Emanuele Bianco, ‘Sotto la Torre Eiffel’: «I miei valori nella vita e nella musica»

«Sentivo il bisogno di esprimere in pieno quello che sono i miei valori nella vita e nella musica e di vivere di conseguenza». È con queste parole che il cantautore romano Emanuele Bianco ci spiega la scelta del debutto solista, nel 2017, inizio di un percorso che ad oggi ha portato a collezionare diversi singoli e ad avere un album in lavorazione.

L’ultimo brano, Sotto la Torre Eiffel (etichetta Fattoria Management distribuito Believe), è uscito lo scorso venerdì 29 novembre ed è stato presentato live sul palco del Mediolanum Forum di Assago in apertura al concerto di Fabrizio Moro. E proprio di Moro, Emanuele ha fatto da opening anche per la doppietta di Roma, un’esperienza «pazzesca» per la quale – ci dice – non potrà mai ringraziare abbastanza Fabrizio.

A scuola di musica fin da bambino, il giovane cantautore classe 1993 inizia a poco a poco definire una propria identità artistica: «Beh la mia personalità artistica si è formata nel tempo, ma all’incirca verso il 2015 ho iniziato a capire che ne avevo una mia da sviluppare. – ci racconta – Miei brani li ho iniziati a scrivere verso i 12 anni, ma erano testi scritti e lasciati lì. Le prime “canzoni” finalizzate sono arrivate verso i 18/19 anni.»

Così, da allora, il processo creativo è andato assumendo una forma ricorrente, che Emanuele ci schematizza in questo modo: «Di solito il processo è questo: Scelta del beat/accordi -> argomento del brano (titolo) -> linea melodica vincente (soprattutto ritornello) -> testo -> produzione e arrangiamento del brano.»

Oggi che la musica ha limato gli angoli forti del suo carattere, Bianco si fa ascoltare con il suo quarto singolo, Sotto la Torre Eiffel, canzone della quale scrive: «Sotto la Torre Eiffel è un brano che parla della lontananza che si mette in mezzo ad un amore appena nato. Semplice e passionale allo stesso tempo. Nasce di getto in una notte di agosto, mentre il sole stava pian piano sorgendo.

Insieme a Walter Babbini ho curato la produzione  e abbiamo cercato di essere il più innovativi possibile, nella struttura e nella ricerca dei suoni, effettando i classici strumenti suonati per renderla fruibile, sia agli amanti del genere pop classico, che a quelli sempre alla ricerca del nuovo.» E il nuovo album inizia a prendere forma.

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