#MaisenzaSmemo: la partnership con Spotify e la libertà di Roberto Saviano

Tempo di nuova Smemoranda, in questo inizio di vacanze estive. Presentata a Milano l’edizione 2020 della Smemo che per il 2020 porta come tema principale di riflessione Mai senza… raccontato dalle firme storiche e dalle new entry in tutte le sue sfaccettature. Tra parole e disegni, l’iconica agenda si conferma scrigno di aneddoti, pensieri, confessioni e segreti con una nota tra cinismo e ironia che accompagna le citazioni sparse qua è là.

Dai contributi di Gino&Michele, a Gino Strada e Roberto Saviano, da Luna Melis, MikaEmis Killa e Charlie Charles, fino al nuovo gatto social GattodiM@#£Smemo 2020 alimenta le fila dei suoi contributori e si aggiorna anche musicalmente.

Per l’anno scolastico in arrivo, infatti, è mai senza… musica! grazie alla partnership con Spotify. Il profilo del diario sarà aggiornato nel corso dell’anno con playlist a tema a partire dalla Playslist Smemo2020: ogni citazione musicale stampata sul diario è associata a uno Spotify code da inquadrare con la app Spotify per ascoltare il brano.

E questa iniziativa si somma ad altri storici impegni targati Smemoranda, come quello ambientalista. Spiega Nico Colonna: «Dal 2005 questo è l’unico diario a emissioni zero. Compensiamo le emissioni di CO2 con la piantumazione  di quelli che ormai sono sei boschi su terreni demaniali. E abbiamo deciso di fare un salto di qualità: da quest’anno intendiamo portarci su produzioni eco friendly: l’impegno a difesa del pianeta è qualcosa che vogliamo comunicare con forza ai giovani.»

Storicamente al fianco di Emeregency, Smemoranda sostiene una nuova campagna contro i pregiudizi all’insegna della solidarietà e dell’impegno sociale contro discriminazioni e ingiustizie. Si esprime a proposito di libertà anche Roberto Saviano, che al tema ha dedicato il suo pensiero su Smemo 2020. Guarda la CLIP VIDEO.

In occasione del suo intervento alla conferenza stampa, Saviano ha dichiarato: «Oggi, come decidi di prendere posizione, immediatamente ti viene rinfacciato il guadagno che hai. Come si permette un cantante o un calciatore di smettere di solo foto su Instagram e parlare seriamente? Vedete in quanti stanno zitti, anche fra chi prima parlava?

Hanno paura, degli attacchi sui social e dell’atteggiamento per cui il tuo lavoro diventa subito un furto. Solo perché hai espresso un’opinione contraria: questo è il trabocchetto di oggi. Criticare, avere posizioni contrarie ed esprimerle con la buona educazione sembra subito un gesto non autentico. Ormai crediamo solo alla crudeltà. Se uno è crudele è onesto, se invece uno si esprime in modo educato è buonista, è un paraculo.»

Ma la libertà, si sa, ha sempre un prezzo: «Bisogna mettere in conto di pagare un prezzo, che probabilmente è un tributo necessario a completare il tuo sentirti vivo, dignitoso, degno. Prendere posizione, raccontare, affrontare temi difficili porta a una difficoltà naturalmente, ma quella difficoltà è assai più tenue rispetto al dolore del silenzio, all’omertà e al restare fermo. Costa meno che continuare a chiederti ‘ma io dove ero?’

Illuminare è necessario e pensare di poterlo fare senza pagare un prezzo è ingenuo, ma questo prezzo non è nulla rispetto al peso del silenzio. Il coraggio? Sta probabilmente in uno spazio in cui urla la necessità di parlare, quella che ti dice ‘basta’. Condividere è il primo passo per cercare di cambiare le cose.»

Anche Gino Strada ha detto la sua: «Sulla guerra c’è pochissima informazione, il periodo dopo il 1945 è detto dopoguerra, ma da allora ci sono stati oltre 25 milioni di morti per guerra. Di quella dopoguerra parliamo? Informarsi e conoscere, credo, sia fondamentale per raccapezzarsi oggi e per capire in quale direzione andare domani. Bisogna studiare la guerra e non le battaglie.»

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