Roberto Saviano, ‘Gridalo’: un libro per non cadere nelle ‘regole del gioco’

Propaganda. Censura. Manipolazione. Sono questi i nodi dell’indagine di Roberto Saviano nel suo nuovo libro per Bompiani, Gridalo, un’inchiesta che scandaglia il significato della libertà di pensiero oggi per non cadere nell’assuefazione alle ‘regole del gioco’. L’esempio di donne e uomini – come la scienziata Ipazia, il reporter di guerra Robert Capa, la  poetessa Achmatova e Giordano Bruno – che hanno lottato per la verità e di chi, invece, ha usato la comunicazione per imporre una sola parola. Perché se ripeti una bugia cento volte, finiranno per credere che sia la verità.

Saviano indaga le dinamiche sottili dalla comunicazione per svegliare da un torpore passivo che ci vuole spesso troppo indifferenti o troppo silenziosi, piegati anche senza che ce ne accorgiamo veramente. E allora la domanda diventa: che cosa succede a un uomo che parla nel tempo in cui il web monitora i nostri desideri trasformandoli in mercato? E se oggi è il web, il passato quali meccanismi manipolatori ha conosciuto?

Le trame che hanno costruito la storia e che sottendono a tanta cronaca di oggi si dipanano nelle pagine di Roberto Saviano che difende il diritto alla indignazione e all’indipendenza. Il diritto di di divincolarsi dai lacci dei regimi del pensiero una volta conosciti gli ingranaggi. E la parola, consapevole, diventa un urlo: Gridalo.

 

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L’unico modo che si ha per governare una persona  è farla sentire circondata da nemici. Il marketing, oggi, sta facendo questo. Ti vuole far sentire circondato solo da ciò che ti è familiare, così, senza accorgertene, ciò che non ti somiglia inizierà a creare in te sospetto. Tu non cadere in questa trappola, e quando questo accade, gridalo!

Roberto Saviano, Gridalo, Milano, Bompiani, 2020 (512 pp. / 22 euro)