Giusy Ferreri racconta ‘Cortometraggi’: “Un album maturo ma con uno spirito d’esordio”

Dodici tracce per altrettante pellicole in cui suoni, immagini storie diventano canzoni. Da venerdì 18 febbraio è disponibile Cortometraggi (Columbia/Sony Music), nuovo album di inediti di Giusy Ferreri, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo 2022 con il brano Miele. Sesto progetto discografico dell’artista – disponibile nei formati digitale e fisico, su CD e in vinile -, il disco arriva dopo il precedente Girotondo del 2017. Nel mezzo, un’infilata di collaborazioni per altrettante hit di successo che hanno rappresentato, nel percorso della Ferreri, un momento per raccontare altri lati di sé. Ma ora è giunto il tempo di dedicare spazio e tempo alla sua musica, dal sapore più intimista e riflessivo.

Partiamo dall’esperienza di Sanremo con Miele, canzone che – come ci avevi raccontato – avevi scelto per il palco dell’Ariston perché “arriva in maniera sobria senza essere un brano tradizionale”.
Il festival di Amadeus è stato bellissimo, perché ha saputo portare una grande novità e varietà ma non ti nego che mi sarebbe piaciuto portare due brani come con i festival di Fazio! Era bellissimo perché a me piace dare più versioni di me. Questa volta dovevo sceglierne una sola ed è sempre difficile poter fare una scelta, mi piace proporre almeno due versioni di me, e non è un caso che abbia voluto far uscire Gli Oasis di una volta prima di arrivare su quel palco. Miele è un brano che sento come una chicca in Cortometraggi, si contraddistingue dal resto del materiale, arriva con un’originalità diversa che si presenta molto orecchiabile. E ha tutta una serie di elementi anche visivi che mi permettevano di introdurre anche il resto del progetto.

A posteriori avresti fatto un’altra scelta? Magari privilegiando l’orecchiabilità?
Comprendo che possa esser più facile scegliere una via fatta solo di hit ma non è l’attitudine che prevale nella mia personalità. Posso solo ringraziare di essere stata coinvolta in brani estivi molto originali; sono stati esperimenti che nel mio materiale personale non ci sono e ho voluto che restassero delle collaborazioni. Questa dimensione è per me un valore aggiunto a quello che per me è la priorità, ovvero fare emergere un lato forse meno commerciale. Miele la sentivo una via di mezzo, e ho subito notato che potesse essere un pezzo molto radiofonico mentre sul palco ha avuto una dimensione più sofistica. Mi è piaciuto il fatto che un unico brano potesse raccontare due versioni differenti.

Arriviamo a Cortometraggi, un album dalla grande versatilità. Come è nato e come lo hai lavorato?
Sicuramente è un album nato dalla volontà di poter inserire arrangiamenti e sonorità veritiere costruite in questi ultimi anni con i musicisti che mi accompagnano nei live. Ogni singolo brano è il racconto di un piccolo film perché volevo arrivare con diverse argomentazioni, da quelle più pedonali a quelle che possono essere un semplice confronto basato su un punto di vista personale per come vivo certe situazioni. Come in Causa effetto, che racconta una mia visione delle cose molto chiara, ma anche in Quello che abbiamo perso e La forma del tuo cuore ma anche Gli Oasis di una volta, un autoritratto e insieme un dialogo di fronte allo specchio; descrive il relazionasi con se stessi e l’autoaccettazione anche dei lati negativi. Diversamente, Cuore sparso guarda all’esterno, al relazionarsi tutti i giorni nella vita quotidiana, dalla famiglia a quello che accade nel mondo.

A poche ore dalla pubblicazione di Cortometraggi, se lo guardi nel suo complesso che tipo di artista fotografa oggi?
Mi sento di aver ripresentato un album maturo ma con uno spirito d’esordio. Mi piace approcciarmi a ogni album per dare l’idea di raccontare diverse dimensioni e vivo ciascuno di essi come un nuovo esordio. Il fatto che il pubblico ti ascolti sempre con qualcosa di nuovo e differente è anche un rischio ma è cosi che mi piace approcciami a ogni progetto. Siamo sempre tutti in continua evoluzione, di conseguenza anche il flusso musicale, con la sua forma di pensiero, è sempre diverso.

Essere diventata mamma ha contribuito anche musicalmente a un tuo cambiamento?
Direi di sì. Il ruolo di mamma mi ha spostato come dimensione, facendomi trovare una forma di equilibrio che non c’è mai stata perché ho spesso vissuto di caos. Sono diventata più concreta e meno sognatrice, visionaria o immaginaria. Adesso ho un approccio ancora più istintivo e concreto.

Non nego che la dimensione live è quella che prediligo del mio percorso artistico, permette di sfogarsi e incontrare il pubblico. Ci tenevo tantissimo ad avere tutta la band con me e sicuramente ci saranno anche delle tappe estive che precederanno la parte teatrale. Aspettiamo solo di capire quale sarà la formula più adeguata per portare dal vivo sia Cortometraggi sia il resto del repertorio.

Ma, quindi, per l’estate 2022 ci lasci a secco di hit?
Ne ho fatte tantissime, per diversi anni mi sono ritrovata a esser coinvolta come ospite senza avere la possibiltia di proporre qualcosa di personale, un progetto mio. Quindi non mi ripeterei, quello che di bello c’era da fare è stato fatto, e nel migliore dei modi, con Baby K, con Takagi & Ketra e con Elettra Lamborghini. L’anno scorso non sono riuscita a tirarmi indietro, adesso preferisco portare avanti il mio percorso artistico soprattutto perché in questo momento me ne viene data l’opportunità. Le collaborazioni estive sono state anche per me una novità perché mi ha fatto conoscere sotto quell’aspetto e mi hanno sempre divertita molto ma quattro anni di collaborazioni sono più che sufficienti.

Questa la tracklist di Cortometraggi:

  1. Miele
  2. Qualsiasi amore
  3. Federico Fellini
  4. Gli Oasis di una volta
  5. Causa effetto
  6. Angoli di mare
  7. L’amore è un tiranno
  8. La forma del tuo cuore
  9. Quello che abbiamo perso
  10. Cuore sparso
  11. Il diritto di essere felice
  12. Ricordo

Di seguito, invece, gli appuntamenti live annunciati per l’autunno 2022:

  • 1° ottobre – ROMA AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – Sala Sinopoli
  • 3 ottobre – MILANO TEATRO DAL VERME

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