Sarah Stride, nuovo estratto dall’EP ‘Remixes’: il video di ‘Schianto’

Nuovo singolo (e video) per Sarah Stride, che lo scorso 24 aprile ha pubblicato il progetto Remixes EP con sei rivisitazioni di altrettanti brani da parte di producer di fama internazionale. Schianto, affidato al dj e producer scozzese Howie B è ora anche un videoclip diretto da Joana Skiavini.

“Con la sua proverbiale eleganza, Howie B ha saputo riaffermare l’originario spaesamento che Schianto ha portato con sé dal momento in cui ha preso forma, insieme a Simona Angioni e Kole Laca. – racconta Sarah Stride – L’impossibilità di una definizione e di una appartenenza ad un unica dimensione, il sostare tra i contrasti… questa canzone descrive la mancanza di ossigeno tanto nelle profondità della terra quanto nell’alto dei cieli a cui Howie B restituisce il clima di una stupita e sospesa contemplazione.” 

In merito al videoclip, poi, la regista lo introduce così: “La quarantena ci ha messe in un spazio privato a tempo indeterminato. Eravamo in luoghi d’intimità costrette ad essere sospese. Io mi sono concentrata nel presente, senza cercare di proiettarmi al di fuori di casa, della realtà o nel futuro. Ho rallentato il ritmo, consumato meno e ascoltato di più.

In questo stato particolare è nato questo lavoro di dialogo con altre donne, Sarah e Simona Angioni (autrice insieme a lei del testo) in una maniera molto intuitiva. Non c’era la possibilità di pianificare tutto nella mia mente e poi andare a realizzare le scene, perciò ho lasciato che la musica mi suggerisse il flusso di immagini e sono partita subito con questo universo organico legato alla scienza della nascita, senza sapere che Sarah aspettasse un bambino. Ho frugato nei miei archivi per trovare altre immagini che mi permettessero di concretizzare questo spazio di incontro delle soggettività femminili e così via ho incluso gli scatti fatti da Vanessa Lopes in Giappone.

Credo sia perché la quiete e il silenzio di questo periodo ci riportino a questo universo di solitudine di ogni donna che è anche ricco e creativo. Non è soltanto il luogo delle contraddizioni ma una sorta di consapevolezza della vita e della morte, della gioia e del dolore di cui non possiamo fare a meno perché le sentiamo fisicamente. 

Siamo fatte di forza e sensibilità allo stesso tempo, di cervello e di pancia. In realtà credo di essermi semplicemente immersa in un modo profondo in tutta la poetica di questo brano e di aver cercato di tradurla in immagini. A questo punto non si tratta solo di me, di Sarah e delle altre artiste coinvolte ma di tutte le donne in stato creativo. Ecco perché nessuno deve chiedersi di chi sono queste ossa.

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