‘Di4ri’, la prima serie italiana Netflix che racconta gli anni delle scuole medie

Si intitola Di4ri la prima serie italiana Netflix (produzione Stand By Me) che si addentra in quella fascia d’età tanto complessa quanto inedita dei ragazzi alle prese con la scuola media. Non più bambini, certo non adulti ma neppure adolescenti, gli studenti si trovano in una sorta di limbo la cui narrazione passa per lo più sotto silenzio, schiacciata tra gli anni più innocenti dell’infanzia e quelli tumultuosi della crescita alle superiori. Per questo, la scommessa di Di4ri  – che affonda proprio nell’intermezzo della seconda media – arriva forte e chiara, con una freschezza piacevole che fa apprezzare i quindici episodi anche a un pubblico più maturo.

Scoperta del sé, amicizie, famiglia, studio, ambizioni, sport, innamoramenti, conflittualità dell’amore e naturalezza di un coming out, adulti e giovani a confronto. Attorno a questi temi si snodano le vite di Pietro (Andrea Arru), Livia (Flavia Leone), Isabel (Sofia Nicolini), Daniele (Biagio Venditti), Monica (Federica Franzellitti), Giulio (Liam Nicolosi), Mirko (Pietro Sparvoli) e Arianna (Francesca La Cava). Ragazzi in cui sicuramente non faranno fatica a riconoscersi i loro coetanei al di qua dello schermo, anche grazie all’espediente dialogico con cui i protagonisti esprimono i propri pensieri più segreti rivolgendosi direttamente al pubblico. Quasi fosse un confidente, uno di loro.

Le serie presentata in conferenza stampa

L’idea di base era raccontare l’individualità di questi ragazzi, in una fase particolare della vita che normalmente non viene considerata, quella delle medie“, spiega Simona Ercolani di Stand By Me. “Eppure è un momento fondamentale, nel quale si forma la individualità dell’adulto che sarà domani. Volevo sottolineare il punto di vista di ciascuno dei ragazzi, e l’abbattimento della quarta parte stabilisce, con ogni bambino davanti alla TV, un rapporto diretto come fosse il suo miglior amico. Ognuno confessa al pubblico cose che non rivela invece ai compagni di set, e chi sta davanti al monitor deve sentire una connessione empatica unica“.

Foto Netflix

Guest star della serie, a intrepretare il ruolo di collaboratore scolastico, è Fortunato Cerlino. “Di4ri è un progetto nuovo per l’Italia, perché racconta una fase della vita che è completamente cambiata nel nostro paese“, racconta l’attore in un intervento video durante la conferenza stampa. “Quando ho letto la sceneggiatura, ho apprezzato il coraggio di parlare senza troppi veli o sotterfugi di tematiche importanti e belle, interpretate meravigliosamente dai ragazzi, che sono stati perfetti. Rappresentano una generazione che, secondo me, ci sorprenderà in meglio. La firma di Alessandro Celli, poi, ci ha guidato con sapienza e delicatezza. Devo dire che lavorare con questi giovani e avere l’opportunità di osservare i desideri e gli sguardi di ragazzi in formazione è stato commovente, in alcuni casi, e certamente molto interessante”.

E pensare che tutto nasce da una conversazione proprio con una ragazzina di scuola media. “La storia è nata da una chiacchierata con Delia, la figlia di alcuni amici che frequenta le medie – continua Ercolani – Mi ha raccontato molte cose della sua scuola e mi ha colpito molto. Sono ragazzi ma trattati da bambini e tutti decidono per loro. È un’età in cui bisogna lasciare che questi ragazzi inizino a prendere delle decisioni“.

Tancredi: la sua Isole nella colonna sonora

Il brano portante della colonna sonora, sigla della serie e che ha debuttato con il trailer, è Isole, il nuovo singolo di Tancredi (Warner Music), anche guest star in due episodi della serie. E il concetto di isola – geografica o figurata – ritorna spesso negli episodi, a partire dalla location. La serie, infatti, è ambientata in un posto di fantasia, un’isola italiana che volutamente non è identificata per renderla universale. D’altro canto i luoghi – dalla scuola, alle case, agli esterni – sono tutti reali, non c’è nulla di finto o ricostruito: non sono stati utilizzati teatri di posa. L’intenzione era quella di immergere gli attori in ambienti autentici, per metterli a loro agio e per lasciare spazio alla spontaneità e – a volte – all’improvvisazione.

Sul set è stato impegnato un cast molto numeroso, con otto protagonisti, più di venti attori secondari e oltre settecento comparse, con una troupe di circa 60 persone e una seconda unità. Le riprese, che hanno impegnato cast e troupe per circa quattro mesi, sono state realizzate prevalentemente a Roma e ad Ischia. Un set è stato aperto vicino a Bracciano, dove sono state realizzate le scene nel campo da basket e sulla pista d’atletica.

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