Matteo Markus Bok al lavoro su nuovi brani: a giugno il nuovo singolo

Vivere l’isolamento domestico come occasione per dedicarsi ancora di più alla musica. È ciò che ha deciso di fare il giovane Matteo Markus Bok che, trasferitosi a Miami poco prima della pandemia, ha cominciato subito a scrivere nuove canzoni, la prima delle quali attesa per giugno. E per portare avanti il suo sogno artistico in tempi di reclusione, ecco che un semplice armadio (quello della mamma e della sorella) è diventato un piccolo studio casalingo in cui mettere a punto suoni e parole.

Appena è scoppiato il problema del Covid-19 mi sembrava di vivere un incubo – racconta Matteo Markus Bok – essere appena arrivato a Miami e bloccato in casa era devastante. Come sempre, però, la musica mi ha aiutato. Ho iniziato a scrivere e inventare nuove melodie, brani che esprimessero le mie emozioni. Ho vissuto e sto vivendo una rebirth, un nuovo me, più profondo, intimo e consapevole”.

E continua: “I due metri quadri della cabina armadio sono perfetti per lavorare al nuovo singolo”, sorride il giovane cantante, “i vestiti offrono un’insonorizzazione fantastica e posso ‘allenarmi’ alla grande. In questo mio piccolo rifugio sto apprendendo anche tante cose nuove che mi aiuteranno a crescere: sto imparando ad autoprodurmi, studio chitarra, alleno la voce, ascolto musica a occhi chiusi, penso a nuove parole e melodie. Insomma l’armadio è diventato una palestra dalla quale usciranno tante novità.

Tra i brani più freschi ci sono Non Ci Avrai e Juntos, a sostegno delle realtà più colpite dal Coronavirus in Italia e America Latina. Ma tante cose devono ancora succedere. Oltre al nuovo singolo, per Bok potrebbero  infatti riaccendersi le luci di The Voice Kids Germany con un progetto benefico che coinvolge i vincitori del programma e nuove collaborazioni sono all’orizzonte. Alcuni nomi? Abraham Mateo, Caztro, Juanes e i messicani LemonGrass (con questi ultimi, in particolare, sta preparando per l’estate alcuni concerti online).

Ma il viaggio di Bok, nel suo percorso oltreoceano – sostenuto da produttori quali Julio Reyes Copello, Yarek Orsini (Yo-Yo), Jaime Coscu e Antonio Baglio – non può che partire da se stesso e Matteo lo ha fatto con una scelta importane.

Dopo tanti anni – spiega Matteo – ho scelto il mio nome d’arte: Teo Bok. In realtà non l’ho scelto nemmeno io, lo hanno scelto i miei fan, la mia famiglia, tutte le persone che mi chiamano Teo. In questo periodo ho avuto modo di riflettere sull’importanza delle persone a cui tengo, una cosa che nella fretta di tutti i giorni rischiavo di dare per scontata.

Teo è il diminutivo con il quale mi chiama chi mi conosce, chi mi vuole bene, quindi il nome Teo Bok mi aiuterà a ricordare sempre quanto loro siano fondamentali per me e per la mia musica.

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