‘Life Book’ di Giuseppina Torre: «Un album che restituisce occhi sereni e cielo limpido»

Uscito lo scorso 21 giugno, Life Book (Decca / Universal) è il nuovo album di inediti della pianista Giuseppina Torre anticipato da Never look back e Gocce di veleno. Sono dieci le composizioni di questo disco, che l’artista racconta come sublimazione della musica in quanto medicina di tanti mali.  E tanti sono i temi toccati, da quelli più personali a quelli sociali. Ce li siamo fatti spiegare dalla stessa compositrice.

È uscito nel primo giorno d’estate Life Book: questo “libro musicale” quali capitoli di vita racconta?
Life Book esce il giorno in cui inizia la stagione che amo di più, l’estate, e così come l’estate porta via e ci fa dimenticare le temperature rigide dell’inverno, allo stesso tempo Life Book risolve e porta via tutte le avversità che avevano incupito la mia vita restituendomi occhi sereni e un cielo limpido all’orizzonte.

Come nasce una composizione, ovvero come si sviluppa il suo processo creativo?
Tutto nasce da una scintilla, un flash emozionale che catturo subito traducendolo in musica con il mio Pianoforte. Da questo flash emozionale tesso la trama della composizione che racconterà una storia, un momento mio di vita.

Ph. Cr.: Mariagiovanna Capone

Un mare di mani è un brano che tratta un tema sociale, attuale e doloroso, come quello degli sbarchi in Sicilia. Quando ha sentito l’esigenza di comporlo?
Abito a pochi chilometri da Pozzallo, nota alle cronache per gli sbarchi di clandestini. Ho visto dei filmati originali di salvataggio della Guardia Costiera, immagini forti, toccanti, crude . Un mare di mani che cercano altre mani che li afferrino per portarle in salvo. Tantissimi non ce la fanno, risucchiati dalla profondità del mare. Ti rendi conto quanto poco valore ha la vita di questi poveri esseri umani.

Tra le dieci composizioni di Life Book, quale ha avuto la genesi più complessa? Perché?
Senza alcun dubbio Gocce di veleno. Ispirata dall’omonimo libro di Valeria Benatti che narra di un amore malato, di violenza psicologica e fisica, è stato come ritornare indietro alla mia esperienza vissuta . Scrivere questa composizione è stato molto doloroso ma anche catartico e liberatorio.

Leggendo la tracklist, ci sono titoli in italiano, inglese e spagnolo: come nascono?
Alcuni titoli li ho preferiti in inglese perché suonano meglio, sono più musicali . Per il titolo in spagnolo della traccia Sempre y para sempre vi è un aneddoto da raccontare. Mi trovavo in un piccolo borgo marinaro della costa catalana e durante la mia passeggiata mattutina incontravo un signore che ossessivamente ripeteva una frase che finiva con “siempre y para siempre”.

Incuriosita chiesi agli abitanti del luogo come mai quest’uomo ripeteva sempre quella frase e mi raccontarono che aveva avuto una delusione amorosa e da allora passeggiava ripetendo “te espero siempre y para siempre”. Riflettendo su come a volte l’amore possa portare alla follia scrissi questa traccia intitolandola proprio  Siempre y para siempre.

Si percepiscono tanti colori in questo lavoro, come è nella vita del resto, sia caldi sia freddi: quale sente prevalente in Life Book?
Ci sono tutti i colori dell’anima che descrivono il mio vissuto, i miei appunti di vita che ho voluto condividere con il mio pubblico, mettendomi a nudo. Tutte però hanno un unico colore dominante: il colore forte e deciso del coraggio e della voglia di vivere.

A livello di produzione, in che direzione ha lavorato con Davide Ferrario?
Con Davide Ferrario, che già conoscevo di fama poiché ha lavorato per tanti anni con Franco Battiato, mi sono trovata subito in sintonia. Abbiamo curato molto l’emozionalità di ogni singolo suono e le dinamiche di esecuzione affinché ogni traccia potesse rapire l’ascoltatore e trasportarlo in un viaggio musicale – emozionale.

In qualità di pianista, è a tutti gli effetti ambasciatrice della musica – e di un certo tipo di musica – italiana anche all’estero: come si sente in questa veste?
Mi sento innanzitutto fiera di essere italiana e di portare nel mondo le nostre tradizioni musicali. All’estero c’è molta ammirazione, rispetto e attenzione nei confronti degli artisti italiani. Questo mi inorgoglisce ma allo stesso tempo provo un po’ di amarezza poiché in Italia non è così e per emergere la strada è molto impervia e difficile.

E della sua sicilianità cosa conserva e quanto porta nel mondo?
Dell’essere siciliano conservo lo spirito di sacrificio e l’abitudine alla lotta quotidiana poiché vivendo in un’isola siamo “isolati “ per diversi aspetti dal resto d’Italia. Quella voglia di rimboccarsi le maniche sempre e comunque l’ho ereditato dalla mia amata terra. Nel mondo porto la mia musica che è intrisa di quella malinconia tipica di noi siciliani che vivono quel rapporto di amore e odio nei confronti della nostra terra.

Il suo successo (testimoniato anche dai premi ricevuti) è indice anche di una rinnovata attenzione verso la musica strumentale. Che tipo di spazio riesce a ritagliarsi questo genere nel mare magnum discografico di oggi?
Mi colloco in una nicchia musicale che ha tanti estimatori che l’apprezzano non solo all’estero ma anche in Italia e noto con enorme piacere che anche nel nostro Paese gli estimatori di questo genere “contemporary classic” sta aumentando sempre più. Il mondo discografico è orientato ad investire su altri generi ma per fortuna etichette storiche come la Decca Records, con cui è uscito Life Book, investono ancora sulla musica non commerciale.

Che tipo di esperienza è stata scrivere le musiche per il documentario su Papa Francesco?
Un’esperienza che mi ha arricchito sia dal punto di vista professionale sia dal punto di vista spirituale. Dal punto di vista professionale poiché non capita tutti i giorni di scrivere le musiche per un documentario il cui protagonista è Papa Francesco. Mi sono sentita addosso una responsabilità grandissima che ho subito superato dopo aver letto l’omonimo libro, da cui è tratto il documentario, che mi ha ispirato.

Dal punto di vista spirituale poiché tutto il documentario è imperniato di messaggi importanti che invitano a riflettere quali l’arte intesa come strumento di evangelizzazione e il tema dello “scarto” dell’uomo.

E ora, che estate musicale l’aspetta?
Dopo la presentazione ufficiale del CD avvenuta alla Rizzoli Galleria di Milano il 24 giugno, ci sarà un’intensa attività di promozione dove spero di ritagliarmi qualche giorno al mare perché mi aspetta un autunno caldo.

Questa la tracklist dell’album:

  1. Rosa tra le rose
  2. La promessa
  3. Gocce di veleno
  4. Dove sei
  5. The Golden Cage
  6. Siempre y para siempre
  7. Mentre tu dormi
  8. My Miracle of Love
  9. Un mare di mani
  10. Never Look Back

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