#MartiniLiveBar, protagonista Nitro: “Non rinuncerò mai più a un concerto”

Dopo lo show di Boss Doms, torna l’appuntamento con Martini Live Bar che dalla terrazza nel cuore di Milano fa risuonare le barre di Nitro. È, infatti, il rapper vicentino il protagonista dell’evento in streaming sulle pagine social del brand oltre che su quelli dell’artista giovedì 17 dicembre alle 19.00. Alla vigilia del live, Nitro racconta il suo 2020 e questo momento musicale.

Come hai vissuto l’emergenza sanitaria di questo 2020?

All’inizio è stato un trauma. Il mio disco è uscito tre giorni prima del primo lockdown e mi è crollato il mondo addosso, un disastro. Ma credo che quando succedono cose veramente gravi assumi la consapevolezza per guardare le cose in maniera più distaccata. Così, dopo due settimane in cui sono stato male psicologicamente mi sono convinto a dover fare qualcosa.

Da dove sei ripartito?

Sono tornato a produrre, a leggere e a studiare altre lingue. Ho cercato un modo per tenere impegnata la mente che non fosse solo musica, altrimenti rischia di diventare tutta uguale. È difficile scrivere un disco stando un anno dentro le mura di casa: ho bisogno di vivere per scrivere, di vivere ascoltando quello che dice la gente nei bar. La mia scrittura arriva dall’ascolto di quello che la gente dice, pensa e fa. Ho dovuto viaggiare con la mente in altri modi. Bisogna davvero tenere duro in questo momento.

Tutto è ispirazione, la vita intorno è ispirazione. Arriva da tutto ma certo il cinema e i libri mi ispirano molto e mi piacerebbe un giorno scrivere un film.

Un anno senza musica live…

Non mi ricordo quale sia stato l’ultimo live, è una cosa tanto triste da dire ma sicuramente ci siamo divertiti. E sono convinto che se avessimo saputo quello che avremmo vissuto ci saremmo divertiti ancora di più.

Che futuro vedi per la musica?

Farei due macro-distinzioni tra live e discografia. Secondo me i live saranno tantissimi perché la gente ha voglia di andare a un concerto e io non rinuncerò mai più all’occasione di vederne uno. Sono più pessimista, invece, per l’industria musicale: sta spingendo troppo e questo genera un appiattimento culturale enorme che punta a numeri e singoli quando si dovrebbe cercare di dire qualcosa o almeno mandare un’emozione. L’unica costante è che la gente si annoia facilmente e quello che oggi è oro colato domani non vale niente. Bisogno evolversi, stare al passo e circondarsi di persone che ci facciano crescere.

E il rap oggi come sta secondo te?

Il rap  è un mondo vasto per essere contenuto in una sola parole, come dire ‘non mi piacciono i libri’. Può essere di moda una certa immagine del rap, l’immagine di chi lo usa senza aver dovuto lottare per il diritto del rap. Prima di noi c’è chi si è sacrificato e aperto la strada e c’è il pericolo che chi arriva oggi non ne capisca quel portato e la sua storia. Io sono esattamente un middle child, tra la nuova e la vecchia scuola quindi capisco sia quelli della vecchia che parlano di rispetto che c’era sia quelli della nuova stanchi delle paternali sul rap quando volevano solo divertirsi. Non ho una parte da cui stare, sono anche io frutto del mio contesto.

Non si dice mai la setlist prima dello show per scaramanzia ma anticipo solo che non ci sarà solo la mia ultima fatica ma tutto il mio percorso musicale dal 2013 a oggi.

Il futuro prossimo per l’Italia della musica guarda al Festival di Sanremo: come ti poni tu in merito?

Non lo guardo e non mi interessa. Tanti artisti che ci sono andati sono anche amici miei ma per me resta ‘no, grazie’. E ti dico che dopo la figura di merda che hanno fatto fare al più grande di tutti, Eminem, i rapper che ci vanno hanno davvero una faccia tosta. Io non ci andrei mai. Non disdegno le canzoni portate su quel palco, ma da quando ero piccolo quello era il male.

Si è parlato molto in questi giorni anche di Fedez che ha donato 5mila euro raccolti su Twitch muovendosi a Milano con una supercar…

Penso che la gente dovrebbe farsi molto di più i cazzi suoi e stare zitta quando qualcuno prova a fare qualcosa di bene. Per quanto musicalmente io e Fedez siamo due universi paralleli che non si incroceranno mai e per quanto non sia neanche un amico mio – quindi non è di nessun interesse mio difenderlo in questo sede –  sta solo facendo del bene e bisognerebbe solo dire grazie a Fedez per quanto mi riguarda. Grazie e stare zitta.

È sempre facile puntare solo sulle persone esposte: tutti pensano ‘ah tu sei pieno di soldi e sei famoso, quindi devi ostentare la beneficenza…’   Ma a lui chi glielo fa fare? Lui si può svegliare domani a Los Angeles e mandarvi tutti a fare in culo e avrebbe ragione; invece no, si sbatte, fa le cose, dona pure soldi e c’è sempre qualcuno che si lamenta. Questo è il perfetto emblema del nostro paese. Cosa devo dire io? Bella Fedez e la prossima volta ce li giochiamo a carte piuttosto.

Più che i numeri social, le persone sanno quanta anima metto nelle performance dal vivo e anche questa volta cercherò di entrarvi in casa dallo schermo.

Prossimi tuoi progetti nel cassetto?

Ho pronte tantissime cose perché è stato un periodo molto produttivo per me. Intanto è uscito il singolo Ossigeno che ho scritto in 20 minuti nel giorno in cui pensavo che la mia storia fosse finita. Penso che più cresco e più metto dento me stesso nella musica; sto scavando di più dentro di me rispetto agli inizi. Ieri ero molto più corazzato di quanto non lo sia oggi.

Per poter seguire virtualmente il #MartiniLiveBar, Boss Doms sarà in diretta Instagram @martiniit e @robertdenitro e live streaming su Facebook @MartiniItaly dalle 19.00. Per chi vorrà accompagnare la performance con un aperitivo, si potrà ordinare il kit MARTINI Fiero&Tonic con uno speciale codice sconto che sarà comunicato sui canali social del brand, su www.winelivery.com.

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