YOUNGGUCCI, ‘Mezzococco’: “Nella mia musica verità e istinto” INTERVISTA

Classe 1998, Gabriele Brienza è noto al pubblico come YOUNGGUCCI, ex FSK Satellite e avviato ormai lungo il percorso solista. Ultimo singolo, in ordine di tempo, è Mezzococco, un brano che, nonostante il titolo ‘innocuo’, nel testo e nel videoclip ha un’impronta provocatoria che racconta una situazione fuori controllo fatta di sesso, droghe, violenza e immagini esplicite. Insomma, se l’intento era quello di sparigliare le carte  di certo perbenismo e scoperchiare il velo, beh, YOUNGGUCCI ce l’ha fatta eccome. Lo abbiamo intervistato per sapere qualcosa in più del suo progetto artistico.

Mezzococco è il titolo del tuo ultimo singolo: quando e come è nata la traccia?

Mezzococco è nata in studio in maniera molto istintiva, come la maggior parte dei miei brani,. Sono andato dai miei producer sedd e Ric De Large, che mi hanno fatto ascoltare diversi beat a cui avevano lavorato e ricordo che quello di Mezzococco mi aveva colpito fin da subito, così ho iniziato a scrivere il testo e nel giro di un paio di ore avevamo il pezzo finito.

Foto di Giordano Mattar

Se dovessi definire questo brano, quali aggettivi useresti e perché?
Direi diretto, perché non ci sono giri di parole, si va dritti al punto; poi direi forte, perché racconta una realtà per niente delicata; e direi vero, perché rappresenta un periodo della mia vita al 100%

Nel singolo ci sono una serie di stilemi tematici del mondo rap e trap, declinati in versione estrema. Quanto ti riconosci in questo modo di pensare e quanto, invece, certe immagini ti appartengono solo come cliché di un genere?
A volte mi piacerebbe dire io stesso che alcune cose non sono accadute realmente ma, purtroppo o per fortuna, tutto quello che racconto è vero al 100%. Nel bene o nel male quello che dico corrisponde alla realtà, quindi da parte mia non ci sono cliché, ma ammetto che più passa il tempo e più sento tanti ragazzi imitare questa roba senza averla effettivamente mai vissuta.

Il brano è un susseguirsi di immagini esplicite tra sesso, violenza e droghe nel segno di una rabbia che percorre tutto il testo. Da dove arriva questo spirito fuori controllo?
Deriva da 22 anni di vita. Non so dirti da cosa in particolare, altrimenti il mio spirito non sarebbe davvero fuori controllo e sì, la mia musica lo è, ma è proprio questo che la rende vera. Dire tutto ciò che si pensa senza peli sulla lingua è musica, studiare cosa dire per poter piacere agli altri è plastica.

Non so se coraggio sia il termine adatto, ma certo pubblicare un pezzo di questo tipo richiede una buona dose di sfrontatezza. Non temi di essere giudicato aggressivo e misogino? Come risponderesti a queste critiche?
Sono stata una persona aggressiva, a volte lo sono ancora, ma la misoginia non fa parte di me. Nei miei pezzi infatti non c’è misoginia, ma racconto una parte delle esperienze da me vissute e se qualcuno non crede alle mie parole riguardo a determinate ragazze che ho incontrato nella mia vita o pensa che sia una cosa impossibile significa che ha vissuto con le bende sugli occhi per tutta la vita, perché quella realtà esiste.

Io ho solo vissuto e raccontato quel tipo di realtà, ma allo stesso tempo so che il mondo è pieno di ragazze che sono esattamente l’opposto di ciò che descrivo, ecco perché la mia non è misoginia.

E che tipo di reazioni stai raccogliendo da parte del tuo pubblico a Mezzococco?
Al mio pubblico piacciono questo tipo di brani, quindi non può che apprezzare Mezzococco, ma a me piace molto variare, quindi non so come sarà il prossimo singolo, ne ho tanti pronti, devo solo scegliere.

Dal punto di vista della produzione, invece, che direzione hai seguito per lavorare questo pezzo?
Non ho un piano o una direzione ben precisa, mi piace andare in studio, produrre le mie idee folli e renderle reali, quindi non uso schemi. È puro istinto.

Hai vissuto in diverse città italiane, dal Sud al Nord: quanto ciascuna ti ha segnato nel tuo percorso musicale?
Tanto, ogni città, ogni persona, ogni luogo, ogni casa, ogni treno, ogni pasto ha influito sulla mia musica e sulla mia persona, però sono contento di aver girato molto l’Italia. Anche se a volte dormivamo in case che sembravano discariche o sui treni sono contento di aver vissuto tutto questo, perché ora che ho un letto caldo e una bella casa li apprezzo molto di più.

Qual è oggi la tua più grande ambizione a livello artistico, dove vorresti arrivare?
Oltre le mie aspettative, vorrei arrivare dove non ho mai immaginato e lavorerò per far sì che accada.

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