Vita e traguardi di Marracash, il king del rap vincitore della Targa Tenco al “miglior disco” 2022

La Targa Tenco 2022 al “Miglior disco in assoluto”, Noi, loro, gli altri (prodotto da Island Records e Universal Music Italia), è solo l’ultimo dei traguardi di una carriera in continua ascesa. In fondo Marracash, pseudonimo di Fabio Bartolo Rizzo (Nicosia, 22 maggio 1979), sin dagli esordi sapeva bene di essere destinato a diventare il King del rap, intitolando proprio con questo appellattivo il suo terzo album (2011). “Se Dio ha fatto di meglio se l’è tenuto per sé”, cantava già nel 2010 nel brano “Tutto questo”, due anni dopo il primo album pubblicato da una major, la Universal, che lo integrava nel circuito delle radio e della musica mainstream.

In sintesi, prima di targhe e premi vari, quella di Marracash è stata una sorta di autoconsacrazione. Ed è con la stessa determinazione usata nel farsi strada prima di tutto nella vita, segnata non sempre da lussi e agi, quindi nella “giungla” dell’industria musicale che Marra ha forgiato non soltanto il suo percorso di rapper, ma anche la sua maturazione come artista.

Gli esordi di Marracash: dalla Sicilia alla Milano del rap

Marracash, nato siciliano, ma trasferitosi molto presto con i genitori e il fratello a Milano, è subito messo alla prova dalle ristrettezze economiche della famiglia, costretta a cambiare più volte casa nel capoluogo lombardo. Ma le difficoltà riguardano anche l’integrazione: in un’intervista a Repubblica ha raccontato come la comunità milanese prendesse in giro lui e altri suoi amici perché meridionali, “come succede oggi con gli extracomunitari”.

A Milano Marra fa comunque di tutto per riuscire a inserirsi nella scena rap, frequentando un locale, il “Muretto”, come ha ricordato ai microfoni di Soundsblog, ed è da quelle parti che fa amicizia, fra gli altri, con rapper del calibro di Gué Pequeno, Vincenzo da Via Anfossi e Dargen D’Amico. L’esordio ufficiale è con il brano “Popolare”, inserito nel mixtape Roccia Music I (2005), a cui hanno collaborato anche i Club Dogo. E tra i fan inaspettati c’è pure la Universal.

Nel 2008 e nel 2010 Marracash diventa uno dei rapper con più seguito grazie all’album omonimo e a Fino a qui tutto bene, con singoli come “Badabum Cha Cha” a fare da traini verso il successo. Del 2011 è il secondo mixtape Roccia Music II, spinto dal suggestivo brano “Slot machine”, cantato con Emis Killa e chissà scritto magari dopo una partita su una delle tante slot di NetBet (“Prendo il doppio di quello che do, pianto un gran casino in questo casinò”), lui che già nel nome ha quell’assonanza con il noto casinò fisico del Marocco.

Ritornando però in Italia, fu nell’ottobre dello stesso anno che pubblica il terzo album da solista King del rap e l’anno successivo fonda la Roccia Music, etichetta discografica indipendente.

Al primo posto in classifica della rivista storica Rolling Stone

Il quarto album Status subisce un ritardo che ne posticipa l’uscita al 2015, ma l’attesa per i fan vale la candela: nel disco troviamo il singolo omonimo “Status” (già anticipato nel 2013), “In radio” e “Nella macchina”, quest’ultimo cantato con Neffa. Seguono alcune collaborazioni, tra cui l’album Santeria con Gué Pequeno, e il penultimo album da solista Persona nel 2019, nominato disco dell’anno da Rolling Stone. Il resto è storia recente: nel novembre 2021 esce Noi, loro, gli altri, posizionato anche stavolta da Rolling Stone al primo posto nella classifica dei 20 migliori album dell’anno.

Con la Targa Tenco 2022 è stato anche il primo rapper ad aggiudicarsi l’ambito riconoscimento. Chissà forse Marra aveva preventivato anche questo.

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