Quarto Grado: l’intervista esclusiva alla madre dell’omicida Cédric Tornay

[CS] Quarto Grado, nella puntata in onda venerdì 13 dicembre su Retequattro, propone un‘intervista esclusiva a Muguette Baudat. Si tratta della madre di Cédric Tornay, la giovane guardia svizzera accusata di aver ucciso il comandante Alois Estermann e la moglie Gladis Romero. Era il 1998. La madre del ragazzo – morto suicida dopo il fatto, secondo gli inquirenti – non ha mai creduto alla ricostruzione. Con l’aiuto dell’avvocato e di una consulente, la signora Baudat combatte per trovare la ‘sua’ verità.

Di seguito, stralci dell’intervista realizzata da Gianluigi Nuzzi.

Signora, perché ha chiesto di riaprire il processo? Cosa c’è di nuovo?
Di nuovo, ad esempio, c’è il Papa, che si chiama Francesco e che dice che vuole sistemare le cose e che è a disposizione per aiutare tutto il Pianeta. Quando gli scriviamo, però, non risponde. Quindi voglio sapere se dobbiamo portare nuovamente il tutto sui media e cercare di riaprire un’inchiesta. Io non mi arrendo e non mi arrenderò. I miei consulenti inviano lettere in continuazione.

È vero che ha organizzato un nuovo staff di avvocati, di esperti in vari settori per fare qualcosa che non è mai stato fatto prima, in merito a quanto accaduto la notte del 4 maggio 1998? Quando il suo Cédric è stato ucciso. Lei è certa di questo, vero?
Sì, non ho paura di dire che è stato assassinato. Ma ho avuto la fortuna, se così si può dire, che un avvocato voglia riaprire il caso dalla parte italiana, perché in Vaticano siamo sempre stati respinti. Questa donna avvocato ha voluto riprendere tutto ciò che è riportato nelle istanze e si è accorta che, effettivamente, non è stato fatto niente. Ci hanno sempre chiuso la porta in faccia.

Non ci è stato detto che Cédric abbia commesso il delitto o no. Io non ho nessun documento del Vaticano dove si affermi che Cédric abbia ucciso. Mi è semplicemente stato detto che Cédric è stato ritrovato morto in una stanza, in compagnia di altre due persone. È tutto quello che so.

Cosa l’ha colpita maggiormente? Qual è lo scandalo più grande di questo caso?
Innanzitutto, vorrei tornare al 4 maggio 1998. Ovvero quando il parroco del mio paese è venuto a informarmi che Cédric si era suicidato. Ero esterrefatta… Poi ha aggiunto: “Devo dirle qualcosa di più grave: ha ucciso due persone”. Mi sono detta: “Ma non è possibile!”.

Gli avevo parlato dalle 12.35 alle 13.05 e stava bene. Poi, come abbia potuto fare questo, alle nove di sera, non si sa. In quel momento, mi hanno detto così e gli ho creduto. Non posso pensare che un inviato del vescovo, del nostro vescovado, venga da me la sera a dirmi una cosa falsa. Però mi ha subito detto che non potevo andare a Roma perché si era sparato in bocca e avevano già riconosciuto il corpo. Sono andata lo stesso a Roma e quando ho visto, Cédric era veramente bello come Gesù… non so come si dice in Italia. Sorrideva, aveva il volto disteso della morte.

Qual è la bugia più grande, più grave che ha sentito o letto in merito a questa storia?
Non hanno fatto altro che raccontare bugie… non possiamo neanche dire che abbiano modificato la verità. Hanno costruito tutto su una menzogna. Lo ripeto qui: non invento niente. Mi creda: per me sarebbe stato più facile ammettere che mio figlio avesse fatto quello che dicono. Capita agli altri, perché non dovrebbe capitare a me? Però volevo sapere perché.

Perché ha deciso di far eseguire un’autopsia in Svizzera?
Un giorno stavo guidando e mi è venuto in mente che mi avevano chiesto di far cremare Cédric. Ma lui mi diceva sempre: “Mamma non voglio essere cremato, non voglio”. Per i miei figli, sin da quando erano piccoli, ho voluto sapere chi avrebbe voluto essere seppellito e chi cremato. Così, se ci fosse capitato qualcosa, tutti avrebbero saputo cosa fare. Dopo tre o quattro giorni, il corpo è stato portato alla cripta di San Maurizio. Stavo guidando… non so cosa mi sia preso… ma all’improvviso ho pensato di far eseguire un’autopsia in Svizzera. Mi avevano raccontato solo bugie: ad esempio che aveva avuto una cisti nella testa. Hanno detto talmente tante cose.

Dopo l’autopsia effettuata a Losanna, quali sono le bugie, le grandi differenze constatate dagli esperti?
La grande differenza è che non aveva una cisti nella testa. E poi la traiettoria del proiettile, che hanno potuto studiare degli esperti e che era diversa da quella che avevano fatto loro. Abbiamo messo tutto nelle mani di veri esperti, perché io non sono un medico legale. E quindi, in base ai danni riportati, la traiettoria del proiettile non è verosimile. Con le mie indagini non ho mai cercato di dimostrare che Cédric è innocente. Ho cercato di capire chi fosse il colpevole, perché per noi era più facile dire: “Cédric ha perso la testa, ha ucciso due persone e si è suicidato”, no?!?”. Saremmo tutti tranquilli. È l’unica cosa che chiedo. Per il Vaticano sarebbe facile: devono solo consegnarmi l’autopsia che hanno fatto. Tutto qui. Autopsia del Vaticano da una parte, la mia dall’altra. Punto e basta. Avremmo potuto evitare di aspettare vent’anni.

