Takagi & Ketra con Marco Mengoni e Frah Quintale: ecco ‘Venere e Marte’ VIDEO

È in radio e digitale Venere e Marte, nuovo singolo di Takagi & Ketra che hanno voluto coinvolgere in questa traccia Marco Mengoni e Frah Quintale. Il singolo apre a un mondo più intimo ed emotivo rispetto all’immaginario estivo dei producer multiplatino, che qui raccontano una storia d’amore indelebile, di quelle che superano promesse e incertezze, viaggiano dove Venere si unisce a Marte.

Abbiamo scritto questa ballad insieme a Cheope e Federica Abbate, sperimentando atmosfere per noi insolite – commentano Takagi & Ketra – e mentre la componevamo in studio abbiamo immaginato la voce di Marco Mengoni volare su queste melodie. A lui è piaciuta la canzone e siamo felici e orgogliosi di questa collaborazione. Come sempre ci piace mischiare le carte e abbiamo coinvolto Frah Quintale un amico e un artista che stimiamo molto. Due voci diverse che stanno benissimo insieme”.

115 pensieri su “Takagi & Ketra con Marco Mengoni e Frah Quintale: ecco ‘Venere e Marte’ VIDEO

  1. Buon pomeriggio e buon fine settimana!
    Nonna Manu, come promesso rispondo ai tuoi commenti. Temo di essermi persa qualcosa di arretrato, se così fosse me ne scuso. Per quanto riguarda il discorso vaccini, capisco bene le tue riflessioni e non ne aggiungo di mie per evitare di scrivere un papiro. Dico solo che, al netto delle difficoltà che una situazione così eccezionale inevitabilmente comporta, trovo assurda la discrepanza tra una Regione e l’altra in termini non tanto di ritmo delle vaccinazioni quanto di selezione delle categorie di cittadini a cui dare la priorità.

  2. Passando alla tua ultima considerazione, non posso fare altro che essere d’accordo con te: Marco ci ha regalato un’esecuzione stratosferica de “L’anno che verrà”, che rinnova la sua carica emotiva ogni volta che ho modo di rivederla. Quella sera, subito dopo la fine della trasmissione, davvero mi sono sentita sulle nuvole e quella sensazione ha impiegato un po’ a passare. Tutto questo nonostante i disturbi sonori in casa mia… 😀 La voce di Marco però, così potente ed espressiva, li ha sovrastati. Era talmente grande che ho avuto l’impressione che la stanza non riuscisse a contenerla.
    Innanzitutto, il monologo iniziale, inaspettato, è stato davvero un colpo al cuore, perché mi ha riportato inevitabilmente al ricordo dei concerti di Marco e ha suscitato in me una fortissima nostalgia per momenti che sembrano così lontani.
    Marco ci ha offerto un’interpretazione elegante e intensa, anche a livello corporeo con gesti misurati e occhi lucidi: mi ha dato l’impressione che, oltre a voler esprimere il senso profondo che il brano ha di per sé e a maggior ragione se messo in relazione con il momento che stiamo vivendo, lui sentisse la responsabilità di racchiudere, in quei pochi minuti e attraverso la sua voce, il dolore e la speranza collettivi. La commozione ben percepibile nella sua voce ha aggiunto spessore al testo struggente e potente del brano. Ovviamente il modo in cui Marco ha modulato quella stessa voce ha riempito il senso di ogni parola e ogni verso, suggerendo il cambiamento dalla descrizione del presente agli auspici per il futuro, in un crescendo di speranza, dunque sottolineando i passaggi di senso. Tutta l’interpretazione è stata carica di pathos, ma il modo in cui ha cantato quell’IMPORTANTE, quasi rabbioso nella sua intensità, mi colpisce ogni volta. Certamente la scelta della piazza bergamasca e dell’ora notturna, con l’eco nello spazio deserto e quel silenzio quasi insopportabile alla fine della canzone, ha conferito una carica emotiva ancora più impattante al tutto.
    In conclusione, non posso fare altro che pensare a quello che Lucio Dalla dichiarò a proposito di Marco e di come la sua interiorità di esprima attraverso il suo modo di cantare e credo che ogni altro commento sia superfluo.
    Mi scuso per il papirozzo, ma una volta iniziato dovevo mettere nero su bianco quello che mi frullava in testa da un mese.

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