Pedro Capó: da Porto Rico con furore. Anzi con ‘Calma’ INTERVISTA

Dici Pedro Capó e, il più delle volte, il tuo interlocutore stenta a capire di chi tu stia parlando. Ma quando citi la sua super hit mondiale Calma (soprattutto nel suo remix con Farruko) ecco che nessuno ha più dubbi. Certificato Disco di Platino in Italia, il brano conta a livello globale oltre 378 milioni di stream e vola verso il milione di views su YouTube. Ovviamente i primi posti nelle classifiche digitali si sprecano ma un dato vale la pena citarlo: Calma Remix è il singolo latino che compare in più di 400 playlist su Spotify. Giusto per dare un’idea della viralità del pezzo.

Di fronte a certi numeri, poi, è impossibile non ricordare la Despacito di Luis Fonsi che con Capó condivide anche le origini dalla terra di Porto Rico. Ci deve essere qualcosa di speciale nell’aria o nell’acqua di quella nazione. Con vent’anni di carriera alle spalle, una famiglia di musicisti e diverse esperienze anche nel cinema, quella di Pedro è una vita che ha tratto linfa dalle radici latine per poi contaminarle nella globalizzata New York.

Pedro, ci racconti il tuo percorso musicale? Quali sono state le influenze e come hai trovato il tuo stile?
Sono originario di Porto Rico e ho vissuto tanti anni a New York. Lì è dove ho fatto davvero tante esperienze diverse e soprattutto ho vissuto una lunga gavetta suonando nei locali. Direi che ho un’anima latina, che è quella più positiva e sensuale, ma dentro di me c’è il lato urban statunitense.

Il fatto che la musica latina sia etichettata come musica estiva, lo senti come limitante o ci hai fatto l’abitudine?
Guarda, io per primo da portoricano amo l’estate e il cando, e questo rimanda subito a momenti di spensieratezza, quindi non mi dà fastidio lo stereotipo della musica latina legata a a quel mood, alla spiaggia e al cha cha cha. Fa parte del gioco e noi lo celebriamo!

Fra le tante esperienze che hai fatto, hai lavorato anche nel ristorante di Marc Anthony: quando lo hai conosciuto?
È vero, ho lavorato in uno suo ristorante quando avevo 19 anni ma allora non ebbi modo di incontrarlo.Se non ricordo male, la prima volta che ci siamo incontrati era a un evento per le vittime dell’uragano Maria. E, poi, circa due settimane fa ero a un altro evento charity come guest: è stato fantastico. Marc è un uomo generoso, straordinario, mi ha invitato a suonare Calma con la band: lui è un orgoglio non solo per Porto Rico.

In ogni posto in cui ho lavorato, ho sempre chiesto di potermi esibire nelle serate: così ho costruito la mia gavetta. Sono onesto in quello che faccio, racconto la verità umana in modo semplice come sono io.

Sei al lavoro sul nuovo disco, che cosa puoi anticiparci?
Sto lavorando a un album positivo, allegro; ci sono così tante brutture nel mondo quindi mi piace l’idea di trasmettere un po’ di freschezza. Nel mio repertorio c’è di tutto, come cantautore raccontato la vita in tutti i suoi aspetti con una forte componente emotiva. Anche nel prossimo album non mancheranno l’amore e le relazioni così come brani più sexy da ballare.

Sei nato in una famiglia di artisti e la tua è la terza generazione: quando hai capito che la musica sarebbe stata anche la tua strada?
Ho capito che la mia vocazione sarebbe stata la musica quando ero molto piccolo, vedendo il nonno e il papà. È stato qualcosa di estremamente naturale. Mio nonno ha suonato nel gruppo di Celia Cruz, un vero emblema della musica cubana.

E tu hai poi recitato nel musical su di lei…
Sì e per me è stato un onore. Non è stato semplice, perché ha richiesto un impegno enorme: erano otto repliche alla settimana ma è stato meraviglioso e sono cresciuto tanto.

Con Calma e il remix insieme a Farruko sei diventato una star internazionale: come riesci a conciliare fama e vita privata?
Coniugare famiglia e lavoro con questo successo è difficile, ogni volta lasciare i miei figli e mia moglie è un sacrifico. Quando sono via mi mancano tantissimo ma cerco di compensare, quando sono con loro, spendendo insieme del tempo di qualità. Ai miei tre figli cerco di insegnare loro i valori importanti, a partire dalla volontà di coltivare le proprie passioni. Calma mi ha fatto fare un salto enorme, velocemente, sto cercando di restare connesso con il mondo reale, anche grazie ai miei figli. In Tutto quello che fanno avranno il mio supporto.

Hanno già inclinazioni artistiche come il padre?
Assolutamente sì. Il minore è un misto tra Michael Jackson e Puff Daddy, quello di mezzo ha 6 anni e ha la voce di un angelo, mentre il maggiore ama recitare.

Ci sono artisti, anche giovani, con cui ti piacerebbe poter collaborare?
Mi piace incontrare nuovi talenti, sempre, credo che ci siano giovani artisti che possano cambiare il pop latino. La scena urban e reggaton, per esempio, ha un impatto così grande oggi che è diventata il nuovo pop in tutto il mondo. Ci sono tante voci fresche che sono davvero interessanti. Due nomi? Bad Bunny e J Balvin.

Le canzoni sono come i figli: devi lasciarle andare.

E della musica italiana, invece, chi conosci?
Laura Pausini, Eros Ramazzotti e Nek sono artisti famosissimi da noi, in particolare Nek è davvero un grandissimo. E poi ho suonato in una cover band un sacco di brani di Laura Pausini!

Ti abbiamo visto in alcune foto social in giro per Milano anche in compagnia di Takagi, Ketra e Achille Lauro. Tormentone estivo in vista?
Non ho avuto molto tempo per visitare la città, ma sono stato in centro con un tempo splendido! Takagi & Ketra sono davvero forti, e Achille Lauro mi piace molto. Una collaborazione con loro sarebbe bella! Vedremo…