Dolcenera: dopo la trap, tuffo nell’indie con ‘Rosso Phard’ VIDEO & TESTO

Dopo aver sperimentato con le cover Trap, Dolcenera si dà all’indie. Partecipe della community Diesagiowave, ha sfidato tutti nella scrittura – insieme ai ragazzi del gruppo – di una canzone in stile indie, con le parole e le frasi suggerite dagli utenti. Oltre alla stessa Dolcenera, dunque, firmano Rosso Phard Luca Maffei, Dario Testa, Michele Ruggiero, Matteo Mirenda, Davide Pisa, Alberto Azzara, Angie Rodiso Delacourt – Sacconi ed Eligio Piergianni.

Il risultato è stato caricato sul canale Youtube ufficiale di Dolcenera con un “videoclip” che riesuma persino il caro vecchio Windows Movie Maker, tanto in voga qualche anno fa prima dell’ondata di programmi più o meno professionali di video-editing.

All’interno della descrizione del video è presente un link che riporta ad un vecchio blog in stile MSN e, da lì, ad un misterioso gruppo Telegram di cui fa parte anche la stessa Dolcenera. Il brano suona come un perfetto pezzo pop anni ’90: una canzone che risuscita la cara vecchia melodia, i cari vecchi strumenti suonati a dispetto dell’elettronica e dei suoni campionati.

Dolcenera Rosso Phard TESTO

La la la
Non trovo pace con il ciokonut
Mi ricorda di te al luna park
Quando dicevi non mi piace più
E guardavi i tuoi amici salire su
E poi sognavi di volare via sotto una pioggia di rane
Con il tuo cuore semplice e felice che profumava di pane

Eri il re indiscusso del Canta Tu
Non mi dispiaceva quando c’eri tu
Con l’onda indie di disagiowave, nessuno era salvo manco Carl Brave
Facevi a pezzi la discografia con una nota sola
Ed i tuoi amici ti guardavano in posa come uno che vola

Ue Ue, allora anch’io a modo mio avrei voluto farti sentire un Dio
E sulle guance rosso fard con te senza vestiti ne foulard
Nessuno era vero come noi, Adesso solo il cielo come i clochard
Con te ogni strada sembrava un boulevard
E ci bastava soltanto stare insieme

Ero una sirena dalla cintola in giù, ero la barista al bancone del bar
Tu mi guardavi poi non l’hai fatto più
Ho perso il mio tempo dietro a una dejavu
Eri il compagno di ogni stupida sera per tutta la sera
Poi sei sparito in una notte d’inverno son diventata di cera
Allora anche io a modo mio avrei voluto farti sentire un Dio

E sulle guance rosso fard con te senza vestiti ne foulard
Nessuno era vero come noi, Adesso solo il cielo come i clochard
Con te ogni strada sembrava un boulevard
E ci bastava soltanto stare insieme

E sulle guance rosso fard
Che cosa mi rimane
Che cosa mi rimane
Sono un clochard
Con te ogni strada sembrava un boulevard
E ci bastava soltanto stare insieme