Shaggy, nuovo album, singolo e tour: «Ecco che artista sono oggi» INTERVISTA

È stato dal palco della finale di The Voice of Italy 2019 che il pubblico italiano ha potuto ascoltare dal vivo You, il nuovo singolo di Shaggy dall’album Wah Gwaan?!. Voce dancehall della Giamaica, il cantautore ha raggiunto il successo mondiale – e un Grammy Award – con Boombastic, hit storica che ha fatto girare in ogni angolo della terra il nome dell’artista.

Ora Shaggy è tornato con un progetto nuovo di zecca, da solista (dopo la fortunata esperienza con Sting), che arriva nei negozi tradizionali il 28 giugno in CD e dal 2 agosto anche in vinile. La star della Giamaica ce ne parla con entusiasmo: «È il primo album totalmente mio, dopo quello con Sting e ho voluto fare un disco completamente in stile Shaggy.»

In che senso?
Avevo parecchio materiale precedente rispetto al progetto in duo, ma non mi ci riconoscevo più. Per questo motivo, ho rifatto tutto. In una settimana ho ripreso in mano il lavoro e ho tenuto solo quelle poche canzoni che la discografica riteneva essenziali per l’album .Volevo fare brani che raccontassero esattamente il punto in cui fossi arrivato, chi sono oggi.

Lei è abituato a sorprendere, ma come fa?
È sempre più difficile sorprendere: ho dovuto lavorare dieci volte in più dei miei colleghi. Quando ho iniziato non passavano la dancehall in radio. La svolta è arrivata con Boombastic, pezzo che ha avuto subito un impatto forte nelle radio. Da allora, poi per anni, mi riconoscevano solo per quel brano ma non ero preso del tutto sul serio… Quando poi ho raggiunto un Grammy allora ho capito che qualcosa stava davvero cambiando.

E verso quale direzione?
Ho capito che la mia musica aveva preso una strada diversa rispetto a quando ero giovane. Agli inizi volevo fare in modo che un genere ancora sconosciuto diventasse un genere famoso. Poi, ho detto basta alle canzoni troppo superficiali.

Avevo bisogno di raccontare me come uomo e volevo canzoni che mi riflettessero come persona. Ma che fossero  anche fresche: il suono è un classico reggae ma in chiave sperimentale. Vi sorprenderà.

Ci spiega che cosa significa il titolo dell’album, Wah Gwaan?
Se ricordate, quando Obama venne in Giamaica, la prima frase che disse fu Wah Gwaan Giamaica? È un modo comune per chiedere come vanno le cose, è un saluto, “come va? Che succede?” Ecco, in questo album vi spiego che cosa sta succedendo e che artista sono oggi.

Che cosa le ha lasciato il tour e la collaborazione con Sting?
Il tour con Sting è stato bellissimo così come la collaborazione con lui. Tutto è nato perché siamo amici e ho imparato tanto lavorando con lui: è un artista meticoloso, molto più di me che sono spontaneo, istintivo. Lui è chirurgico: in studio o capace di comporre per ore e mi ha dato strumenti nuovi con cui fare musica oggi. Non si è tratto di business ma di un’amicizia e mi piace collaborare anche con giovani artisti che conosco personalmente piuttosto che con grandi nomi che però non incroci mai. Per esempio, quando ho lavorato con Janet Jackson non ci siamo visti in studio e neppure per il videoclip…

Con Alexander, invece, come è nato il duetto su You?
Abbiamo lo stesso manager e, quando ho visto alcuni suoi video su YouTube, mi sono piaciuti subito. Ho pensato che fosse perfetto per You, un brano che avevo nel cassetto da un po’. Alexander è molto giovane ma preciso, con una voce perfetta per il duetto. È stata una collaborazione illuminante.

Ha detto che con questo disco vuole raccontarsi per come è oggi: che uomo si sente?
Per un periodo della mia vita ho dimenticato di vivere. E i miei due figli ne hanno sofferto. Avevano una bella casa, certo, ma che cosa contava? Io non c’ero mai. Quando ho rallentato e ho iniziato a girare il mondo per le vacanza con la mia famiglia ho capito che potevo godermi la vita insieme a loro. Ed era bello. Ho capito che la vita non fa schifo! Non serve correre correre correre… Ho fatto un passo indietro, in fondo la mia parte io l’ho fatta. Quindi let me go live, now.

Lei è molto impegnato in progetti solidali nella sua terra, quale sarà il prossimo passo?
Sto organizzando un concerto charity, e voglio che sia ancora più grande dei precedenti. Servirà per continuare ad aiutare l’ospedale pediatrico gratuito che abbiamo aperto.

E stando sul fronte live, sarà in tour?
Non vedo l’ora e mi piacerebbe tornare i tour da solo in Italia dopo essermi esibito con Sting. Intanto girerò Canada, Australia ed Europa. Ma toglio tornare assolutamente qui da voi!

Guarda la CLIP VIDEO dall’incontro stampa.

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