La Numero Uno di Mogol e Mara Maionchi: quando la musica era un’avventura

Era il 1969 quando Mogol, il padre Mariano Rapetti e il produttore Alessandro Colombini fondarono l’etichetta Numero Uno (distribuita da RCA), a cui si appoggiarono negli anni PFM, Bruno Lauzi, Edoardo Bennato, Ivan Graziani, Eugenio Finardi e, soprattutto, dal 1972 Lucio Battisti.

«La Numero Uno è nata da una mia reazione, quindi non era un progetto preparato. – racconta Giulio Mogol – È partita con istinto e ho avuto la fortuna di avere collaboratori come Mara Maionchi era una Ferrari, dedita completamente e con grande entusiasmo. La fiducia era reciproca e totale. Oggi è completamente cambiato il concetto di promozione a partire della scelta delle radio, per esempio, i disc jockey non ci sono più. Una volta, noi andavamo da loro a far ascoltare le canzoni e accettavano quello che trovavano interessante.

Con noi, poi, c’era Franco Daldello, colonna portante della Numero Uno che era assistente del mio papà. Fui io a presentarglielo, diciottenne, e da allora rimase sempre con noi. Il motore è stato l’entusiasmo. E in questo abbiamo anche avuto fortuna, fin dal primo disco che andò subito al primo posto in classifica (era Questo folle sentimento / Avevo una bambola dei Formula 3, ndr).»

A completare il team originario, con Battisti, Daldello, Claudio Bonivetto e Carlo Donida, c’era Mara Maionchi, in qualità di addetta stampa. «Ricordo la promozione della Formula 3: mi sono divertita come mai più nella mia vita. Tutto il resto è stato lavoro e sono molto riconoscente a Mogol di avermi fatto vivere quell’esperienza. Ricordo il divano bianco nell’ufficio di Colombini: era lì che si ascoltavano le prime idee. È stata una stagione fantastica con signori che sapevano di cosa parlavano. Oltre a Mogol e Battisti, davvero la Numero Uno è stata una stagione bellissima. Ci siamo divertiti e abbiamo avuto dei risultati fantastici, la musica allora era un’avventura

A quarantacinque anni dal debutto, la Numero Uno torna con grandi ambizioni e un’eredità da onorare.

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