Mafuel debutta con ‘senza dirmi addio’: “Un atto di amor proprio dopo il buio”

Si intitola senza dirmi addio il brano con cui Samuel Fusillo in arte Mafuel debutta nel mondo della discografia supportato da Hokuto Empire. Riminese classe 2002, il giovane artista mostra la vena creativa fin da bambino e presto inizia a nutrire l’aspirazione musicale. Quello di Mafuel è un mondo articolato e profondo, difficile da catturare e proprio per questo perfetto per perdercisi dentro. La via del pop alternativo incontra l’elettronica e il trip-hop per fare da sfondo a un brano autobiografico che trasforma un addio in una rinascita.

Senza dirmi addio è il tuo singolo di debutto che, come tale, è la carta d’identità con cui ti presenti al pubblico. Che cosa ci racconta di te e del tuo mondo musicale questa traccia?
Ho scelto questa traccia perché credo metta in risalto sia il mio lato cantautorale, a cui tengo tantissimo, sia le sonorità particolari che vanno a caratterizzare il mio stile e che sono frutto della varietà di generi che ascolto. Amo prendere dei particolari dalla musica che amo, rifarli a modo mio e unirli tra di loro in quella che diventa poi una canzone con un sound davvero unico.

Dal punto di vista della scrittura, come è nata Senza dirmi addio? E che gestazione ha avuto?
La canzone è nata in un periodo in cui mi sono reso conto di quanto molti fattori negativi della mia vita mi stessero portando a consumare ogni lato di me. Mi ero privato della mia luce per affondare totalmente nel buio, non riuscendo neanche a dare importanza alle cose belle che mi circondavano. Ma era arrivato il momento in cui volevo riprendere la mia vita tra le mani ed eliminare tutto ciò che me lo impediva. Per farlo però ho dovuto eliminare anche una relazione importante che si era trasformata in qualcosa di nocivo.

Da questo doloroso ma indispensabile addio è nata la canzone che è diventata simbolo del più importante atto di amor proprio che io abbia mai fatto verso me stesso e che mi ha fatto rinascere. Ho capito che il nostro benessere e la nostra salute mentale vengono prima di tutto ed era proprio questo che volevo trasmettere con il brano. Una mattina ho acceso il computer e sono stato ispirato da un type-beat piano e voce. Qualche ora dopo avevo già finito di comporne sopra il testo. È stata la canzone con il processo creativo più rapido che abbia mai scritto. A maggio poi ho incontrato il mio team in studio e insieme a Mameli ho creato il sound perfetto per il pezzo. Sono molto felice che il brano, oltre ad aver aiutato me, stia aiutando tanto anche chi lo ascolta.

A mente fredda ti dico che fondamentali per la realizzazione di questa canzone sono stati gli ascolti di sonorità alternative di artisti giovani e freschi come Billie Eilish, Mara Sattei e Conan Gray, unite alla potenza di una ballad piano e voce che considero sacra come ‘To Build a Home’ dei The Cinematic Orchestra.

È previsto anche un videoclip ufficiale per il singolo?
Non vi nascondo che ci ho pensato spesso e avrei già tantissime idee! Al momento però non è previsto, ma mi piacerebbe tanto realizzarlo. Chissà, magari nei prossimi mesi avrò l’opportunità di lavorarci su un set!

Cantautore pop della Generazione Z: come ti trovi in questa ‘definizione’?
Anche se trovo che la mia musica sia abbastanza universale, questa definizione sicuramente mi conferisce una grande responsabilità: dare voce ai pensieri della mia generazione, anche quelli che spesso vengono ignorati. La mia generazione ha voglia di rivalsa, di libertà e di emozionarsi, allo stesso tempo però combatte anche tantissime guerre sociali e interiori. Sono proprio queste due le tematiche alla base dei miei brani. Amo pensare che la mia musica possa far sentire accettato chiunque e che possa parlare anche a chi vive momenti di estrema difficoltà e solitudine, cosa che, ahimè, è molto frequente.

Se dovessi descrivere la tua musica a chi non ti conosce, quali parole useresti? Quali sono i territori sonori che ti appartengono e ti ispirano maggiormente?
SPERIMENTALE, INNOVATIVA, SOSPESA.
Mi piace definire la mia musica come un mondo scintillante, ma opaco allo stesso tempo. Amo trattare anche un singolo argomento attraverso un mix di tanti generi musicali diversi. L’ambiente sonoro che mi appartiene è un ibrido di R’n’B e alternative con sfumature gitane.  Mi piace creare brani che riescano quasi a far sospendere nel vuoto l’ascoltatore. Ma non voglio pormi limiti.

Dolore, libertà, dubbi e ricerca di equilibrio sono tra i temi che tocchi nel tuo brano. Quanto credi che appartengano non solo a te ma alla tua generazione?
Tantissimo, ma non solo alla mia generazione. La mia generazione forse è stata quella che ha avuto il coraggio di urlare al mondo la fragilità umana nella sua natura più pura. Da sempre questi aspetti sono un tabù ed è triste vederlo. Tutti gli esseri umani soffrono, cadono, combattono quotidianamente guerre interiori e hanno la necessità di sentirsi liberi ed è terribile come molti mentano anche a loro stessi dicendo che non è così e non credendo ad esempio al potere della psicologia.

Avendo sofferto in passato, proprio perché queste mie esigenze e lacune non venivano capite, il fatto che le mie canzoni diano voce a tutte quelle persone che hanno bisogno di urlare al mondo il desiderio di libertà, mi fa essere fiero e rende questa la mia priorità. Voglio che i miei brani aiutino chiunque a capire quanto sia importante prendersi cura di se stessi chiedendo anche aiuto con l’intento di rinascere ed essere sereni. Solo così si può ottenere la libertà.

Quali progetti hai in cantiere per i prossimi mesi?
Sicuramente nuova musica, che arriverà prestissimo! Nelle prossime settimane tornerò in studio e l’obiettivo che mi pongo per i singoli che verranno è quello di far conoscere tutte le altre sfaccettature del mio progetto artistico, mantenendo i temi relativi alla rinascita e gli elementi che caratterizzano la mia personalità, ma sperimentando sonorità appartenenti a generi musicali diversi.

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