Gaudiano, ‘Polvere da sparo’ per una canzone che brucia TESTO

Si intitola Polvere da sparo (Leave Music / Adom srl / Sony Music) il nuovo singolo di Gaudiano, in radio e digital download, presentato sul palco di AmaSanremo dove il giovane cantautore si è guadagnato l’accesso alla fase finale. Del brano Luca firma testo e musica, e non potrebbe essere altrimenti per un lavoro così cocente.

Fin dal primo ascolto, il pezzo brucia con le sue parole che raccontano un dolore che si fa identità, una malattia che scava corpo e anima. Un’assenza la cui presenza costante è un rintocco che si ripete senza sosta. Polvere da sparo è la canzone che non avrei mai voluto scrivere. – spiega Gaudiano – Il 28 marzo 2019 è venuto a mancare il mio papà. E questa canzone è il prodotto di tutte le riflessioni che ancora oggi mi accompagnano e mi aiutano nella medicazione quotidiana di questa ferita. Credevo di non essere all’altezza del dolore che provo, invece poi ho trovato le parole o forse loro hanno trovato me.” 

Il dolore, la rabbia, la disperazione, l’abbandono e la solitudine sono i sentimenti che accompagnano chi non sa rassegnarsi. E, credo, ognuno di noi li ha assaggiati almeno un po’ nella vita.

Gaudiano Polvere da sparo TESTO

Musica: Luca Gaudiano, Francesco Cataldo
Testo: Luca Gaudiano

Ho dormito un tot
non sto ancora meglio
però per un po’ ho dimenticato tutto,
sento che piano svanisce l’effetto
del sonno anestetico
riaffiora il dolore
e il cassetto è sprovvisto di un buon analgesico
e mi brucia il cuore perché non ti ho detto
quanto ti abbia amato per quello che hai fatto
per come hai lottato coi mulini a vento
con la forza del tuo cuore fatto di cemento
tigre nella giungla dei pensieri sparsi
non riuscivi a dirmi quanto detestassi
non poterti alzare la mattina a prepararmi
quello stramaledetto caffè

RIT.
Perché tutto quello che mi resta
è una domanda polvere da sparo in un solo colpo
da spararmi nella testa;
se guardo oltre le nuvole io non trovo ragione
se mi guardo allo specchio vedo te
io vedo te
se mi guardo allo specchio vedo te
io vedo te
se mi guardo allo specchio

Voglio scappare a Milano
per farmi tagliare la faccia dal vento
se non elaboro ancora il tuo lutto
è perché ho il metabolismo lento
ma cosa somatizzo a fare,
se voglio ancora piangere?
Se nella notte mi sveglio con la
mano al collo di un demone
che mi toglie il fiato, faccio resistenza
col mio autocontrollo, con la mia pazienza
spero sia soltanto un altro brutto sogno
con la forza che mi hai dato mi alzo e vado in bagno,
prendo un bel respiro, per un po’ lo accetto
poi riascolto il suono del tuo
cuore in petto,
stringo negli occhi il ricordo in un mare di lacrime

RIT.
Perché tutto quello che mi resta
è una domanda polvere da sparo
in un solo colpo
da spararmi nella testa;
se guardo oltre le nuvole io non trovo ragione
se mi guardo allo specchio vedo te
io vedo te
se mi guardo allo specchio vedo te
io vedo te
se mi guardo allo specchio

Tutti che parlano e sanno capire
come mi sento, sanno cosa dire
“La vita è questa non può farci niente,
così come inizia dovrà anche finire.
Tu focalizzati sopra i dettagli
affidati al tempo e non sbagli”
E nel frattempo che lento ricuce
io resto sveglio ma spengo la luce.

RIT.
Perché tutto quello che mi resta
è una domanda polvere da sparo
in un solo colpo
da spararmi nella testa;
se guardo oltre le nuvole io non trovo ragione
se mi guardo allo specchio vedo te
io vedo te
se mi guardo allo specchio vedo te
io vedo te
se mi guardo allo specchio vedo te

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