Il lato umano di Luca Dirisio in ‘Bouganville’: «Il tormentone estivo non mi interessa più»

Anticipato dal singolo Come il mare a settembre, da venerdì 25 ottobre è disponibile Bouganville, il nuovo album di Luca Dirisio con l’etichetta Music Ahead. L’aggettivo “atteso”, del cui uso spesso si (ab)usa quando si parla di dischi, non potrebbe trovare impiego migliore. Sono, infatti, otto anni che l’artista manca dalla discografia: un secolo per una vita normale, una vita intera nel mondo musicale.

Ma se pensate che Dirisio covi rimpianti o si dispiaccia di questo periodo senza album, siete fuori strada. E si badi bene:  parlo di pubblicazioni, non certo di anni senza musica. Perché, in fondo, le sette note ci sono sempre state, anche a riflettori spenti, anche quando la vita (quella quotidiana) correva. Anzi, a maggior ragione per questo, ma con ritmi non imposti da nessun vincolo dettato dalle major.

«Avevo voglia di fare nuove esperienze e non vuol dire che siano sempre state buone. – esordisce Luca all’incontro stampa – La cosa bella è rialzarsi e ritrovarsi. In questo ambiente quando ci si allontana si ha sempre l’idea che ci sia dietro un litigio, ma non è stato affatto così per me.»

Quindi, come è andata? Lo spiega lui stesso, che si racconta con la voglia di condividere un pezzo di strada personale in cui è cresciuto: «Perché otto anni? Non ho deciso che dovessero trascorrerne così tanti, ma mi sono serviti e in parte  anche piaciuti per avvicinarmi di più all’essere umano, una dimensione che pensò sia persa. Chi oggi si avvicina alla musica, lo fa perché la considera un buon business; io non ho mai pensato a questo lavoro per il guadagno ma come mezzo di espressione. In otto anni molto hanno detto che ero sparito, che ero morto, ma io sono stato benissimo grazie anche alla famiglia che mi sono costruito. Eh già, ho trovato una donna che mi sopporta.»

In questi anni ho capito che per essere felice non servono il Rolex o una macchina figa; quelli sono orpelli materiali che non ti arrochiscono. Stare bene vuol dire fare quello che si ama e non quello che si deve per diventare qualcosa o qualcuno. Oggi sono l’uomo più felice del mondo.

In Bouganville Dirisio mette a fuoco tre aspetti che ritiene centrali: «Il primo è quello umano, che ho cercato in questi anni. Ho capito che l’essere umano è quello che riesce a resistere in qualsiasi condizione. E noi abruzzesi lo sappiamo fare bene: siamo testardi e accoglienti. L’Abruzzo è una terra che ogni tanto si mette a ballare, purtroppo, e mi fa arrabbiare il fatto che L’Aquila sia diventata il set di un film horror della politica. Oggi la città è nelle stesse condizioni in cui si trovava appena dopo il sisma e questo non è tollerabile. Nonostante questo, gli abruzzesi si sono tirati su le maniche e hanno ricostruito quello che potevano, con mani e cuore.»

Il secondo punto che tiene a sottolineare è l’importanza del mareio la mattina da camera mia vedo il mare e se non lo vedo mi manca qualcosa per iniziare la giornata») quindi, terzo elemento, è la stupidità. «Mi sta un po’ distruggendo le sinapsi a forza di pensarci: una delle cose più brutte della società è l’idiozia, la stupidità. È il male di questi Anni Duemila. Siamo circondati da persone sceme, a partire dagli youtuber con certo video dementi che non stimolano l’intelligenza ma la stupidità.

Anche la TV ci mette del suo, coi palinsesti pieni di donnette inutili che non sanno fare niente, mentre fuori dalla televisione ci sono donne intelligenti che non si fermano mai. Lo dico stando dalla parte delle donne perché io sono cresciuto con donne super forti, e sono queste sono le donne vere, non quelle che vanno raccontare i loro problemucci nei programmi del pomeriggio.»

Non riesco a scrivere a comando. Io scrivo per esigenza, anche fisiologica se vogliamo, e a volte non ne ho voglia. Allora, prendo la moto e mi faccio un giro. Mi sento un operaio della musica, uno che scolpisce la propria canzone.

Si emoziona, Dirisio, quando parla della moglie ma ancora di più quando ricorda l’amico che non c’è più e ne emerge ancora di più quel lato umano di cui sopra che spesso gli artisti noti per i loro tormentoni non riescono a far conoscere ai più. «In questo album ho fatto uscire la parte umana, del tormentone estivo non mi importa più. Per me, il successo è quello che tutti condividono perché ci si rispecchia ed è quello che resta nel cuore delle persone a vita. Fino a quattro anni fa non avevo nessuna intenzione di legarmi a una donna perché mi sento poco adatto: mi piace uscirci, certo, divertirmi ma poi in casa siamo poli opposti.»

Scopri di più nella nostra CLIP VIDEO.

Eppure, una sera è cambiato tutto…«Sono uscito per Vasto, mi sono fermato in un bar e lì trovo questa ragazza russa con la madre. Avevano appena comprato casa al mare: io avevo le cuffie e fischiettavo le mie canzoni, lei mi ha sorriso e abbiamo attaccato bottone. Ci siamo rivisti il giorno dopo e mi ha detto che sarebbe ripartita: le promisi che l’avrei aspettata tutta l’estate. E così è stato. Da allora è diventata la mia compagna di viaggio. Ho trovato una donna per amico.»

E arriva una delle dichiarazioni d’amore più belle:

Ho imparato a stare da solo ma non senza di lei.

Punto, non serve aggiungere altro. Il resto ascoltatelo in Bouganville. Questa la tracklist dell’album, prodotto e arrangiato da Giuliano Boursier:

  1. La mia gente
  2. Come il mare a settembre
  3. Carta da stracciare
  4. Occhi negli occhi
  5. Il tuo cuore non esiste
  6. Roma
  7. Orsa maggiore
  8. Stare bene
  9. Whisky
  10. Niente

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