Consigli per la lettura: Ready Player One di Ernest Cline (2011)

Ci sono libri, dischi e film che fanno parte della nostra vacanza ideale. L’estate è infatti il momento migliore per gli appassionati di libri per dedicarsi alla lettura di un buon libro da gustare sotto l’ombrellone o in qualsiasi meta turistica abbiate scelto per questo periodo di svago e relax del 2021.

Ready Player One: genesi di un cult book da leggere

Proprio per questo motivo vi consigliamo la lettura di un libro che in questi anni è stato considerato un cult oltre che un best seller, per tematiche e per lo stile con cui è stato concepito e realizzato. Si tratta del primo volume della saga Ready Player One di Ernest Cline, scrittore americano classe 1972. Appassionato di fantascienza e di tecnologia, lo scrittore dell’Ohio ha realizzato un romanzo perfettamente in linea con le proprie passioni: la cultura pop anni ottanta e il mondo del web. Dopo una lunga gavetta effettuata nel settore informatico, Cline ha pubblicato il suo primo romanzo, che tuttavia non è diventato istantaneamente un best seller.

Solo dopo aver venduto i diritti alla Warner Bros per una riduzione cinematografica, scritta sempre dallo stesso autore, il libro ha preso rapidamente quota passando dallo status di opera di culto fino a diventare un grande successo e quindi un best seller. Ha contribuito a rendere l’autore più famoso la fortunata e riuscita trasposizione filmica realizzata dal Re Mida di Hollywood, Steven Spielberg.

La trama del libro

Con le dovute differenze del caso, come sovente avviene con le trasposizioni di opere di culto, il film rimanda alla cultura popolare degli anni ottanta, pur essendo ambientato nel futuro con uno scenario del pianeta Terra piuttosto distopico. La trama è sicuramente avvincente e ben congegnata, dato che il protagonista, Wade Owen Watts rappresenta il tipico eroe nerd con cui il lettore può facilmente immedesimarsi. Tuttavia a rendere l’opera davvero originale ed efficace è il continuo rimando alla cultura pop degli anni ottanta, dove videogames, giochi da casino live virtuali, cinema e canzoni sono uno sfondo ideale di chiara impostazione nostalgica e di retromania.

Proprio come il libro omonimo di Simon Reynolds, Retromania, anche in questo caso la nostra ossessione per il passato che spesso non conosciamo e non abbiamo vissuto in prima persona esce fuori.

Si tratta di un trend che durante gli ultimi 10 anni ha influenzato profondamente il mondo della musica pop, del cinema e naturalmente della narrativa popolare.

Da Nick Hornby a Simon Reynolds: la retromania diventa un fenomeno virale

Si pensi ad autori come Nick Hornby, a band musicali che hanno basato il loro successo proprio grazie a questo tipo di atteggiamento. Il ritorno del vinile ad esempio è stato un chiaro ritorno al passato, dove gli anni a cavallo tra i ’70 e i ’90 sono tornati con prepotenza attuali, con tutto ciò che ne consegue in termini di gradimento, di acquisti e di tendenze anche per il campo della moda, dell’oggettistica e dell’arredamento.

Il libro di Ernest Cline è probabilmente uno dei esempi migliori, dato che il suo protagonista pesca a piene mani, grazie a una rete internet potenziata e che consente di vivere certe esperienza grazie all’utilizzo di realtà aumentata, visori VR e altre tecnologie di pura fantasia, per un tuffo nei ricordi e nell’immaginario di una generazione, quella degli anni ottanta, ormai pienamente rivalutata, a differenza del passato che invece l’aveva etichettata come fase di consumismo, edonismo sfrenato e privo di valori etici e morali. Un chiaro segno di come spesso una moda, una tendenza cultura ed estetica ha bisogno dei suoi tempi per prendere piede e per essere riconsiderata nella corretta collocazione critica.

Differenze e similitudini tra Reynolds e Cline

Tuttavia mentre il volume di Simon Reynolds andava letto da un punto di vista fenomenologico e sociologico, il romanzo Ready Player One, di cui è uscito da poco il suo seguito, Ready Player Two, ha dalla sua una trama avvincente, così come il suo sviluppo, che però non va assimilato per forza di cose con la trasposizione filmica.

Il film infatti è una visione più ottimistica ed edulcorata, mentre nel romanzo vengono esplorati anche gli atteggiamenti negativi dati dall’eccesso della tecnologia. Tra tutti bisogna sottolineare la presa di posizione da parte di Cline contro il fenomeno crescente dell’hikikomori, il distacco di molti giovani che si chiudono in loro stessi, evitando vita e rapporti sociali nel mondo reale.

Un tema che già prima della pandemia e dell’emergenza sanitaria era stato sollevato con preoccupazione dalle comunità virtuali e degli appassionati di gaming e streaming video sparsi in tutto il globo.