#Sanremo2022 Emma: «Vivo il Festival come un regalo. Il mio brano? Una denuncia d’amore»

A Sanremo è stata, forse, una delle prime a trasferirsi tra gli artisti del Festival 2022, costruendo con la sua direttrice d’orchestra una piena condivisione d’intenti e visione. Così, Emma ha vissuto la preparazione alla kermesse dividendo le sue giornate con Francesca Michielin e costruendo insieme un mondo che sa di famiglia e di vacanza, di impegno e di divertimento, il mondo di chi le cose non le guarda solamente ma deve strappare la plastica e entrarci dentro.

E qualcosa ci dice che l’intesa – umana oltre che musicale – fra le due professioniste non potrà che essere un valore aggiunto all’intera avventura in riviera. Dalla colazione alle prove ‘karaoke’ nel cuore della notte, questa collaborazione al femminile acquista sostanza zittendo da sola anche le solite critiche social. Per il terzo festival, Emma porta Ogni volta è così (Polydor/Universal Music Italy), co-firmato dalla stessa Marrone insieme a Davide Petrella e composto da Petrella con Dario Faini su produzione Dorado Inc.

Una canzone d’amore ma non solo: che cosa rappresenta Ogni volta è così?
Ho sentito definirla una canzone d’amore ma, banalmente, è più che d’amore. È un brano impegnativo, anche se non si va a toccare paroloni pesanti. Si parla d’amore e della condizione che in generale le persone, a maggior ragione donne, vivono in una relazione. E in questo senso credo sia lo specchio della società perché, sempre più spesso, sento parlare di quanto sia difficile avere una relazione oggi. E le unisce che restano in piedi, diciamocelo, sono quelle fatte di finzione in cui non si dicono le cose in faccia.

Il testo di Ogni volta è così parte in maniera dritta: dobbiamo avere il coraggio di guardarci nello specchio e dirci le cose come stanno. E il verso ‘Sante o puttane’ non ha solo sessuale risvolto ma è una più profonda denuncia d’amore

Come suona il brano?
Quando approccio una canzone lo faccio sempre in maniera personale e non sono una che va cercare la hit a tutti i costi. Questo brano è particolare sound, è ricercato, ed è il risultato dei miei gusti personali. Per chi si aspetta un certo tipo di voce sul ritornello, ecco anche il mio modo di cantare è diverso: è come se facessi un passo indietro anche rispetto all’orchestra. La versione radio edit ovviamente è più elettronica ma anche quella con l’orchestra non ha perso forza. Il lavoro di arrangiamento è stato fatto benissimo e fa suonare praticamente quasi tutti gli strumenti.

Da donna l’impegno per le donne è qualcosa che porti avanti anche al di là della musica. Che responsabilità senti?
Tante donne mi hanno scritto in privato e mi hanno ringraziato raccontandomi anche situazioni spiacevoli che vivono. Credo di avere aiutato tante donne e vorrei continuare a farlo.

 

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Non ti sei mai nascosta dietro le fragilità, anzi le racconti e le hai raccontate. A chi o cosa diresti grazie?
Nella vita mi sono successe tante cose che non avevo messo in preventivo, e il mio vero hashtag è ogni vodka è così altro che Ogni volta è così (sorride, ndr). Mi sono sempre aiutata da sola perché ci sono cose che, per quanto puoi esternare, ti rendi conto che sei tu sola davanti a loro. Per questo dico che la persona che mi ha aiutato a uscire da tanti momenti difficili sono stata proprio io; da quando ero ragazzina e soffrivo di attacchi di panico fino all’età adulta con i suoi piccoli e grandi drammi. Ne sono sempre venuta fuori affidandomi alla mia forza. Poi è vero che sono circondata persone che mi amano e supportano, a partire dalla mia famiglia, ma devi aiutarti da sola.

E poi c’è la cover…
Quando uscì …Baby One More Time ero una ragazzina molto giovane e fu un successo mondiale. Ricordo che ci attaccavamo a MTV a vedere quel videoclip. Io sono super fan di Britney Spears e della sua musica, ma mi sono legata anche a tutta la mobilitazione del Free Britney per quel meccanismo tritacarne del music business che ha subito. Mi piaceva raccontare anche questa storia perché riguarda tanti artisti del panorama della musica, un girone in cui i numeri sembrano essere la cosa più importante.

