Sergio Sylvestre: il nuovo singolo è ‘Parolacce’ TESTO & VIDEO

È uscito venerdì 10 maggio, in radio e in digitale, Parolacce, il nuovo singolo di Sergio Sylvestre, prodotto da Zef, che ritorna con la sua inconfondibile voce e in una veste inedita anni ‘50. “Torno in radio con uno spirito diverso. Forse perché anche io sono cambiato un po’. Ho cercato nuove sonorità e nuovi colori perché non esistono solo il bianco o il nero, neanche quando finisce una storia d’amore”: queste le parole di Sylvestre

L’amaro di una storia finita, ma che porta con sé il senso della rivincita, di chi riconosce il proprio valore e capisce che ciò che faceva male erano “solo parolacce”. Da sabato 11 maggio disponibile anche il video, in stile pop, coloratissimo, ambientato in un diner american graffiti style.

Sergio Sylvestre Parolacce TESTO

La notte se ne va, se ne va
lasciando in bocca il sapore di quei palazzi grigi
quelli dove abitavi tu
chissà se tornerà, tornerà
la voglia di abbracciarsi di domenica
ti scrivo ma non rispondi più

Ho provato a non dare peso
agli sguardi dei tuoi amici
chissà poi tu cosa mi dici
sembravano felici, tranne te
chissà perché
come farò ad accettare le tue parole
che usavi per farmi male
ma più che parole
erano solo parolacce
erano solo parolacce
erano solo parolacce

Magari cambierà, cambierà
la voglia di sentirsi meno stupidi
sdraiato qui sotto un cielo blu
ho provato a non dare peso
agli sguardi dei tuoi amici
chissà poi tu cosa mi dici
sembravano felici, tranne te
chissà perché
come farò ad accettare le tue parole
che usavi per farmi male
ma più che parole
erano solo parolacce
erano solo parolacce
erano solo parolacce

Credo che ho dato tutto, forse troppo
per avere in cambio la metà
bevo per dimenticare
che il problema non fosse soltanto la tua età
uno come me, come me
dovrebbe fregarsene di te
ma una come te, come te
fregarsene è troppo facile

Ho provato a non dare peso
agli sguardi dei tuoi amici
chissà poi tu cosa mi dici
sembravano felici, tranne te
chissà perché
come farò ad accettare le tue parole
che usavi per farmi male
ma più che parole
erano solo parolacce
erano solo parolacce
erano solo parolacce

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