Thegiornalisti al Circo Massimo per i dieci anni di carriera: “Basta un attimo e torni per terra”

Nell’estate di Maradona y Pelé, i Thegiornalisti si preparano a giocare un’altra partita. Sempre di campo si tratta, come per i due fuoriclasse del calcio mondiale, ma l’erba è quella del Circo Massimo, dove la band romana celebra dieci anni di carriera con un concerto evento.

E di terra sotto i piedi ne è passata parecchia da quel 2009 in cui Tommaso Paradiso, Marco Antonio “Rissa” Musella e Marco Primavera diventarono ufficialmente i Thegiornalisti. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata proprio con il chitarrista “Rissa” ripercorrendo alcune tappe della carriera del gruppo, che mette a tacere le voci su un possibile scioglimento e ci racconta qualcosa in più sulla festa live del 7 settembre.

Ecco la nostra intervista.

Dieci anni di Thegiornalisti: in questo vostro percorso, c’è stato un momento in particolare in cui avete capito di avercela fatta?
Fuoricampo è stato un disco che abbiamo fatto pensando “o la va o la spacca”: arrivati al terzo album eravamo consapevoli che, se non fosse andato bene, forse era meglio davvero andare a lavorare. E invece è andato bene, da lì è cambiato tutto.

Che cosa è successo quindi?
Dopo l’album Fuoricampo, ho lasciato il lavoro che avevo in un studio di commercialisti e anche per i miei colleghi è stato un momento simile. Fuoricampo è stato un disco che abbiamo fatto a trent’anni dopo un primo album (Vol.1, ndr) che era stato osannato dalla critica e per il quale dovevamo confermarci. All’epoca parliamo di numeri bassissimi, non c’era tutta l’attenzione di oggi sulla scena indie, ai concerti c’erano davvero quattro gatti e nessuno ti offriva un contratto.

Che cosa non vi ha fatto cedere mai?
C’era la speranza, anche se molto piccola, quindi era il momento della conferma e di allargare il pubblico… Forse quello è stato il momento in cui abbiamo rischiato di montarci la testa, vedendo quel minimo di affermazione: abbiamo pensato di poter fare quello che ci pareva, invece, col secondo album (Vecchio, ndr), è successo l’opposto.

Cioè?
Siamo un po’ tornati indietro, la nostra fanbase non è aumentata per niente e quindi quell’album lo conoscono solo in pochi. E secondo me questo è il motivo per cui adesso non ci siamo montati la testa, perché abbiamo visto che basta un attimo e torni per terra. È stata una grande lezione.

A proposito di lezioni, potreste darne voi sotto il titolo “come fare una hit”: mentre siete al lavoro su un brano, c’è qualcosa che vi dire “questo sarà un successo”?
Beh in qualche modo sì, nel senso che l’esperienza conta. Credo che noi, in generale, abbiamo una vena pop ed evidentemente se il nostro pubblico è cos trasversale è perché ci piacciono proprio delle cose che la media delle persone ama. In certi ambienti questo è visto negativamente, ma essere pop non è certo un male, per me. Tutte le canzoni più belle del passato sono rimaste perché sono piaciute alle persone; poi serve il tempo per far capire ai puristi che quelle canzoni sono belle e il fatto che siano per tutti non è un male, anzi forse è quello che le rende immortali.

All’orizzonte ora si vede il Circo Massimo
Il Circo Massimo è un punto arrivo e insieme di partenza, almeno me lo auguro, visto che abbiamo in programma di fare delle cose molto belle in futuro. Abbiamo raggiunto traguardi che neanche lontanamente avremmo mai pensato di arrivare figurati il Circo Massimo. Per dire, il mio obiettivo personale quando abbiamo iniziato come Thegiornalisti era diventare i nuovi Baustelle, come bacino di pubblico… Figurati se ci passava per la testa di fare i palazzetti! Invece, ci abbiamo fatto un intero tour sold out ora suoniamo al Circo Massimo: è una cosa pazzesca, che capita esattamente dieci anni dopo la nostra formazione. Era l’autunno 2019, suona romantico vero?

Ma dobbiamo aspettarci un CD + DVD Live della serata?
Beh, il concerto potrebbe tranquillamente diventarlo, non vedo perché no. So che ci saranno telecamere varie.

Non resta che aspettare un cofanetto targato Thegiornalisti sotto l’albero di Natale.

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