Quarto Grado, il caso Alessio e Simone: parla il Ministro Bonafede

Quarto Gradonella puntata in onda venerdì 19 giugno su Rete4 – propone un’intervista esclusiva ad Alfonso Bonafede. Il ministro della Giustizia sta predisponendo nuove norme per inasprire i reati di omicidio e strage stradale.

Una modifica che arriva dopo la protesta dei genitori di Alessio e Simone, i due cugini di 12 anni che lo scorso anno sono stati travolti uccisi da un SUV mentre giocavano davanti a casa. L’uomo alla guida, Rosario Greco, è stato condannato a nove anni di reclusione. Una sentenza che ha deluso profondamente le famiglie, che hanno chiesto di rivedere il caso ed erogare pene più pesanti per chi uccide guidando.

Di seguito, stralci dell’intervista realizzata da Alessandra Viero.

La battaglia dei genitori di Alessio e Simone, che chiedono pene più severe, è diventata anche di “Quarto Grado”. Lei in qualche modo ha raccolto questo appello, che provvedimenti state studiando?

Innanzitutto, ci tengo ad esprimere la mia vicinanza nei confronti dei genitori di Alessio e Simone. A loro ho spiegato che non posso entrare nel merito del processo in corso e che le nuove leggi non si applicheranno al loro caso. Ma in quella occasione mi hanno detto che per loro era già importante vedere che le istituzioni si stessero muovendo.

Ora questo progetto è all’attenzione della maggioranza e gli obiettivi sono: inasprire le pene per i comportamenti più gravi e considerare un aumento di pena minimo, quando non previsto per legge. Uno degli obiettivi principali è inserire una norma che costringa la persona che ha messo in atto quel comportamento, a fermarsi, prestare tutta l’assistenza necessaria e mettersi a completa disposizione dell’autorità giudiziaria.

Quando questi obiettivi potrebbero essere realtà concrete?

L’impegno che ho preso – valutare i possibili miglioramenti di normative e leggi vigenti – è prioritario: portato avanti al Ministero va sottoposto alla maggioranza, da cui ho già avuto una disponibilità di massima importante.

Greco ha avuto accesso al rito abbreviato. In generale interverrete comunque, perché l’ulteriore sconto di pena è avvenuto anche per questo aspetto?

Siamo intervenuti togliendo la possibilità del rito abbreviato, nei reati puniti con l’ergastolo.

Un ultimo pensiero per le famiglie di Alessio e Simone, che ha incontrato personalmente…

È molto difficile, da ministro della Giustizia. Non ci sono parole, ma c’è la vicinanza dello Stato e questo viene apprezzato. Forse non è tanto e forse non è nulla, ma vogliamo dare il senso di uno Stato che ti sta vicino. Presente anche se c’è un problema di leggi. Vicino anche se non posso entrare in quel processo specifico, con un contatto concreto nel rispetto della separazione dei poteri e dell’autonomia e indipendenza della magistratura.

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