“Don’t shoot the piano player (it’s all in your head)” è il nuovo brano di Solo

Dopo Stati emozionali, Solo torna con un nuovo singolo che, dagli anni ’50 del precedente lavoro, trasporta verso la psichedelia 60’s. Don’t shoot the piano player (it’s all in your head) – questo il titolo della traccia – scava nella discografia dei Beatles, in quella dei Pink Floyd fino ai Rolling Stones.

«La prima band a cui ho pensato, quando ho scritto “Don’t shoot the piano player (it’s all in your head)” sono stati, di sicuro, i Rolling Stones di “Their Satanic Majesties Request”, album che adoro e che, in adolescenza, ho consumato – spiega Solo – per me il punto più alto della loro carriera, checché ne dicano i detrattori. Man mano, ho iniziato a inserire sempre più elementi psichedelici che hanno, poi, portato il lavoro verso una direzione più vicina al marasma sonoro di “Tomorrow never knows” dei Beatles, anche se la fonte di ispirazione iniziale, per quanto riguarda questo lavoro di effettistica, sono stati i tremolo sparsi all’interno del brano “Mangiafuoco”, di Edoardo Bennato»

«Sono sempre stato un fan della psichedelia della seconda metà degli anni ’60, principalmente anglosassone: quei suoni e quelle atmosfere fuori dagli schemi mi hanno sempre affascinato. – continua l’artista – È stato del tutto naturale, quindi, scrivere un brano ispirandomi a quelle sonorità, implementando il “fattore psichedelia” aggiungendo una spazializzazione di tipo binaurale, in modo che i suoni non passassero solo da destra a sinistra (e viceversa) ma avvolgessero totalmente l’ascoltatore.

A differenza di “Tomorrow never knows”, dove i suoni utilizzati dai Beatles erano dei campioni preregistrati, modificati per l’occasione, ho voluto mantenere un approccio più “live”: tutti i suoni presenti nel brano sono, infatti, registrati a partire da una chitarra. – conclude Solo raccontando il brano – Mi sono divertito a ricreare suoni peculiari, tutti diversi fra loro, utilizzando l’EBow e tutta una serie di effetti a pedale che vanno dai synth al Whammy, dai phaser al delay (mandandolo in autoscillazione), wha wha e via dicendo, utilizzandoli in maniera non necessariamente canonica, dando vita a un marasma di deliri acustici».

Il brano è totalmente registrato da Solo, con l’ausilio di Edoardo Di Vietri dell’Hexagonlab Recording Studio per l’inserto di pianoforte, mixing e mastering. La grafica che accompagna Don’t shoot the piano player (it’s all in your head) è a cura di Maria Dori Calabrese, affiancata da Raffaela Ruocco per la parte digitale.