Ne ‘Il Riff di Marco Mengoni’ arriva Beatrice Venezi: “C’è ancora moltissimo lavoro da fare”

È disponibile il nuovo episodio del podcast Il Riff di Marco Mengoni che questa settimana ospita il direttore d’orchestra Beatrice Venezi. “Lei c’è e non è disposta a fare passi indietro per nascondersi. Piuttosto è pronta a rompere gli schemi per mostrare a tutti che il suo posto è quello”: così la introduce Mengoni

È impressionante – spiega la Venezi – iI fatto che essere una donna direttore d’orchestra nel 2020 faccia ancora notizia. Mi stupivo già qualche anno fa quando ho scoperto di essere la prima donna a dirigere in Armenia, in Georgia, in Azerbaijan. È vero che si tratta di luoghi culturalmente e geograficamente lontani da noi, ma si tratta comunque di una propaggine di una certa cultura europea.

C’è ancora moltissimo lavoro da fare, non solo nella direzione d’orchestra. Quando ho iniziato, volevo solo fare questo, non ho pensato di fare una rivoluzione. Volevo esprimermi attraverso la musica, in particolare con la direzione d’orchestra che per me significava la massima libertà d’espressione.

Un dialogo ricco di spunti, dalla formazione al ruolo del direttore d’orchestra, dalla musica d’insieme all’arte diffusa nel format Musica in giro, dove la musica eseguita al Teatro Verdi di Firenze veniva – appunto – diffusa in streaming anche per le vie del centro storico della città.

Fino ad arrivare al rapporto tra musica classica e musica leggera, che potrebbero essere percepite come distanti, ma che in realtà offrono più punti di contatto di quanti si possa immaginare. Tutto per arrivare alla domanda che chiude ogni puntata e che dà il titolo al podcast, ovvero quale sia l’elemento ricorrente nella vita della Venezi.

Beatrice svela a Marco Mengoni che la costante che ha caratterizzato tutto il suo percorso, il suo riff appunto, è la testardaggine: “Sono molto testarda: può essere un aspetto sia positivo che negativo, ma credo sia davvero una costante nella mia vita. Se dovessi pensare a un brano invece direi L’Inno alla Gioia.”