classica.

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Un’altra attività che raramente viene svolta senza indossare un paio di cuffie è l’allenamento, in particolare la corsa; il binomio musica e running è infatti praticamente scontato. Anche in questo caso non mancano una serie di must have che resistono persino al trascorrere del tempo e al mutare delle generazioni. Nella playlist ascoltata dai runner italiani, ad esempio, non mancano quasi mai i Queen, con brani come Don’t Stop Me Now ed Another One Bites The Dust in cima alla lista. Difficile trovare un appassionato e praticante di corsa che non abbia ascoltato almeno una volta la celebre Eye Of The Tiger dei Survivor, indimenticabile colonna sonora dei film su Rocky, che accompagna generalmente proprio gli allenamenti del pugile più famoso del grande schermo. In generale si prediligono ritmi che danno la carica e aiutano a rimanere motivati anche quando il fiato si fa sempre più corto e le gambe cominciano a fare male: il rock, dunque, ma anche il rap e le hit del momento, in particolare quelle che diventano dei tormentoni da ballare, sono sicuramente le preferite dei corridori. Anche la musica classica però può dare le sue soddisfazioni, si pensi ad esempio all’Inverno nelle Quattro Stagioni di Vivaldi, con quel crescendo graduale che sembra quasi rappresentare alla perfezione il ritmo variabile della corsa, da lento a medio a veloce, che coincidono quasi con l’allegro non molto in Fa minore, il largo in Mi bemolle e l’allegro in Fa minore delle tre fasi che compongono il celebre componimento.

In conclusione, possiamo dire che difficilmente non esistono canzoni o melodie adatte a determinati momenti della giornata, così come altrettanto raramente ci sono attività alle quali non si addica una determinata colonna sonora.

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