Mina, ‘Cassiopea’ e ‘Orione’ inaugurano ‘Italian Songbook’: “Il bello è la varietà”

“Bentornata Mina” si legge in apertura della cartella stampa con cui viene ufficializzata la nuova (doppia) pubblicazione della più grande interprete italiana. E se è vero che quello della Mazzini è un ritorno, d’altra parte si può mai dire che se ne sia mai veramente andata via? Presente, anzi presentissima, sempre e comunque nel suo non farsi vedere, la sua voce c’è eccome, sa farsi sentire e apprezzare oggi tanto quanto ieri. “Mina, la più famosa sconosciuta d’Italia”, ripete più volte il figlio Massimiliano Pani raccontando il progetto discografico in uscita il 27 novembre, a indicare una donna – prima ancora che un’artista – di cui c’è ancora tanto da scoprire (e capire).

Nell’anno in cui ha festeggiato il suo ottantesimo compleanno, escono Cassiopea (PDU/distr. Sony Music) e Orione (PDU/distr. Warner Music), prime due antologie del progetto Italian Songbook in digipack e doppio vinile. Come i titoli rimandano allo spazio, anche il contenuto assume struttura di una costellazione fatta di ventotto tracce – dal 1975 al 2018 – in cui spiccano due interpretazioni inedite.

Si tratta di Un tempo piccolo (testo di Franco Califano) e Nel cielo dei bars (di Leo Chiosso e Fred Buscaglione). “Questo lavoro che ha fatto – esordisce Pani riferendosi a Mina – quando ha capito che la tv cambiava, l’ha portata ad avere tempo di concertasi su quello che sa fare meglio. Ovvero dischi. Oggi molto materiale non è più reperibile, quindi raccogliere quei pezzi e renderli disponibili permette anche di ripensarli e ricantarli, di metterli a posto. Ed è un’esigenza sua, che permette all’artsta di rimettere certe cose al proprio posto, riaprendo e risuonando dai muti-traccia originari.”

Oggi in questo mondo liquido c’e tutto e non c’è niente.

In merito, quindi, al criterio di selezione (sono 1400 le canzoni incise da Mina per 75 album di studio originali), Massimiliano Pani spiega:  “Questa operazione è il primo vero best of, insieme a Paradiso per Lucio Battisti, che Mina ha fatto. L’idea era di prendere grandi successi suoi e della musica italiana e mettere vicino alcune perle che erano state pubblicate su disco ma che non hanno avuto luce o spazio, rimaste nell’ombra perché magari oscurate da altri brani. E questi pezzi minori ci stanno in un progetto come questo perché rappresentano quello che piace a lei. In questo ha sempre avuto prima e ultima parola, per una libertà artistica completa.

In Italian Songbook ci sono colori diversi: a fianco di un pezzo molto pop trovi uno standard che magari qualcuno non avrebbe mai ascoltato. Il bello di questi dischi è la varietà. – continua Pani – Quando Mina chiuse con la tv era il tempo dei grandi arrangiatori, ma il suo percorso andava in altre direzioni, verso un pop che non era solo tale. E aveva bisogno di nuovi arrangiatori, scelse jazzisti giovanissimi, come allora Danilo Rea che hanno avuto intelligenza e voglia di fare. 

Appena prima del lockdown abbiamo lavorato in studio alcuni pezzi, che abbiamo finiti poi dopo. Abbiamo registrato i due pezzi inediti più anche altre cose. Mia madre ha sempre avuto fiducia in chi aveva coraggio e tutte le cose che la affascinavano le ha sempre fatte, soprattutto nei dischi. Quando arriva qualcosa di bello la fa e basta: ha il coraggio di fare quello in cui si crede, anche se politicamente scorretto. In fondo, ha sempre fatto sue scelte e ne ha sempre sopportato le conseguenze. L’hanno massacrata quando sono nato io e non l’hanno fatta più lavorare. Da lì in avanti ha sempre fatto quello che voleva, la sua forza è sempre stata la personalità. Oggi so chi potrebbe fare altrettanto.

Ma qual è, oggi, il rapporto attuale italiana e c’è speranza di ascoltare nuovi brani inediti? “Gli autori italiani mandano continuamente testi a Mina, e quando trova qualcosa che le piace lo registriamo. Vedremo – dichiara Pani, che aggiunge – Lei non ama il pezzo “da Mina”, cerca pezzi interessanti. Sicuramente il cambio di registro è quello che dimostra la capacità di un grande interprete ed è quello che non vediamo nei talent: hanno sempre la voce al massimo ma l’interprete sa prendere direzioni diverse.”

Mina vuole andare in direzioni diverse, imparare, conoscere e sperimentare altre culture musicali, sempre con grande rispetto.

Lo sguardo e l’orecchio della Mazzini sono, dunque, sempre attenti. “Mio figlio sedicenne fa ascoltare di tutto alla nonna e lei ascolta le cose belle di oggi, da Billie Eilish a Bruno Mars. Per le cose che non le interessano, invece, non ci perde tempo. I talent? L’utilizzano della musica in tv è solo un pretesto, i talent sono un po’ una telenovela, una sopa opera con la musica sullo sfondo e abbiamo visto che non è così che si costruisce qualcosa. Sono una vetrina e i ragazzi non hanno alternativa, è questa la cosa triste.

Queste le tracklist.

Credito fotografico Pdu/Mauro Balletti

CASSIOPEA

  1. Anche un uomo
  2. La lontananza
  3. Vento nel vento
  4. Caruso
  5. Oro / La canzone del
    sole
  6. I Migliori Anni Della Nostra Vita
  7. Canzoni stonate
  8. Fortissimo
  9. Malafemmena
  10. Volami nel
    cuore
  11. Con te sarà diverso
  12. Compagna di viaggio
  13. Volevo scriverti da tanto
  14. L’uomo dell’autunno
  15. Un tempo piccolo (inedito)

ORIONE

  1. Va bene, va bene così
  2. Oggi sono io
  3. Portati via
  4. Almeno tu nell’universo
  5. Io domani
  6. Questa canzone
  7. Che m’importa del mondo
  8. Una lunga storia d’amore
  9. Il cielo in una stanza
  10. L’importante è finire
  11. Ricominciamo
  12. La sola ballerina che tu avrai
  13. Parlami d’amore Mariù
  14. Amara terra mia
  15. Nel cielo dei bars (inedita)