Marco Mengoni, ‘Materia (Terra)’: “Oggi mi permetto anche l’imperfezione, è verità”

“Benvenuti a casa”. Con queste parole Marco Mengoni ci accoglie nel suo studio, tra le pareti in cui ha preso forma il suo nuovo album ‘Materia (Terra)’, disponibile dal 3 dicembre. E la parola ‘casa’ diventa uno stato dell’anima, oltre che luogo, un posto che l’artista ha cercato, indagato, ritrovato per rifugiarvisi e riportare in superficie le sue radici. Musicali tanto quanto umane.

“Materia è nato esattamente in questa stanza e si intitola così perché è stato suonato dal primo all’ultimo pezzo”, esordisce il cantautore prima di farci ascoltare i nuovi brani. “Qui abbiamo realizzato tutte le pre-produzioni degli strumenti che poi trovate nel disco a cui sono sono state fatte, ovviamente, delle aggiunte da parte dei vari produttori che vi hanno lavorato. Tutti sono partiti dalle nostre pre-produzioni aggiungendo l’ultimo strato, che è quello che poi confeziona il tutto. Hanno messo la ciliegina sulla torta”.

“Ero molto sicuro di quello che volevo da questo progetto – continua Mengoni – adesso parlo di questo disco ce ne saranno altri due, perché è una trilogia, e ogni uscita ha un sottotitolo diverso a seconda delle influenze. Nel primo, ‘Terra’, sono andato a ricercare tanto le origini e le radici, per questo l’ho chiamato così. Personalmente le mie radici sono la mia famiglia, sono la mia casa che in alcuni momenti ti perdi un po’ anche per andare alla ricerca di te stesso e, quando ti perdi, devi ritornare a una centratura. Io penso sempre a quella cosa lì, all’imprinting anche musicale e alle influenze che poi sono in questo disco”.

Che tipo di percorso interiore ha alle spalle questo lavoro?
È un disco che ha due anni e mezzo di gestazione, dal pensarlo al momento della consegna. Piano piano, ogni volta che lo riascolto mi ricordo di quanto sia difficile fare un disco. Di quanto sia un lavoro anche a tratti strazianti emotivamente, almeno per quanto riguarda me. Io cerco sempre di far sì che sia come fosse l’ultimo e ci metto tanta passione, e sicuramente analisi con me stesso. Per questo, in alcuni momenti, non è proprio una passeggiata però è il bello di fare questo mestiere: la musica è colei che smorza la sofferenza interiore e lenisce un po’ le ferite aiutandoci a soffrire meno.

Non posso non chiederti di Luce, uno dei pezzi più coinvolti e coinvolgenti: mamma Nadia come ha reagito ascoltando il brano che le hai dedicato?
Indovina? (sorride, ndr) Si è emozionata molto anche perché ho avuto un rapporto strano con lei, non sono mai riuscito a sentirmi completamente coinvolto sul piano emotivo e avevo quasi il timore di abbracciarla. Ultimamente sto riscoprendo un lato tenero da figlio, che mi è un po’ mancato prima; quindi, forse, questa Luce e questa energia ci ha riavvicinato tantissimo e, sentendo questa canzone, forse mi metto a piangere pure io.

Come sarà affrontare questo e altri brani particolarmente intensi, sul palco?
Dipenderà molto dal fattore emotivo. Poi ovviamente, non essendo macchine, dipende sempre dalla giornata, dalla serata, da quanto hai dormito o da quanto ti puoi sentire stressato. Certo poi se ti viene in mente di fare tre dischi, non vuoi una vita proprio facile…

Come è cambiato il tuo approccio alla voce e all’interpretazione vocale in questi anni?
Allora, mi sento sicuramente più libero e la scrittura di questo disco mi ha portato a essere quasi totalmente libero da tutto. Mi sono cucito delle melodie su quello che era l’istinto delle mie corde vocali. E in questo lavoro, poi, la voce è importantissima anche perché c’è una serie infinita di cori e di armonie; per esempio, ci sono dei pezzi che hanno cinquanta voci sovrascrivette dentro. Non lo dico a scapito delle altre arti, ma la voce con il canto, ovvero emulare i suoni della natura, è stata la prima cosa che l’uomo ha fatto sulla Terra.

È istintivo voler comunicare qualcosa con le corde vocali e, crescendo, diventa sempre più vero, e anche se vogliamo pieno di difetti. Io non ho mai usato, per esempio, autotune che capisco sia un effetto molto fico e man mano non userò quasi più niente, lascerò la voce com’è. Farò un take e rimarrà quello.

Da perfezionista quale sei, in che modo ‘Materia (Terra)’ traduce tutto questo?
Credo nell’istintività della voce e in tutto quello che è immediato, poco studiato, non artefatto. Anche per questo motivo, in queste tracce, ho lasciato dei piccoli difetti, quelli che per accademia si possono chiamare difetti e che sono delle piccole calature o sporcature di voce. E spero che si senta la verità, non sono una macchina e non sono perfetto quindi posso sbagliare e spero di potermi permettere anche di essere un minimo imperfetto. Lo spero, anzi, per tutti gli esseri umani anche perché non credo che esista la perfezione. Quindi, teniamoci quello che abbiamo e valorizziamolo.

In questo album qual è il peso dei testi quale quello delle produzioni?
Contano allo stesso modo. Delle volte nasce prima la musica e poi il testo, altre volte è l’inverso. Ma il testo, a un certo punto, prende un potere diverso e la produzione deve essere sempre a sostegno delle parole. Almeno per quanto riguarda il mio caso e, per quanto possa essere io attento alla produzione, la produzione deve essere sempre attenta alle parole. Il messaggio è la cosa fondamentale: il quadro sono le parole e la cornice è la produzione. E se la cornice è bellissima, il quadro sarà ancora più bello.

Che cosa vorresti arrivasse a chi ascolta questo tuo disco?
Vorrei che suscitasse delle riflessioni. Per quanto possa essere stato arduo e anche a tratti sofferente il viaggio che ti porta a scrivere, e pubblicare, un disco, io spero che si senta l’onestà, la verità, la semplicità. E la sostanza, quella terra che è anche nel titolo. Io ho un bellissimo legame con la natura e non a caso mi sono fatto portavoce anche di alcune campagne come Planet or Plastic. Ma, in generale, sono cresciuto con mio nonno che mi ha insegnato il valore della natura e il fatto di usarla con parsimonia. Mi ha insegnato il grande rispetto per l’ambiente.

Materia (Terra) esce in digitale e in formato CD – con un packaging 100% plastic free – e in tre versioni vinile: MATERIA (TERRA) – LP Gold Metallic, MATERIA (TERRA) – LP Black 180gr e MATERIA (TERRA) – LP Purple (versione autografata, disponibile solo su Amazon.it).

[Ph. Cr. Immagine in evidenza: Baron]

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