Veronica Perseo, ‘Ricomincio da me’: “Tutta la mia vulnerabilità in una canzone”

Cantautrice, compositrice e pianista cagliaritana, Veronica Perseo si è fatta conoscere dal pubblico televisivo grazie alla vittoria della prima edizione di Tali e Quali, spin off di Tale e Quale Show. In attesa di rivederla sul palco nella puntata finale, la giovane cantautrice sarda ha inaugurato il suo 2022 con Ricomincio da me, brano scritto con Marcello Balestra e Marco Baracchino. Nel testo la storia di una donna alla ricerca di un suo posto nel mondo, divisa tra la musica e il mare, capaci di trascinare via ogni incertezza.

Il tuo 2022 si apre con un nuovo singolo, Ricomincio da me, che suona tra l’altro come un ottimo augurio all’inizio dell’anno: che cosa ci racconta del tuo mondo musicale questa traccia?
Questa canzone mostra me stessa nella mia vulnerabilità, e nella mia fragilità che è anche la mia più grande forza. Racconta del mio amore per il mare e per la musica, ai quali affido sempre le mie ferite, le mie domande, perché sanno guarirmi, ascoltarmi. Con questa canzone vorrei dare forza a chi come me ha pensato di non avere un posto nel mondo, e ricordare che noi stessi possiamo essere, per ogni volta che si cade, il nostro punto di partenza, la nostra àncora di salvezza.

Dal punto di vista della scrittura, come è nato il brano? E che gestazione ha avuto?
Il brano è arrivato di getto, in poco tempo, durante un momento di profonda crisi che stavo vivendo, in cui mi sono sentita morire dentro. Le parole mi sono venute in mente senza forzare e, più la ricantavo e suonavo, più ritrovavo me stessa e mi sentivo meglio. Naturalmente poi ci sono state delle limature e dei perfezionamenti, ma è forse la canzone più spontanea e naturale scritta in breve tempo, oltre che quella a cui sono più legata.

Nel testo racconti di cadute e di corse, in una riflessione che dall’esperienza personale trae occasione per un cambiamento. Che rapporto hai con il tempo? E con che sguardo ripensi al passato?
Ho sempre avuto un particolare rapporto con il tempo. Per me non rallenta e non si ferma praticamente mai ma anzi, sento sulla mia pelle il suo scorrere e le sue lancette. Non ne ho mai abbastanza e per questo cerco sempre di vivere ogni istante al massimo, perché il tempo è davvero un bene prezioso che nessuno ci restituisce. Questo mi permette di guardare al passato non come un insieme di errori o di sofferenze che possono avermi segnata, ma come un qualcosa dal quale prendere spunto come insegnamento, come cambiamento per vivere al meglio il presente e quello che verrà.

Sul piano musicale, invece, che tipo di mondi sonori hai esplorato?
Sono cresciuta ascoltando il pop, sia italiano che internazionale, oltre alla formazione classica avuta al conservatorio, ho iniziato ad apprezzare il rock, il jazz, l’r&b, la tra il rap e vari generi. Anche se ovviamente il pop rimane il mio preferito, amo sempre accogliere le novità e ascoltare nuova musica.

Ad accompagnare il brano è uscito il videoclip ufficiale: in che modo il racconto visivo completa il brano?
Il videoclip è un racconto della canzone attraverso delle immagini in cui sono presenti:
– il pianoforte, mio compagno di viaggio e salvagente personale per tutte le volte che crollo, che rappresenta la capacità della musica di consolare e guarire;
  il mare come acqua che trascina via le incertezze e purifica le ferite dell’anima;
– un cuore nero macchiato dalle delusioni e sommerso nel fondo del mare dalle mille domande che tutti noi ci facciamo continuamente;
– e infine quella parte di me vulnerabile, che si è sentita sola e ha avuto il bisogno di buttarsi nell’acqua congelata come se volesse morire per poi essere riportata in superficie dal mare stesso, come un parto, un battesimo, una catarsi, una rinascita.

La canzone e il video si prendono per mano nel raccontare quanto sia importante affidarsi a se stessi come àncora di salvezza da cui ricominciare dopo aver toccato il fondo.

Il video raccoglie almeno due elementi a te cari: le tue radici sarde e la musica. Quanto sono connesse fra loro?
Alla Sardegna devo tantissimo, soprattutto per il suo mare, con il quale ho stretto un patto d’amore eterno, dopo quello che ho dalla nascita con la musica. Li ho voluti entrambi nel mio video perché sono i due grandi amore della mia vita ai quali non rinuncerò mai e, come ho già detto, sono le mie due medicine dell’anima preferite.

Nel 2019 hai vinto Tali e Quali: che tipo di visibilità ti ha dato questa esposizione e cosa ha rappresentato per te questo traguardo?
Inizialmente mi ha dato una visibilità molto ampia ed è bellissimo quando le persone alle quali ne parlo se ne ricordano ancora o addirittura mi fermano per strada riconoscendomi, lo apprezzo molto. Per me è stata un’esperienza che mi ha cambiata artisticamente: su quel palco mi sono sentita a casa e da quel momento ho capito quale fosse il mio posto nel mondo, non ho mai più avuto dubbi su quello che avrei voluto fare e essere nella mia vita.

Hai modo anche di tornare su quel palco: con che emozione lo affronti?
Sicuramente mi vedrete piangere di gioia continuamente, sarò entusiasta come se fosse una seconda vittoria. Non mi importa di vincere, per me ho già vinto solo ritornando su quel palco che amo tantissimo e ritornando a salutare tutte le belle persone che lavorano dietro le quinte di questo programma che seguo sin dall’inizio con grande passione. Tornare a Tale&Quale è un grandissimo regalo che il 2022 e la vita mi stanno facendo.

Quali progetti hai in cantiere per i prossimi mesi?
Sicuramente ho tanti altri nuovi brani da condividere rendere pubblici, singolarmente o forse con una raccolta chissà. Mi piace cambiare sempre idea e agire sulla base di quello che sento al momento, vivendo giorno per giorno. Spero in qualcosa di bello e di grande.

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