Il live chirurgicamente emotivo di Ultimo: per Colpa delle Favole la musica si ‘sente’

Dritto, pulito, lineare, senza deviazioni o fronzoli di contorno: il concerto di Ultimo, nei palasport con Colpa delle Favole Tour, è lo show che ci si aspetta da un artista che mette al centro la musica. Non a caso manifesto della sua poetica è quel Fateme cantà che è un po’ sfogo un po’ appello al pubblico e a chi gli sta attorno.

Niccolò sale sul palco del Mediolanum Forum di Assago (Milano) come su quello delle altre città con le sette note fra le dita ed è su queste che costruisce lo spettacolo. La scenografia – come l’intero concerto – è un’ossatura a servizio della musica come poche altre volte ho apprezzato, con lo schermo che racconta le canzoni a supporto di una narrazione senza iperboli.

Crediti: Emanuela Giurano per gentile concessione di Vivo Concerti

Anzi, la semplicità del contesto in cui Ultimo si muove contribuisce alla messa a fuoco di ciò che davvero è sostanziale. Solo un palloncino rosso fa da virgola alla punteggiatura del cantautore, una piccola nota rossa fra le note che è un ulteriore accento poetico. E con una corporalità che è energia, nervi, sudore e vene, l’artista romano si presenta alla platea in camicia, jeans e occhiali da sole.

Così, dalla prima all’ultima nota mentre sullo sfondo scorrono immagini di lui bambino e ragazzo o proiezioni 3d a fare da cornice. Non c’è una canzone che il pubblico non intoni, ma che dico, canti a squarciagola così che tutto diventa corale, e senza neppure cali di tono. Un sold out che si sente, eccome.

Ci sono due aspetti che colpiscono di questo live. Il primo: finalmente la sezione acustica non è relegata a qualche minuto di medley, sempre troppo sacrificato. Accompagnato da viola e violoncello, Ultimo si mette al pianoforte e lì sta a lungo, per un crescendo emotivo che sale fino ad Albachiara, omaggio (ma anche ideale passaggio di testimone) a Vasco. E il set acustico è davvero il cuore più vivo di tutto lo spettacolo, accompagnato anche da altri momenti sparsi al piano.

Il secondo. In tempi di social e iperconnessione, Ultimo riesce in qualcosa di raro e prezioso, un’impresa che ha del magico. Tra smartphone sollevati e obiettivi puntati, ci sono momenti in cui le riprese si sospendono: a prevalere è la voglia di ascoltare, davvero, di attivare un’altra forma di connessione. Quella umana.  E la sento fortissima anche io, che alla fine abbasso l’odioso (bontà sua) telefono e voglio solo “sentire”. Analogico batte digitale, uno a zero – come minimo – .

Mi dicono che parlo poco sul palco, ma io quello che dovevo dirvi l’ho scritto nelle canzoni.

Ecco, Ultimo può piacere o meno, ma con questo davvero ha già dichiarato tutto di sé, della sua musica e anche un po’ di noi.

Ultimo Colpa delle Favole Tour SCALETTA

  1. Colpa delle favole
  2. Aperitivo grezzo
  3. Quando fuori piove
  4. Cascare nei tuoi occhi
  5. Quella casa che avevamo in mente
  6. Amati sempre
  7. Poesia senza veli
  8. Il ballo delle incertezze
  9. Ti dedico il silenzio
  10. Piccola stella
  11. Ipocondria
  12. Canzone stupida
  13. Mille universi
  14. Fateme cantà
  15. Rondini al guinzaglio
  16. I tuoi particolari
  17. La stella più fragile dell’universo
  18. Farfalla bianca
  19. Giusy
  20. L’eleganza delle stelle
  21. Medley Buon viaggio / L’unica forza che ho / Racconterò di te / Peter pan / Chiave / La storia di un uomo / Albachiara (Vasco Rossi cover)
  22. Pianeti
  23. Fermo
  24. Stasera
  25. Il tuo nome
  26. Sogni appesi
  27. La stazione dei ricordi

FOTO CREDITI (scatti live): Emanuela Giurano per gentile concessione di Vivo Concerti

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