senza_cri, il debutto è un ‘Salto nel vuoto’: “Io, sospesa e con la testa in viaggio”

Salto nel vuoto. Titolo coraggioso, e quanto mai significativo, per il primo EP di senza_cri, vincitrice di Area Sanremo e tra i 12 finalisti di Sanremo Giovani 2021 con il brano A me. Disponibile dal 18 gennaio, il progetto (UtoPublishing, produzione artistica Kaleido) con cui la giovane cantautrice debutta sulla scene contiene sette tracce fra le quali il nuovo singolo Bordi, già in radio e su tutte le piattaforme digitali. Conosciamo meglio l’artista e l’album nell’intervista.

Il tuo 2022 si apre con il debutto discografico: come vivi questo momento e questo tuo esordio ufficiale?
Vivo questo momento con grandissimo entusiasmo, con voglia di fare e tante aspettative. Aspettative non nel senso che mi aspetto che tutto vada bene, ma nel senso che vorrei godere del fatto di aver destinato la mia musica a qualcuno, del fatto di sapere che ci sia qualcuno che mi ascolta davvero.

Il primo disco è una sorta di passaporto artistico con cui ti presenti al pubblico: che cosa ci racconta di te e del tuo mondo questo progetto?
Legandomi alla bellissima immagine del passaporto, questo progetto racconta il mio essere sempre in viaggio con la testa. Nella mia testa faccio moltissimi viaggi e non smetterò mai di farne. È come se da ogni viaggio mi portassi a casa una nuova calamita da appendere al frigorifero.

Crediti: Alessio Bertozzi Red Lab

L’EP si intitola ‘Salto nel vuoto’, una frase che raccoglie due sentimenti: da una parte c’è il coraggio di rischiare e dall’altra implica la paura dell’ignoto. In quale dei due aspetti ti ritrovi di più? E che sensazioni restituiscono le tracce di questo lavoro?
Non sento di aver paura dell’ignoto, ho un pensiero che rispecchia un po’ Ulisse: sono curiosa di come andrà e non spaventata da ciò che potrà accadere. Non perché non sia giusto avere paura, ma perché non temo di esporre me stessa per quella che sono. Se avessi questo timore non mi esporrei nemmeno nella mia musica.

Ho voglia di trovarmi sospesa, senza cadere, senza atterrare mai, ma aspettandomi che le voci delle persone che vorranno ascoltarmi possano farmi da sospiro, cercando di tenermi in aria per più tempo possibile, come se mi trovassi in una bolla e fossi sostenuta da coloro che cantano insieme a me. Le tracce di questo lavoro mi restituiscono la sensazione di un buco in pancia: ogni volta che le riascolto ritrovo me stessa e ripercorro i miei momenti di buio e di vuoto. Spero che i brani di “Salto nel vuoto” diano la stessa sensazione anche agli altri – talvolta in maniera positiva, secondo l’interpretazione che ciascuno vuole darne.

Sul piano musicale, invece, che tipo di mondi sonori hai esplorato? Qual è il tuo background e lo stile che ti ha influenzato nella tua formazione?
Questa è una domanda complicata, che però mi fanno spesso. Amo ascoltare tutti i generi musicali, dalla disco al rock, dal pop al punk. Definirmi diventa difficile. Ho esplorato un genere nuovo che sta nel mezzo tra ciò che mi piace e ciò che voglio dare per rendere leggera la mia musica, vista la ricchezza dei miei testi in termini di parole. Ho fatto una ricerca su me stessa volendomi attribuire un genere nuovo, un qualcosa che sia solo mio e che intendo migliorare sempre di più per renderlo ancora più personale.

Hai vinto Area Sanremo e hai partecipato a Sanremo Giovani con il brano A me: che esperienza è stata per te dal punto di vista emotivo? E che tipo di atmosfera hai potuto respirare con i tuoi colleghi?
Dal punto di vista emotivo è stata una grande emozione. Ho provato sentimenti contrastanti, che minuto dopo minuto mi facevano sentire sempre più viva. Quando tutto è finito avrei voluto ricominciare, è stato strano tornare alla vita di prima. Con i miei colleghi l’atmosfera è stata molto piacevole, sento ancora tutti, alcuni molto spesso. Nella gara non ho vissuto la competizione con gli altri, se non con me stessa. Si respirava un’aria sana: ognuno voleva dare il meglio di sé perché conoscevamo bene il motivo per cui eravamo lì, farci conoscere e regalare il massimo, senza tagliare le gambe a qualcun altro.

Dal punto vista professionale, invece, hai avuto modo di confrontarti con giovani come te e con professionisti più maturi: che tipo di arricchimento ne hai tratto?
Io cerco sempre di prendere il buono da tutti. Dai grandi ho preso l’esperienza, dai giovani la voglia di fare sempre di più – anche se quella non mi mancava.

Se dovessi descrivere la tua musica a chi non ti conosce, quali parole useresti?
Descriverei la mia musica con queste tre parole:
– introspettiva: mi racconta intimamente, anche in quelle che sono le mie fantasie ed immaginazioni;
– irregolare: io sono così, sono quello che decido di essere rispetto al giorno in cui mi sveglio:
– ambiziosa: sono molto determinata e ambiziosa, parlo di cose che forse per alcuni sono più scomode; ne parlo perché lo trovo giusto ed esistenziale. Finché tutto c’è al mondo, io parlerò di tutto.

Dopo la vetrina televisiva di Sanremo Giovani e prima con il Tenco, è cambiato e, se sì, come il tuo pubblico?
Il mio pubblico è sempre stato particolarmente carino, sarà che ho la tendenza ad avvicinare persone dolci come me (scherza, ndr). È chiaro che la vetrina televisiva regala più opportunità. Tuttavia, il mio pubblico per me è sempre straordinario soltanto per la volontà che ha di ascoltarmi, cosa che non è sempre dovuta e, al contempo, non è mai scontata. Ringrazio moltissimo coloro che mi seguono perché se non ci fossero loro non potrei dare me stessa e la mia musica a nessuno.

Nei giorni di pubblicazione del tuo EP esce in radio Bordi: come mai hai scelto proprio questo brano come nuovo singolo?
Bordi è il singolo che avrei voluto portare in gara a Sanremo nel caso in cui avessi passato il turno a Sanremo Giovani. È un brano a cui tengo molto, perché è collegata a “A me”: mentre un brano parla del bastarsi da soli, l’altro descrive anche il fatto che, a volte, è necessario accettare e ricevere anche l’aiuto da parte di qualcuno che ci ama.

Se dovessi fare a te stessa un augurio per questo anno quale sarebbe?
Mi auguro di sentire la mia voce accompagnata da tante altre voci che cantano insieme a me le mie canzoni. Mi auguro di entrare, senza invadenza, nella vita di coloro che sceglieranno di ospitare la mia musica.

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