Volevo fare un omaggio al pop che credo sia ancora tanto snobbato. Personalmente, e lo dico con grande sincerità, credo di aver toccato e vissuto il mondo cantautorato. Con Francesca omaggiamo la musica pop per ricordare alla gente che il pop è il pop.

Terza volta in gara a Sanremo ma come vedi cambiato il festival in questi ultimi anni?
Amadeus ha fatto delle scelte musicali ardite ma che hanno avuto grande successo. Basta vedere che tutti gli artisti di questi ultimi anni hanno auto grandissime risposte. È giusto che il festival cambi perché la musica cambia e qualcuno è anche sceso dal suo piedistallo… Al Sanremo da conduttrice, invece, preferisco sicuramente la gara. È stata una grande esperienza ma tutta la vita in gara! E mi piace scoprire il festival come fan della kermesse: una volta finita la mia esibizione, subito a casa per vedere lo show in tv.

Che Emma vedremo sul palco?
Sul palco vedrete non più una ragazzina ma una donna bellissima a cui Alessandro Michele – che ringrazio enormemente – ha cucito addosso non solo un vestito ma una storia. L’unica cosa che resta invariata negli anni è l’emozione e l’orgoglio che Sanremo regala. Poi, ovvio, sono più matura, più grande… ma state sicuri che qualche cappellata la regalerò: sono fatta così. Tutta colpa della mia passionalità.

Su quale dei tuoi colleghi in gara punteresti?
Proprio perché amo seguire il Festival non ho voluto ascoltare nulla e voglio scoprirlo. Ci sono grandissimi nomi quest’anno a Sanremo, c’è l’imbarazzo della scelta. Penso a Gianni Morandi, Elisa manche anche a Matteo Romano che aperto le date del mio tour nel 2021 e a Hu che ha suonato nella mia band. E poi c’è Lauro…. sono grandi artisti e grandi amici, anche da spettatrice sarei in difficoltà a scegliere.

Foto di Chiara Mirelli

Dopo l’esperienza in qualità di giudice come ti senti a tornare a essere giudicata?
Sono a Sanremo perché preferisco essere giudicata che giudicare, nonostante sia sempre stata un giudice onesto coi ragazzi. Ho grande rispetto per i giovani che si presentano a un provino e sperano che la loro vita cambi: l’ho vissuto, grazie alla ‘signora bionda’ che è Maria De Filippi, e so cosa significa essere giudicati. Credo che quando giudizio è corretto non scortese faccia bene e stimoli l’auto-giudizio.

Tra cinema e musica il tuo 2021 è stato bello impegnato…
Ammetto che non era nei miei piani Sanremo, sinceramente non ci avevo neanche pensato ma davanti alla chiamata alle armi di Amadeus non potevo dire di no. Ho cercato di fare il possibile per tirare fuori una canzone all’altezza di questa dimostrazione di stima. Ho dato tutta l’anima e forse sto vivendo Sanremo come un regalo in questo momento della mia vita, spero che la mia gratitudine per la musica si veda da quel palco. Da dieci anni metto la musica davanti a ogni altra cosa e spero che ora tutto cominci a tornare indietro perché, a un certo punto, i conti devono tornare.

Lo scorso anno eri ospite all’Ariston davanti a una platea vuoti che ora torna a riempirsi. Quanto è importante la presenza del pubblico sotto il palco?
Cantare davanti a un platea vuota è stato drammatico, in fin dei conti ci esibiamo perché aspettiamo l’applauso. Senza pubblico non hai la sensazione di un live e per me un anno fa non è stato il massimo. Poi durante l’estate sono stata in tour e mi sono caricata di energie; ho goduto quando ho saputo che ci sarebbe stato pubblico in sala. È la gente davanti che mi aiuta ad aggiustare il tiro sul palco, l’artista è nelle mani del pubblico non il contrario. Sono contenta di esibirmi davanti a un teatro pieno, è giusto che sia così finalmente.

Ogni volta è così è contenuto in un 45 giri da collezione in uscita venerdì 18 febbraio, disponibile anche, in edizione limitata, in un’esclusiva versione autografata per Amazon.