‘Il cielo contromano’ di Deddy: “Quando non mi sentivo all’altezza del mio sogno”

Un sold out con raddoppio a Milano e due Dischi d’Oro già nel palmarès: sono questi i primi traguardi che il giovane Deddy – fresco della finale ad Amici20 – incassa con orgoglio. E anche con una certa incredulità. Lui, che prima del talent si sentiva tanto sicuro di sé e dei suoi obiettivi, oggi si stupisce di questi risultati, del percorso affrontato in tv e anche di tenere fra le mani il suo EP di debutto, Il cielo contromano (Warner Music).

Perché il viaggio mediatico/artistico del diciottenne è stato un itinerario di decostruzione di certe convinzioni di partenza prima di mettere nuovi mattoni. E solo attraverso il confronto, coi compagni d’avventura e con i professionisti della scuola, gli è stato possibile costruire una rinnovata e più consapevole sicurezza. Di quelle che non danno nulla per scontato, ma sanno da cosa partono e non dimenticano il passato.

Paradossalmente ero una persona molto sicura prima di entrare ad Amici – ci racconta Deddy – e lo ero perché non avevo un confronto a livello artistico con altre persone. Automaticamente, arrivi a pensare che quello che fai vada bene così com’è. Invece, rispetto ai compagni e con i professori mi sono sentito davvero tanto inferiore ma studiando ho acquisito una sicurezza vera, intendo dire non di quelle basate sul niente come in precedenza. Ho cercato costruire le basi su cui continuare con più consapevolezza e sicurezza artistica. Poi ovviamente c’è da crescere, e tanto.

Questo disco, il sold out, i firmacopie e la stessa finale sono qualcosa di incredibile, straordinario: ne sono contentissimo e sono felice anche di poter avere l’occasione di iniziare a incontrare, per quanto possibile, il pubblico.

Ed è quasi con candore che Deddy ammette: “Non aspettavo certo di arrivare in finale. Per tutto il periodo dei pomeridiani non mi sentivo all’altezza del sogno che avevo, e così mi sono sentito fino al serale. Lo si è visto chiaramente dalla mia reazione quando Rudy Zerbi mi ha detto che ero stato ammesso: per me, quel passaggio, significava che allora ne ero all’altezza. Per questo, arrivare addirittura in finale per me è stata una vittoria enorme al di là del titolo.”

Oltre a definire un’identità musicale e personale più strutturata, c’è un’altra cosa che Deddy racconta di aver imparato. “L’insegnamento più grande è stato sicuramente la costanza. Bisogna esser costanti nell’impegnarsi in ciò che bisogna fare per crescere ed evolversi. E questo va al di là delle tecniche vocali, degli insegnamenti di pianoforte e della scrittura in senso stretto.

Ora, tra un firmacopie e l’altro, Deddy dovrà anche iniziare a pensare i prossimi live annunciati. “Oh, nella mia testa immagino questi concerti da quattro/cinque anni – ci dice – Addirittura prima del disco! Non vedo l’ora e mi piace pensare al mio show come unione di diverse emozioni e pensieri. È il motivo per cui ho scelto di fare musica: ritrovare persone che la pensano come me e viaggiare insieme sulla stessa onda per sentirsi parte di un gruppo”.

Di seguito la clip video dell’incontro con Deddy.

Foto di copertina di Fabrizio Cestari

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