‘Laura Pausini – Piacere di conoscerti’: “Sentirsi realizzati non è sinonimo di fama”

Dal 7 aprile è disponibile su Prime Video Laura Pausini – Piacere di conoscerti, film autobiografico di Laura Pausini che scava nella vita dell’artista in maniera inedita. Non si tratta di un semplice biopic o docufilm (“non volesso fosse qualcosa di celebrativo“, avverte la stessa Pausini) ma di una narrazione dall’intimità sconcertante che sonda tra i successi, i dubbi, le insicurezze e i sensi di colpa di una donna che è una fuoriclasse indiscussa. E che quel numero uno ha dovuto a un certo punto fare i conti, risalendo alla vittoria a Sanremo nel 1993; l’anno zero di Laura Pausini.

Così, in Laura Pausini – Piacere di conoscerti è confluita una vita intera, anzi più di una perché è la storia di una famiglia italiana il cui cognome è celebre nel mondo. Ma quanto costa tutto questo? Ed ecco, allora, quello che potrebbe sembrare un banale espediente filmico alla sliding doors diventa la sostanza autentica di un interrogativo che non cessa di essere potente e presente, di bussare forte sino a pretendere che gli si apra.

Che cosa sarebbe successo se non nel 1993 non avessi vinto Sanremo?

Laura Pausini

È da questa domanda che nasce il percorso filmico a cui ha lavorato Laura Pausini, protagonista di due vicende parallele che non sono altro che il lato A (autobiografico) e il lato B (immaginato ma, nella sensibilità della protagonista, del tutto plausibile) di un’esistenza. “Quando mi è stato proposto di fare un documentario – racconta l’artista – ho pensato che fosse troppo autocelebrativo. Verso febbraio 2020, era la fine del primo lockdown, una notte ma sono svegliata e ho cominciato a scrivere al telefono questa storia che in realtà era nella mia mia testa da ventinove anni. Ho avuto tanto tempo per darmi delle risposte: mi sono immaginata tante volte come poteva essere la mia vita se non fossi famosa”.

© Prime Video & Amazon Studios

Con il coinvolgimento di Ivan Cotroneo (che firma anche la regia) e di Monica Rametta, Pausini ha messo a punto un racconto che percorre i binari della fama e dell’anonimato, a metà tra le luci dei riflettori più prestigiosi (Grammy e Oscar compresi) e le lampadine di un piano bar di provincia. “Mi sono accorta che stavamo facendo qualcosa che non era solo per un mio capriccio personale, ma era un modo per vivere quello che è avvenuto nella mia immaginazione; non tutti hanno la fortuna di farlo. Per due mesi sono stata quella che ho immaginato di essere per ventinove anni e non posso che ringraziare chi mi ha permesso di farlo“.

Dalla Pausini diciottenne alla donna di oggi, il film tocca vita pubblica e momenti privati senza cadere nell’egocentrismo pur essendo, quella di Laura, addirittura una presenza doppia (il sé reale e il sé immaginato). “Non è solo emozionante ma proprio commovente: mi sono resa conto che mentre lo giravamo potevo dare un messaggio come se volessi dire alle persone curiose di vedere questo film di usare me e questa mia storia per ritrovare loro stessi. 

Tutti noi abbiamo avuto un momento in cui potevamo scegliere altro, è come se io ti stessi chiedendo: te lo sei mai immaginato questo sliding doors? Io ho addirittura potuto viverlo, ed è stato davvero molto intenso. È stato un riassunto della mia vita fino a qui. CI tengo a dire che questo film non rinnega nulla di quello che ho fatto, semplicemente avevo lasciato in sospeso alcuni sogni che avevo fino a Sanremo”.

Non ho mai sognato di essere famosa, non ho mai avuto la frenesia della fama: io mi vedevo fare piano bar come ho fatto per dieci anni, dagli 8 ai 18. Per me la sfida era essere la prima donna dell’Emilia Romagna a fare piano bar da sola… E già fa un po’ capire che mi sono sempre piaciute le sfide!

Volevano raccontare come sentirsi realizzati non è sinonimo di raggiungere la fama. I piani b sono fondamentali, sono le cose che ci faranno sentire realizzati. Vorrei che la gente non si accontentasse ma so che oggi molti sono costretti a farlo.

Laura Pausini

Dalla ricerca nel passato all’insegnamento per la figlia Paola

Ph. Cr.: Tommy Napolitano

Disegnare la Laura possibile, ha significato anche scavare nei ricordi e nel passato di un’adolescente di provincia, entrando nella sua cameretta. “La ricerca è stata fighissima e certe cose non sono state facili da trovare – racconta Pausini – Per fortuna, però, il mio babbo da quando ho fatto Sanremo mi ha tenuto da parte un po’ di cose trasformando presto la mia casa di allora in sede del fanclub e museo. Ancora oggi, lì ci sono i vestiti e le cose più importanti ma ci sono soprattutto le cose che avevo quando ero ragazzina.

“La scatola che vedete all’inizio del film, aperta dalla bambina, l’ho ritrovata nella soffitta della casa dei miei genitori durante il lockdown Dentro ci sono oggetti come il braccialetto con scritto il mio nome e tante piccole cose che mi hanno aperto delle finestre di ricordi e mi hanno aiutata a sviluppare le altre parti della storia”.

Il punto più alto della mia carriera è stato senza subbio vincere Sanremo. Il più basso? vincere il Grammy ed essere sola.

Laura Pausini

Dalla passato al presente, fra premi e riconoscimenti più che ambiti, passando anche attraverso le sconfitte, un insegnamento che Laura tiene a dare alla figlia Paola. “Mia figlia Paola è il mio timone – dice sicura – Un errore della società di oggi è che non siamo educati alla sconfitta. È un insegnamento grande che voglio dare a Paola e che io non ho vissuto: so cosa significa vincere, ora vorrei che si guardasse anche quell’altro aspetto, a quanto è importante perdere e sentirsi ugualmente orgogliosi“.

Laura Pausini – Piacere di conoscerti è disponibile dal 7 aprile in esclusiva su Prime Video, in 240 Paesi e territori in tutto il mondo. Laura Pausini – Piacere di conoscerti è nato da un’idea originale di Laura Pausini, scritto da Ivan Cotroneo (La kryptonite nella borsa, Un bacio), Monica Rametta (Un bacio, Il volto di un’altra) e Laura Pausini, diretto da Ivan Cotroneo, con la supervisione creativa di Francesca Picozza e con direttore della fotografia Gherardo Gossi (Diaz, Le sorelle Macaluso). Il film è prodotto da Endemol Shine Italy per Amazon Studios.

Credits immagini: © Prime Video & Amazon Studios

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