Anastasio torna con ‘Mielemedicina’: “Siamo persi in una selva di parole zoppe”

Artwork Gabriel Turco Freshrucola

L’attenzione al linguaggio, gli spunti letterari che attraversano tempi e spazi, lo sguardo alla contemporaneità e la capacità critica spietata sono tra le cifre artistiche più ispirate di Anastasio, che il nuovo album Mielemedicina (Epic/Sony Music) conferma nella migliore versione. Disponibile da venerdì 25 febbraio, il progetto del cantautore – che firma tutte le tracce – si fa ascoltare con curiosità e interesse mentre lancia pietre pesantissime tra dettagli e riferimenti da cogliere.

Non ci sono confini in Mielemedicina, lavoro in cui Lucrezio (il suo De rerum natura ha ispirato il neologismo del titolo) convive con Charles Bukowski e la Babele Biblica con Charles Baudelaire. Mentre la traiettoria storica va dal Big Bang all’Apocalisse passando per un medioevo che è specchio dei tempi di oggi, in cui la parola si svuota perdendo senso in un caos della comprensione. Una riflessione ampia, con toni che sanno essere cupi, anzi cupissimi, e guizzi mai banali.

Due le collaborazioni eccellenti: quella con Boosta – tra gli autori de L’uomo, il cosmo – e quella con il pianista Stefano Bollani in Tubature, gioiello di sperimentazione rap-jazzistica. Ma lasciamo la parola ad Anastasio che ci ha raccontato il suo Mielemedicina in questa intervista video.

Foto di Valerio Nico

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