Nek racconta ‘Il mio gioco preferito’: «L’incastro alchemico da cui nasce una canzone»

Se c’è una parola che Nek ripete più spesso durante il nostro incontro, quella è entusiasmo. Questo lo spirito con cui vive la musica e che anima anche il nuovo album, Il mio gioco preferito – Parte Prima, fuori da venerdì 10 maggio per Warner Music. Anticipato dal brano sanremese Mi farò trovare pronto, in realtà è soprattutto il fresco singolo La storia del mondo a incarnarne meglio l’identità con il suo ritorno al suonato rispetto alla dose elettronica.

«Cerco sempre di mettermi in gioco, anche rischiando. – ci racconta Filippo Neviani – Nella lavorazione di questo album ho sentito l’esigenza di tornare all’essenzialità. C’è stata una sinergia completa con tutti i collaboratori: nel disco ci sono idee di altri che ho fato mie e idee mie condivise, io sono stato un collante.

È un bellissimo processo quello del lavoro in  studio: è entusiasmante quando vedi nascere e sbocciare l’incastro perfetto della canzone, quell’alchimia per cui tutto va al proprio posto con gli strumenti che si aggiungono uno dopo l’altro. Ma lo ammetto, la mia dimensione più vera resta quella del live.»

E se da una parte Nek si confessa un «nostalgico del rock Anni Ottanta e Novanta», dall’altra lo sguardo si muove sempre a ciò che gira attorno, anche grazie agli ascolti assorbiti tramite le figlie. «La musica è un po’ come la moda bisogna capire se sarà duratura – spiega in merito al rap e alla trap di oggi – Osservo quello che mi circonda per capire se è costruttivo per me. Non voglio fare il giovane perché non lo sono più ma neppure il vecchio perché non lo sono ancora.

Prima, forse, mi accorgevo meno dei dettagli; oggi l’essere padre mi fa vedere il mondo con occhi diversi. Dell’essere un musicista mi entusiasma ancora il fatto di misurarmi sempre con una canzone nuova. Tutto sta nel restare al passo coi tempi e condividere con gli altri senza snaturare la tua arte o un certo modo di vedere le cose.

Io faccio il mio e, dopo 26 anni, sono ancora qui dopo tante difficoltà e rinascite. Perché bisogna sapere rinascere ed è importante avere argomenti tali da ricominciare sempre. Se c’è qualcosa che ammazza questo mestiere è la prevedibilità.» Guarda la nostra CLIP VIDEO dall’incontro stampa.

E mentre nel cassetto resta un trhiller scritto a quattro mani con una persona che oggi non c’è più, Nek pensa alla seconda parte de Il mio gioco preferito, attesa per l’autunno, la cui tracklist suddivisa in due è stata frutto dell’istinto. Almeno quanto la scelta del brano da portare a Sanremo: «Non mi sono fatto un vero bilancio di questo festival, ma non nego che mi sarei aspettato qualcosa di più. Va bene così.

Ph. Credit: Luisa Carcavale

Col senno di poi, se avessi avuto in mano la lista dei pezzi attuale, ora ci andrei con La storia de mondo ma qualche mese fa ero in una condizione diversa e ho sentito che quel brano era adatto al momento, forse proprio perché meno sanremese.» Ma ora è tempo di guardare ai prossimi appuntamenti live a partire dal concerto che riporta Neviani all’Arena di Verona il 22 settembre prima di un tour europeo. «Per certi versi, oggi, nel fare la setlist dei concerti vado a colpo sicuro ma per altri è davvero dura. So che i singoli sono intoccabili, perché la gente li vuole.»

A proposito di singoli, sono due i brani in lizza per l’estate: «Sceglierà a istinto, come ho fatto per La storia del mondo, uscito dopo Sanremo per dare un segno diverso, concettualmente e come suono. Oro sono indeciso fra Alza la radio e Musica sotto le bombe: di sicuro sarà uno di questi che caratterizzerà la mia estate.»

Di seguito  le date del tour europeo (Friends & Partners, biglietti disponibili in prevendita):

  • 18 novembre – MÜNCHEN, TonHalle
  • 25 novembre – BRUXELLES, Cirque Royal
  • 26 novembre – PARIS, Bataclan
  • 30 novembre – LUXEMBOURG, Rockhal Club
  • 1 dicembre – LONDON, Shepherd’s Bush
  • 2 dicembre – MADRID, Teatro Nuevo Apolo

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