Caterina Balivo ospita Roberto Saviano nel podcast ‘Ricomincio dal NO’

[CS] È Roberto Saviano il protagonista dell’ultimo episodio di Ricomincio dal NO, la serie podcast di Caterina Balivo dedicata alle personalità italiane di fama internazionale che sono riuscite ad affermarsi in un ambito professionale nonostante le difficoltà che si sono trovate ad affrontare nel loro percorso.

Saviano, parlando del suo NO pubblico detto alla camorra, sostiene: «Quel NO si è trasformato in un sì. Il Sì si può prendere posizione, il Sì si può resistere, il Sì ci si può esporre, il Sì, una persona sola -in quel caso addirittura un ragazzo – può mettere paura o dar fastidio, quantomeno, a un potere enorme».

Una vera e propria conquista che, come racconta nel corso dell’episodio, non è stata facile da raggiungere. Infatti, quando parla dei NO ricevuti durante la sua carriera, afferma: «In realtà è un continuo NO il mio percorso. Spesso mi succedeva di proporre degli articoli e mi si diceva “No, così ti esponi”. Non era una censura, era un “Vai nei guai” che è peggio di una censura. Cioè, “Peggio per te”. Perché fin quando è una censura, deleghi all’altro “Mi hanno impedito di scrivere”. Invece l’altro ti sta dicendo: “Se prendi posizione su questo, sono guai”».

Parlando poi della sua vita sotto scorta, quando la Balivo gli chiede se gli fa paura questa situazione, confessa: «Tantissimo. Hai la sensazione di star perdendo tanto tempo utile, ma adesso in realtà non ci pensi neanche più, perché ti sei abituato e ti dai anche la responsabilità. Non è che le auto blindate, la mia situazione, non siano determinate anche da me. La mia strada era quella, innanzitutto, della lotta: io mi riconosco, è stressante, terribile ma mi riconosco in un universo di resistenza e di lotta. Sono io».

E, sempre ricordando gli inizi di questo percorso, conclude: «Per me è stato molto difficile perché c’è stata una prima fase, dove mi veniva data molta ansia da chi mi stava proteggendo. Mi dicevano: “Mi raccomando, non dire dove vivi”, “Non si invita nessuno nella nuova casa di Roma”, “Non devono vederti lì”. Quindi i miei amici, all’epoca, furono da un lato sicuramente maltrattati da me, che non riuscivo neanche a spiegare il perché di tanta distanza. “No non ci sono”, “Non posso”, “Non ci possiamo vedere”, era un continuo. Poi quando sei così in vista, se ti mostri molte volte accanto a qualcuno, quella persona è il tuo bersaglio».

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