Irama: “Elettronica e orchestra danzano insieme ne ‘La genesi del tuo colore’”

Strano Sanremo quello del 2021, soprattutto per Irama che ha partecipato al Festival della Canzone Italiana come mai accaduto prima. La positività al Covid di due collaboratori, infatti, ha spinto il direttore artistico Amadeus a pensare a una soluzione per permettere al cantautore di rimanere in gara. Così, durante le serata è stata mandata in onda la registrazione video delle prove generali sia del brano La genesi del tuo colore.

Una circostanza, come informa lo staff di Irama, che ha colpito nel profondo l’artista che non ha avuto la possibilità di esprimersi appieno nelle performance live ma che ha più volte in questi giorni ringraziato la Rai, Amadeus e i colleghi per il sostegno.

Eppure l’assenza fisica è ripagata: il picco di ascolto della serata di venerdì, per esempio, si è registrato durante la messa in onda del filmato. Una notizia molto positiva che si aggiunge agli ottimi risultati che sta ottenendo il brano, entrato ella top ten di Spotify, e  attualmente al #2 Apple Music , #3 iTunes ed la canzone più utilizzata su Tik Tok.

Irama racconta La genesi del tuo colore

Come è nato il brano?
La genesi del tuo colore è nata con grande sincerità anche perché non sono un buon stratega… Ma subito ho pensato che Sanremo fosse il palco giusto. Non è nato prettamente come brano sanremese perché in generale tendo a seguire un flusso creativo spontaneo; è nata a cappella sul piano melodico e partendo da un’immagine per quanto riguarda l’ispirazione testuale. E appena terminata ho pensato che avrei voluto raccontarla sul palco del festival. Per questo sono contento che la direzione artistica l’abbia accolta.

Alla produzione hai coinvolto Dardust: come è nato questo incontro?
Il rapporto con Dario è un rapporto di stima reciproca ed è molto spontaneamente. Ho iniziato a buttare fuori la melodia e le parole, e fin da quella idea iniziale ho pensato a lui perché ero convinto che potesse racchiudere questa canone. Mi sono approcciato a lui per l’artista che è e ne è nato un connubio davvero molto bello. C’è una parte di elettronica e c’è l’orchestra: abbiamo voluto dare grande spazio ai musicisti in modo che potessero esprimere le loro emozioni. In questa canzone il mondo elettronico e orchestrale danzano insieme.

La genesi del tuo colore è un up-tempo fresco come un treno ma proprio perché è un treno sei un po’ costretto a salirci sopra e lì ti accorgi di certe sue venature malinconiche che scavano dentro. È una moneta con due facce che vanno colte: prima arriva l’energia liberatoria e poi il momento di sofferenza e dolore.

A proposito invece di colore: c’è una tinta che incarna meglio la tua vita in questo momento?

Penso che la musica e la vita vadano di pari passo e se devo scegliere un colore per la mia vita è il bordeaux. È un colore meraviglioso, che ha un lato positivo e uno negativo. È passionale, carnale, elegante ma ha anche venature cupe, cruente, pensanti.

Siamo nel grigio, costretti a comportarci in un modo metodico per il bene comune e questo fa perdere naturalezza e normalità, ma ora è giusto che sia così.

Questi ultimi dodici mesi tra lockdown distanziamento sociale hanno influito sul suo modo di fare musica e su di te come persona?
Grazie al lavoro che faccio, nonostante il lockdown, non ho mai smesso di scrivere e ho continuato a creare. Ma ho avuto modo anche di raccogliere cose che avevo fatto. Di mio poi, sono un lupo solitario: tendo a prendere e andare via isolandomi per fare musica. Dal punto di vista personale, invece, ha influito di più nella misura in cui ha reso più sensibili, sia in negativo sia positivo. Penso che ci ha reso tutti più attenti e spero che questo sia di insegnamento. Ma credo anche che sarà un evento che ci porteremo dietro per molto tempo, sarà un capitolo di storia che leggeremo sui libri.

Il ultimo EP Crepe è uscito solo qualche mese fa ma stai già lavorando su nuovo progetti?
Per quanto riguarda progetti, diciamo solo che La genesi del tuo colore sarà un pezzo che aprirà un nuovo capitolo che sto ancora scrivendo. Sono in quella fase creativa in cui traccio quello che verrà ma è ancora tutto un work in progress.

Un ultima nota di colore: hai un rito scaramantico prima di ogni esibizione?
Guarda, sono talmente scaramantico che non posso avere gesti scaramantici perché se li dimenticassi sarebbe la fine!