#Sanremo2022 Matteo Romano racconta ‘Virale’: “Vorrei arrivare alla gente con semplicità”

Tra i più giovani protagonisti di Sanremo 2022 c’è Matteo Romano, per la prima volta all’Ariston con Virale, brano scritto dallo stesso Matteo con Dario Faini, Alessandro La Cava e Federico Rossi (Universal Music Publishing Ricordi SRL, Senza Dubbi S.A.S di Venturelli Gianluca & C, Ventidigiallo SRL). Diretto dal Maestro Valeriano Chiaravalle, il cantautore diciannovenne ha scelto Your Song di Elton John per la serata delle cover in cui ha al fianco Malika Ayane. Con le idee chiare e la freschezza della sua età, Matteo si è raccontato a poche ore ormai dall’avvio della kermesse canora.

Come ti senti a un passo dalla tua prima esibizione al Festival di Sanremo?
Ci ho sempre sperato! Da quando ero piccolo il festival, per me, è un’istituzione e ha saputo rinnovarsi. Credo sia il contesto giusto per me. Provo un’emozione fortissima e, dall’altra parte, questo palco mi fa essere consapevole di quello che sto facendo, è qualcosa di grande e lo percepisco come tale. Sono contento e gasato di potermi confrontare con un palco del genere. È un onore per me poterci essere!

Chi sono stati gli artisti di Sanremo che ti hanno segnato di più?
Degli anni in cui ero più piccolo, ricordo bene Emma e Marco Mengoni: loro mi colpirono e segnarono molto. Per questo direi anche che i tre nomi su cui punterei in questa edizione sono Emma, Elisa e Mahmood: sono gli artisti che secondo me hanno molte possibilità. Ma anche l’anno di Sono solo parole, ero bambino ma era iniziata già la mia passione per Sanremo e la musica. A tutti i karaoke che facevo cantavo solo le canzoni del Festival.

Come ti senti a essere in gara con big come quelli che hai citato? Credi che l’abolizione della categoria ‘Nuove Proposte’ possa penalizzarti o al contrario regala più spazio?
Non mi fa troppa paura perché sono già contento di quello che sto facendo in un contesto così grande. Per me è una vetrina in cui voglio mostrare il meglio di me al pubblico italiano. Nel mio piccolo, poi, penso di avere il carisma giusto e l’appeal sul palco: la mia è un’esibizione semplice ma d’impatto con una cover emotiva e personale. Forse anche il mio modo di scrivere giovane può arrivare bene al pubblico. Intanto, voglio farmi conoscere, poi quello che sarà sarà… anche se dovesse essere in sordina. Sono tranquillo da questo punto di vista.

Raccontaci qualcosa del tuo brano, Virale.
Il brano che porto è nato da una sessione con Dardust, con cui avevo già lavorato in passato, con Alessandro La Cava e Federico Rossi. Tutto è partito da mia esperienza  personale e mi piace raccontare l’amore dopo un litigio perché è un’emozione talmente forte nel cambiare che sa essere totalizzate. Gli inglesi usano la parola ‘heartworm’ che descrive bene quel momento: in scienza è un parassita del cuore che non esce tanto è radicato. È forte proprio come una canzone che diventa virale e non esce più dalla testa.

Veniamo alla cover alla tua ospite, Malika Ayane: cosa avete preparato?
Ho scelto Your Song di Elton John perché sono sempre stato propenso all’inglese. Ho sempre avuto grande interesse per le lingue e ho pensato che fosse una buona scelta cimentarmi con un brano internazionale. Poi, mi ritrovo in Elton John, nel suo metodo di scrittura realistico e semplice per quanto impattante; e anche io, come lui, sono legatissimo al pianoforte. Malika Ayane era perfetta, è una delle voci più belle del panorama italiano e penso che i colori delle nostre voci credo si sposino bene. Lei ha accettato la mia richiesta: sento lo stimolo giusto che mi porta a cantare con un’artista così grande, mi ha rassicurato. Devo essere al top.

Vorrei davvero mostrare semplicità, analisi di me stesso e potenza. La musica deve sere impattante. E voglio anche godermi questo momento fino in fondo dopo un anno e mezzo di preparazione… mi aspetto che la gente mi percepisca per come sono, semplice e spontaneo. Spero sia una bella vetrina di lancio per la mia carriera.

Matteo Romano

E del confronto con l’orchestra, invece, che ci dici?
Beh, fa effetto confrontami con l’orchestra: per me che sono partito dal pianoforte della cameretta è uno stimolo per crescere. Sono pronto anche a sperimentare e questo mi porta a essere curioso di questa commistione che mi piace molto. Sono pronto a crescere e l’incontro con l’orchestra è un buon incontro; il mio mondo intimo al piano si sposa bene.

Che tipo di pubblico pensi possa apprezzare di più Virale?
Penso che sicuramente possa arrivare al pubblico che già mi segue perché ha un linguaggio e un’impostazione giovani, quindi è immediato per la mia generazione. Ma non nego che può avere appigli anche su generazioni più adulte. Il brano parla di qualcosa di universale, che prova ogni persona indipendente dall’età e credo anche che il mio cantato possa arriva a più persone anche se non ci si rispecchia necessariamente a livello generazionale. E poi, penso, l’emotività, può arrivare a tutti.

E dopo il Festival cosa ti e ci aspetta?
Ci sarà un EP che sto preparando in questo momento, sarà l’occasione per presentate un progetto più organico e completo rispetto al passato con un filo continuo tra tutti i brani.