Perché qualcuno avrebbe dovuto uccidere Cédric?
Cédric non doveva essere ucciso. Erano gli Estermann a dover essere uccisi. Non c’era niente di personale con lui. Non è mia intenzione glorificare Cédric, ma penso che Estermann lo invidiasse un po’ per il suo carattere. Cédric era a suo agio con sé stesso. Io non ho mai voluto parlare né di Estermann né di Gladys, perché erano problemi loro.

Perché è stato detto che Cédric era omosessuale?
Sicuramente perché ho detto che non credevo al Vaticano. Ma sono stati dei bugiardi. Perché ogni volta che Cédric veniva infangato, perché questo è infangare una persona, è stato perché io affermavo che quello che dicevano era falso. Quindi hanno pensato che dicendo delle cose del genere, io avrei abbassato la testa. Ma non lo farò.

Cédric aveva scritto una lettera per lei prima della tragedia?
Sì, questa lettera. Ma in realtà questa non è la scrittura di Cédric. Mi è stata consegnata ufficialmente come sua lettera davanti a un giudice, per farmi sottoscrivere che fosse la sua scrittura. Quando ho visto la lettera, gli assomigliava, ma non riconoscevo la scrittura di Cédric. Non so spiegare come, perché gli assomigliava molto, ma ho detto che non avrei potuto firmare la lettera: per me non era di Cédric. Poi c’erano tre errori.

Non c’è la firma: E lui firmava sempre. Poi c’è scritto: “Dopo due anni e sei mesi trascorsi qui”: questo non corrisponde al vero perché era arrivato il 1° dicembre del ‘94 ed era il 4 maggio 1998. E, infine, la data. Lui non la scriveva mai con lo zero davanti. Ma, poi, come puoi uccidere due persone, suicidarti e poi scrivere: “Un bacione alla mamma più brava del mondo”. Tanto per iniziare, ne aveva una sola. Questo è un testo all’italiana. Non è un testo francese. Capisce la differenza? Non critico, ma ci sono dei fronzoli che noi non usiamo. L’ha scritto anche qui: “Tuo figlio che ti ama”. Ne ho uno solo, dovrei sapere chi è. Posso farvi vedere: lui scriveva solo Cédric. Tutte queste cose, mi hanno fatto dire che non l’avesse scritta lui.

Ora lei sta riaprendo la strada verso la verità, pensa che sia il momento giusto?
Penso che non ci sia mai un momento sbagliato. Penso che dobbiamo continuare – e non solo per me, la mia famiglia e Cédric -, ma perché la gente se lo aspetta. La gente vuole sapere cosa è successo e penso che depositeremo l’istanza con gli elementi che abbiamo a disposizione, anche se forse non ci spingeremo oltre. Ma almeno vogliamo una risposta. Si rende conto che ho visto susseguirsi tre papi? Giovanni Paolo II, Ratzinger e ora Papa Francesco. E nessuno ci ha mai risposto»

Vuole lanciare un appello a chi forse sa qualcosa, ma non parla? Qualcuno che in Vaticano è rimasto in silenzio fino ad ora
Molti sono al corrente, ma non osano perché hanno paura. Però io sono la prova vivente che se ci si protegge, si resta in vita.

Lei ha trovato dei punti in comune tra questa storia e la storia di Emanuela Orlandi?
No. So che lui aveva a cuore il caso di Emanuela, perché conosceva il fratello. Ne aveva sentito parlare all’interno del Vaticano. All’inizio ho cercato di carpire se avesse scoperto qualcosa.

Perché qualcuno ha voluto uccidere Estermann?
Penso che sapesse troppe cose riguardanti il Santo Padre, i viaggi in aereo. Tante cose che non avrebbe dovuto sapere. Sì, ho avuto informazioni particolari sui viaggi, su Madre Teresa. Quando dicevano al Santo Padre: “… ma tutto questo denaro che arriva non è propriamente pulito”, Il Papa rispondeva: “Per fare la carità il denaro non ha odore”. Sono tutte cose che so, che mi sono state dette da fonti sicure.

Lei pensa che qualcuno è entrato nell’appartamento di Estermann per ucciderlo e poi abbia incontrato Cédric, che era là per altri motivi e lo abbia ucciso simulando un duplice omicidio-suicidio? Oppure pensa che qualcuno abbia portato lì Cédric, per farne una vittima e per inscenare tutto?
Secondo me la seconda versione è quella giusta. Ma non posseggo la verità infusa. Tuttavia, il killer che ha ucciso Gladys e il signor Estermann è una persona sola. Ma questa è la mia teoria, anche se penso di non essere lontana dalla verità. Quello che conta per me, e voglio ribadirlo, non è quello che penso. quello che posso dedurre o quello che sarebbe potuto succedere. Io voglio ed esigo che, dopo 22 anni ne ho il diritto, il Vaticano mi dica: “Cédric ha fatto questo e queste sono le prove”. Non l’ha ancora fatto.

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