#Sanremo2022 Ditonellapiaga e Donatella Rettore presentano ‘Chimica’: “Un pezzo irriverente”

Con Chimica sono tra gli artisti in gara al Festival di Sanremo 2022 e il loro intento è dichiarato a caratteri cubitali: “Aspettatevi lo spettacolo, una botta di allegria e di energia“. A parlare sono Ditonellapiaga e Donatella Rettore in partenza per la riviera con un brano scritto a quattro mani su musiche della stessa Margherita insieme a Benjamin Ventura, Alessandro Casagni, Valerio Smordoni e Edoardo Castroni. La produzione di Chimica porta la firma del duo di producer romani bbprod

Una vera hit che richiama le atmosfere della Disco come appare chiaro dalla copertina ispirata a certe sonorità anni ‘70/’80. Un pezzo scatenato e irriverente che rivela la profonda sintonia nata fra due artiste di generazioni diverse e che ha tutte le carte in regola per far ballare il pubblico della kermesse. A dirigere l’Orchestra al Teatro Ariston è il Maestro Fabio Gurian.

Come è nato il brano e poi il duetto?
DITONELLAPIAGA Il duetto è nato dal pezzo. Ho scritto Chimica ispirandomi molto a lei e, quando l’ho fatto sentire all’etichetta, ha subito riconosciuto l’ispirazione. Così, abbiamo pensato di proporle una collaborazione. Con Donatella, poi, abbiamo rivisto insieme la canzone e sono soddisfatta in particolare del fatto che, nonostante sia stata scritta nel 2020 da una ragazza del 1997, risente molto delle atmosfere di Rettore. Ed è stata lei stessa a dirmi di riconoscersi nel testo: questo mi ha fatto enorme piacere.

RETTORE Parlando di suoni, credo che le sonorità che il maestro Gurian ha trovato siano le chiave giusta, con la dose corretta di elettronica per suonare non beat ma rock. Con grande attualità. Penso che sia un pezzo irriverente

Cr. Chiara Mirelli

Avete scelte come cover Nessuno mi può giudicare, ma quali altri brani erano in ballottaggio?
RETTORE Uh, a me sarebbe piaciuto far cantare a Margherita Lamette o Cobra ma non si poteva fare perché sono pezzi miei. Non ci sarà ospite, perché ci ospitiamo a vicenda. Tra gli altri pezzi a cui abbiamo pensato, e poi scartato, c’erano Acido/Acida dei Prozac+ e Musica ribelle di Eugenio Finardi.

DITONELLAPIAGA Io avevo proposto anche Insieme a te sto bene di Lucio e un brano di Ornella Vanoni.

Donatella, che cosa ti ha tenuto lontano da Sanremo per così tanti anni? E riporta al festival proprio quest’anno?

RETTORE Debuttai a Sanremo che andavo ancora al liceo, arrivai penultima e tornai a studiare. Poi con il successo all’estero, non ho mai più pensato al festival anche perché cerano altri show, dal Festivalbar a Fantastico, dal Leone d’oro e Saint Vincent. Erano tante le trasmissioni in cui potevi farti conoscere anche con le tv libere. Fu Salvetti a propormi Sanremo dopo un Festivalbar in cui vinsi la green section; era il 1977 e decisi di partecipare, arrivai sesta. Pensa, eravamo due sole donne e il resto solo gruppi tra cui i Matia Bazar con Antonella Ruggiero. Fu  un’esperienza bellissima e formativa perché ci fu anche un tour.

Mi ha tenuto lontano il fatto che i miei successi non sono mai nati dal Festival. A convincermi quest’anno, invece, è stato pensa un po’ Enrico Ruggeri, che mi ha consigliato di andarci. Mi ha detto: ‘in una settimana fai quello che faresti in mesi di promozione”. Quello che mi preoccupa, ora, è cosa farò dopo il festival? (sorride, ndr)

Qualche indiscrezione sul look, invece?
RETTORE Io sono ancora in attesa di quello che chiamo ‘mammalook’ (ride, ndr). Credo che nessuno dei nostri stylist voglia fare pagliacciate, siamo un duo quindi saremo sicuramente luminescenti visto che la canzone è elettrizzante. Puntiamo a essere belle e comode, perché dobbiamo cantare

DITONELLAPIAGA Neanche io sono ancora bene come vestirò, diciamo che sarò elegante

Cosa pensate l’una dell’altra?
RETTORE Di Margherita penso tutto il bene possibile, le voglio bene come fosse un’amica, una figlia. Mi confido con lei e le chiedo consigli, ma gliene do anche. La coccolo e mi rivedo molto in lei.

DITONELLAPIAGA Non potevo aspettarmi che fosse cosi amorevole, da subito c’è stata una forza d’amore che mi ha avvolto.

E se doveste rappresentare l’Italia all’Eurovision?
RETTORE Oh, io non so prevedere questa cosa, credo che ci si arrivi per gradi… non saprei dire.

D Sarebbe un onore, pazzesco! Assurdo, ma non ci pensiamo perché porta pure mezzo sfortuna.

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