Boomdabash, esce il best of ‘Don’t Worry’: “Il sogno che abbiamo costruito”

Non solo tormentoni estivi. È questo che vogliono dire i Boomdabash con il loro best of, ‘Don’t Worry’, in uscita venerdì 11 dicembre. La raccolta contiene ovviamente le hit del collettivo salentino ma anche brani inediti in cui i quattro artisti si raccontano come non hanno ancora fatto, scavando nell’infanzia e negli anni in cui la musica era un sogno da costruire, una via di fuga, la salvezza.

Perché avete scelto di pubblicare un best of in chiusura di questo 2020 così difficile?

Volevamo fare un regalo a tutte le persone che ci hanno seguito in quindici anni, dalla prima produzione ufficiale dei Boomdabash. Il nostro istinto è stato creare una tracklist per un viaggio musicale attraverso i punti salienti della nostra carriera e allo stesso tempo c’è la voglia di far viaggiare chi ci ha scoperti solo da poco tempo. Molti ci conoscono per i tormentoni estivi: ecco qui, raccontiamo chi sono i Boomdabash prima dei tormentoni.

Il disco è stato introdotto dal brano inedito Don’t Worry: ce lo raccontate?

Don’t Worry è un pezzo sicuramente diverso dalle classiche nostre produzioni. Abbiamo cercato di tirare fuori un singolo che fosse un inno alla speranza e l’abbiamo scritto un anno fa… a gennaio era nel cassetto quando c’è stato l’avvento della pandemia. L’abbiamo tirato fuori come apripista perché come inno alla voglia di restare con la schiena dritta e lucidi anche in momenti come questo suonava perfetto. E lo ammettiamo: siamo sorpresi dal feedback positivo che stiamo ricevendo.

Il lavoro di Don’t Worry ha  unito tutte le orecchie, anche le più diffidenti che seguono Boodabash

Poi c’è l’inedito Nun Tenimme Paura

Siamo particolarmente legati a questo pezzo che abbiamo scritto con Franco Ricciardi, artista partenopeo. È il primo pezzo veramente autobiografico dei Boomdabash. Conoscete i Boomdabash sui social e sul palco ma nessuno ne conosceva la vita, che tipo di realtà e quali difficoltà hanno affrontato. Nun Tenimme Paura mette a nudo l’ultimo lato dei Boomdabash che ancora non era stato svelato: chi erano e come sono cresciuti. Ha uno stile più aperto a nuovi panorami musicali e d eravamo ansiosi di dire chi siamo fuori dal palco.

E chi siete?

Racconta una storia che volutamente abbiamo tenuto sottocoperta perché spesso la vita difficile che un artista fa viene utilizzata come elemento per costruire attorno un personaggio. Siamo quattro ragazzi cresciuti per strada a Mesagne in anni in cui non era molto semplice la vita e nemmeno esprimersi in maniera positiva per trovare strade buone. Sono state tante le difficoltà economiche e familiari ma in tutto questo la musica è stata la nostra via d’uscita, quella che abbiamo sempre voluto anche quando tutti ci dicevano che non saremmo mai andati da nessuna parte. Noi abbiamo insistito e ce l’abbiamo fatta: dal niente abbiamo tirato fuori qualcosa che per noi è un grandissimo risultato.

Per concludere con gli inediti, c’è anche Marco e Sara

Marco e Sara si avvicina ai primi Boomdabash e abbiamo riportato a pieno regime quei ritmi giamaicani dei primi anni, è un ritorno a quell’attitudine iniziale. Attraverso la storia tra due ragazzi di paese, il brano vuole lanciare il messaggio: nonostante le difficoltà nel crescere in posti dove le aspettative lavorative sono poche è facile andare avanti se ci sono valori e sentimenti veri. È lo spaccato di una realtà comune a tanta Italia, da sud a nord. Siamo molto legati al messaggio che dà perché c’è sempre una via d’uscita, come la musica è stata per noi.

Nel corso della vostra carriera, quali sono state le vostre paure e quali sono oggi?

Sicuramente dobbiamo prepararci al momento in cui le luci del mainstream si spegneranno e la nostra vita tornerà alla realtà. Sembra pessimistico ma è solo realismo, la calata del sipario succede a tutti, eccetto i mostri sacri. Noi non facciamo musica solo per lavoro e passione ma è un sogno che abbiamo costruito da quando eravamo ragazzini, in condizioni familiari umili. Abbiamo paura di perdere quel sogno e quini lavoriamo con la passione e lo spirito di sacrificio che abbiamo sempre avuto.

In questa fine anno che cosa vi augurate, alla luce di un 2020 così drammatico a livello sociale?

Sarà un Natale in cui avremo possibilità di riscoprire cose alle quali forse non eravamo più abituati. Prima si pensava sempre a cosa fare a Capodanno mentre quest’anno, per la prima volta, queste cose non hanno importanza perché non devono averla. Quello che conta è riuscire passare le feste con chi amiamo ed è qualcosa che non dobbiamo disprezzare, al contrario: sfruttiamo questo Natale per dare più tempo a noi e a chi ci sta vicino e abbiamo trascurato.

Cosa vorremmo trovare sotto l’albero? Sembra una frase fatta ma è quello di cui abbiamo bisogno: la voglia, anzi la capacità di vedere ancora una volta la luce in fondo al tunnel.

Per il 2021 invece cosa dobbiamo aspettarci dai Boomdabash?

Intanto, ci sentirete in album di altri artisti che sono nostri amici in uscita tra febbraio e marzo. E poi nel cantiere dei Boomdabash c’è sempre qualcosa; tantissimi brani stanno lievitando e ovviamente l’estate prossima ci sarà un nuovo singolo che speriamo diventi tormentone. Intanto, però, c’è ancora l’inverno e dobbiamo uscire da questa situazione il prima possibile. È ancora presto per pensare all’estate.