Benjamin Lacombe racconta la sua Alice: “Tra Chopin e Marilyn Manson”

Dopo averci portato nelle atmosfere del Sol Levante con Storie di fantasmi del Giappone Spiriti e creature del Giappone, l’illustratore francese Benjamin Lacombe si immerge nel mondo surreale di Lewis Carroll. Per le edizioni L’Ippocampo sono, infatti, disponibili Alice nel paese delle meraviglie e Alice al di là dello specchio a cui si aggiungono l’edizione speciale in carosello e le carte illustrate (qui il catalogo). Le pubblicazioni arrivano nel 150° anniversario del sequel, che fu dato alle stampe nel Regno Unito nel novembre del 1871.

E mentre a Milano va scena un musical a tema, Lacombe ha fatto tappa nel capoluogo lombardo per incontrare i fan e firmare le copie dell’edizione italiana. Un’occasione speciale per entrare letteralmente nel mondo distorto e bizzarro di Alice, del Bianconiglio, del Cappellaio Matto, del Brucaliffo e dello Stregatto. La casa editrice, infatti, ha allestito per l’occasione una piccola mostra-gioiello ispirata alla scena del tè con tanto di tazzine e piattini tutti da scopire.

Ma facciamoci accompagnare da Benjamin Lacombe nella scoperta della sua Alice: ecco l’intervista video (sono disponibili i sottotitoli in italiano, attivando la funzione apposita nel player YouTube).

La nostra intervista a Benjamin Lacombe

Nell’estate 2021 ha fatto tappa a Milano con le sue illustrazioni ispirate al Giappone, ora la ritroviamo con Alice: che rapporto ha con il nostro Paese?
Amo profondamente l’Italia, innanzitutto perché è un Paese splendido e ha artisti meravigliosi. Uno degli artisti di tutti i tempi che amo di più è Leonardo da Vinci che ha vissuto proprio qui vicino. È sempre un’emozione forte potente qui e vedere l’arte, c’è arte ovunque anche nel modo di vivere. Poi il cibo è fantastico e la gente è straordinaria.

Dal Sole Levante al mondo di Lewis Carroll: chi è la sua Alice nel paese delle meraviglie?
Sono due mondi differenti: amo le storie di fantasmi e la cultura del Giappone, da un lato, e amo Alice fin da quando ero bambino. Ho letto la storia quando avevo circa dieci o undici anni e da allora ho sempre desiderato illustrarla. Chi è la mia Alice? È difficile da spiegare: ho cercato di realizzare la miglior Alice possibile. Forse quella che Lewis Carroll avrebbe voluto.

Credit: L’Ippocampo

Qual è stato l’elemento da cui è partito per la costruzione del mondo di Alice?
Sono partito dal testo. Parto sempre da quello, approfondendo e facendo ricerche per capire quello che sarebbe piaciuto all’autore. Ho anche letto molto delle lettere e gli appunti; per esempio, per l’aspetto di Alice mi ha aiutato una foto di Beatrice Henley che [Carroll] spedì al primo illustratore. Mi sono servito di tutta la documentazione disponibile per creare la miglior Alice possibile.

Pensando alla letteratura italiana, invece, su quale titolo le piacerebbe lavorare?
Non ho mai pensato a quale opera italiana mi piacerebbe illustrare, ci sono tanti autori che ammiro. Amo moltissimo Dante ovviamente, ma non c’è alcun progetto che riguarda autori italiani. Almeno per il momento, in futuro chi lo sa!

Ascolta musica quando dipinge? Se dovesse immaginare una colonna sonora per Alice, quale genere sarebbe?
Ascolto musica mentre lavoro, oppure serie tv o la radio: mi piace avere un sottofondo per rimanere concentrato. La colonna sonora per Alice…. mmh, non saprei ma di certo qualcosa di bizzarro. Un mix di classico come Chopin con, che so, Marilyn Manson. Una musica che racconta un mondo molto diverso che ha vari livelli di lettura.

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